martedì 16 ottobre 2007

Petrolio verso i $100?

Record storico del petrolio, $88. Provoca aumento della benzina e in generale dell'inflazione, rende le guerre in medioriente piu' attraenti, ma rende anche più convenienti le energie rinnovabili.

Nel marzo 1999 l'Economist parlava del pericolo del prezzo del petrolio a $5... era uno scenario talmente pericoloso che non si è avverato...


Grafico da: www.theoildrum.com/


Da www.websim.it:

"L'analista di Goldman Sachs Matt Simmons l'aveva scritto, forse per primo, nel luglio del 2005: il petrolio arriverà, in un non meglio precisato medio termine, a 100 dollari il barile. Il Wti aveva appena segnato un nuovo massimo storico attorno a 75 dollari il barile e la previsione sembrava un azzardo da cartomante, più che una stima ponderata di un esperto della materia. I fatti stanno dando ragione a Simmons: stamattina il future sul Wti è arrivato a insidiare quota 88 dollari il barile. "La probabilità di un picco dei prezzi a 100 dollari il barile sta aumentando", scriveva Francisco Blanch, strategist di Merrill Lynch per le materie prime in un report della settimana scorsa che portava a 80 dollari al barile la stima del prezzo medio del quarto trimestre 2007 e a 73 dollari quella per il 2008. Attualmente, il prezzo medio del 2007 è di 67,1 dollari. La settima seduta di rialzo consecutiva del greggio giunge proprio nel momento in cui, tradizionalmente, il greggio si indebolisce: la stagione dei viaggi negli Stati Uniti e nel mondo occidentale è terminata e la stagione invernale non è ancora iniziata. Quest'anno, per fortuna, di uragani se ne sono visti pochi, perlopiù in zone dove non ci sono installazioni petrolifere. E' un momento delicato per quanto riguarda le zone calde del pianeta ed il greggio reagisce: domani il Parlamento della Turchia dovrebbe accordare all'esercito il permesso di attaccare le basi della guerriglia dei separatisti kurdi del Pkk in Iraq, il terzo Paese al mondo per riserve di idrocarburi. Oggi il primo ministro turco Recep Erdogan ha detto che il varo di misure per fermare gli attacchi sono "inevitabili". Le tensioni geopolitiche di certo contribuiscono a dare forza al rally, ma se anche il mondo fosse in pace, i fondamentali, da soli, basterebbero a legittimare questi prezzi: il modesto aumento della produzione di mezzo milione di barili al giorno deciso dall'Opec entrerà in vigore solo a novembre e le scorte nei Paesi consumatori (Oecd) destano più di una preoccupazione: "Secondo le nostre stime, siamo entrati nel quarto trimestre con il livello più basso degli ultimi quattro anni", avvertiva Blanch nel suo studio. Nel frattempo il taglio di mezzo punto percentuale dei tassi di interesse da parte della Fed sta ridando fiato all'economia americana, quella dei Paesi emergenti invece non ha mai rallentato: nei primi 6 mesi del 2007 la produzione industriale della Cina è salita del 18,4%. La domanda mondiale dovrebbe salire, secondo Merrill Lynch, di circa 1,4 milioni di barili nel 2007 e la Cina dovrebbe contribuire per circa il 40% a questa crescita. Dall'altro lato, l'offerta faticherà a tenere un simile passo, perché la produzione dei Paesi non Opec (circa 2/3 del totale) è in discesa da tre trimestri consecutivi: nel periodo giugno agosto si è attestata a 49,5 milioni di barili al giorno, mezzo milione in meno rispetto al secondo trimestre, e solo centomila in più rispetto allo stesso arco di tempo nel 2006. La causa di questo rallentamento è il declino dei giacimenti maturi del Mare del Nord e del Golfo del Messico ed il mancato arrivo sul mercato del petrolio atteso dai nuovi campi estrattivi: il vertiginoso aumento dei costi di sviluppo ha frenato i piani ed in molti casi ha spinto le compagnie petrolifere alla rinuncia: "I ritardi nella produzione, gli incidenti e le cancellazioni dei progetti sono diventati la norma piuttosto che l'eccezione", commentava Blanch. L'analista non vede tregua nel trend di salita del prezzo del petrolio e prevede che l'assestamento arriverà soltanto nella seconda parte del 2008, quando la Nigeria tornerà a produrre a pieno regime e dai pozzi localizzati nelle ex Repubbliche sovietiche comincerà ad uscire greggio."

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