lunedì 16 marzo 2009

Un altro blog è possibile

Per chi non legge la colonna a destra: esiste un nuovo blog il cui indirizzo è


domenica 8 febbraio 2009

Adieu Paris

Ultimo ultimo post, in diretta dall'aeroporto Charles de Gaulle, terminale 2D.

Venerdi e ieri ultimi saluti (più venerdi, ieri ero spolpo a causa del venerdi notte/mattina). Ho lasciato la maison al Carnico e mi sembra di averla lasciata in buone mani. Per esempio il montanaro è stato subito iniziato al culto del Pastis.

Adesso aspetto il volo per Praga.

Insomma, adieu Paris. Ma ci torno a fine marzo (esame + weekend), mentre per carnevale saro' a Trst.


Fine delle comunicazioni

venerdì 6 febbraio 2009

Ultimo post da Parigi?

Foto al bar au Bon Accueil.

sabato 31 gennaio 2009

Un uomo un perché

Oggi mi è capitato di leggere un articolo di Slavoj Žižek su Le Monde.

Premetto che sono un po' prevenuto sul più famoso filosofo sloveno, perché ho tentato di leggere un suo libro (Vous avez dit totalitarisme?) e l'impressione che ho avuto è di un abile e intelligente venditore di cagate.


Mischiare Lacan con Hitchcock, Apocalipse Now e Hegel, fondere cyberspazio e marxismo mi sembra più una buona idea di marketing che filosofia. Ovviamente sono un esperto di filosofia quanto di astrofisica nucleare...

Tuttavia nel mio piccolo ho avuto la conferma dall'articolo di oggi su Obama, dove citava due tra i miei autori comici preferiti, i Monty Python e il vostro mafioso presidente del consiglio (la battuta dell'abbronzato).

Insomma, discorsi da bar.

Per questo, oltre ad essere prevenuto, sono anche molto invidioso. Dovevo registrare tutti i discorsi da bar avuti negli ultimi 15 anni nei vari bar in giro per il mondo, condirli con un po' di metafisica, due citatazioni di Kant e Russell e inventare il MFP (Movimento Filosofico Peyotiano - la religione esiste già) e diventare prof di filosofia scrivendo libri per MIT Press. Quante carriere parallele avrei potuto fare, bastava un po' più d'immaginazione.
E qualche chilo di peyote.




Questa la scena citata da Life of Brian: "cosa ci hanno dato in cambio questi imperialisti romani?"


venerdì 30 gennaio 2009

Les collègues



Cosa scrivo di bello? Un colto post finanziario? O un'arguta disquisizione letteraria tra me e me? Oppure un qualche indignato attacco alla classe politica e/o religiosa (i cui confini sono, ahimè, assai labili in questi tempi nel vostro paese)? Invece oggi sputtaniamo simpaticamente i colleghi.

Negli ultimi tempi non vi ho aggiornato sui nuovi venuti.

Dunque: gli ultimi arrivi sono Bob e Il Prof e poi c'è il personaggio zen JoJo (apprendista) che è con noi già da un po' di tempo (saranno 8 mesi), ma passa silenziosamente inosservato.




JoJo è un timido giovincello dall'aria addormentata e dal comportamento coerente con l'apparenza. Molto educato, quasi ossequioso (a volte mi da del voi - in fin dei conti mi sono il più vecchio in ufficio a parte la Segretaria e il capo Saverio), nonostante il suo atteggiamento zen riesce a far innervosire i colleghi che lavorano con lui a causa della pacata lentezza. O a farli morire dal ridere.





Bob è un mingherlino pestifero che ci è stato rifilato da un altro ufficio. Il suo pregio è di aver reso l'ambiente dell'ufficio meno pomposo, visto che fa sempre battutacce maligne a tutti. Mai prima si erano sentiti tante volgarità nel clima ovattato dell'ufficio (a parte quando periodicamente si fantastica sul vibratore di Janine...).
Bisogna dire che Bob è encomiabile per la sua prontezza e continuità nello sparare cazzate. Banale esempio questo pomeriggio, quando mi chiedono una roba di finanza e tiro fuori una spiegazione un po' culo ("eh, sai è a causa della volatilità...") e lui 5 metri lontano interviene dicendo: "abbiamo dovuto importarti dall'italia per queste cazzate? E farti studiare il CFA?? Potevo chiederlo al cuoco della mensa e rispondeva meglio!".




Il vero fenomeno però è Il Prof che era prof di matematica, perché questo era il suo sogno fin da piccolo. Solo che lo hanno mandato in banlieue, dove si è trovato di fronte classi "problematiche" e ha deciso di cambiare mestiere e puntare su qualcosa di meno pericoloso. È così che è diventato attuario e lavora nel fantastico e avventuroso mondo delle assicurazioni.

Egli è totalmente pelato, non ha neanche le sopracciglia, porta occhiali tondi, sfoggia un portamento un po' gobbo e leggermente sbilenco (diciamo che quando cammina sembra che la parte sinistra del suo corpo non sia d'accordo con la parte destra sulla velocità e direzione) e non ha capito bene come utilizzare la cravatta (nodo dieci centimentri sotto il collo e parte finale della cravatta che ciondola fino al cavallo).

Oltre a questo ha dei comportamenti che possono lasciare leggermente perplessi i "vecchi" componenti dell'ufficio. Tipo:
- dopo 1-2 settimane ha cominciato ad arrivare un po' più tardi. Invece di arrivare entro le 9.30 si presentava tra le 10.30 e le 11. Da notare che alle 12 andiamo a mangiare... Poi il capo Saverio se ne è accorto e ha parlato con lui. Adesso riesce quasi sempre ad arrivare entro le 10;
- spesso si dimentica la zip dei pantaloni a metà aperta con sommo disgusto della Segretaria;
- in mensa il suo tipico pranzo è composto da: antipasto (di norma cose leggere tipo fois gras o salumi), entrecote con patate fritte e ketchup o maionese (abbondante) e per dessert formaggio (un cubo di camembert o brie) e dolce (preferibilmente al cioccolato). Il tutto annaffiato da coca. Come fa a non avere 200kg? Cammina molto. Va a casa a piedi. Ma non abita vicino, ci mette un'ora e mezza. Un po' come Forrest Gump.

Sempre in mensa ieri ero vicino alla Segretaria e all'Algerina che dopo aver guardato il vassoio del Prof si sono messe a ridere come sceme. Poi mi spiegano: Il Prof aveva preso come contorno alcuni etti di fagioli. Niente di male se non fosse che il giorno prima mentre ero a lezione di ceco il nostro eroe senza scomporsi ha mollato una sonora scoreggia che ha rimbombato in tutto l'ufficio.

Domani invece arriva il mio sostituto, il Carnico. Per iniziarlo bene alla vita parigia lo porto subito al Bon Accueil, baretto superscrauso. Vedremo se si ambienta bene...


Infine, questo post non sarebbe mai nato se oggi fossi uscito.

Invece avendo fatto el mona ieri, oggi riposo, guardo il catalogo ikea e scrivo cazzate.



Ieri c'era un concerto al Phenix, dove come al solito (vabbé, ci sono stato 3-4 volte...) c'era bella gente e buona musica.

Grazie alle tecnologie avanzate su youtube ci sono già alcuni video di ieri. Qui il video dei The Calorifer is Very Hot che, nonostante l'inglesissimo nome, sono italiani.



Questo è invece il divertente one-man-band Gregaldur.



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mercoledì 28 gennaio 2009

Trst je naš!

Je Trst še (tudi) naš?





Poptv.si

martedì 27 gennaio 2009

Bigots


"The mind of a bigo
t is like the pupil of the eye.
The more light you shine on it, the more it will contract."




Dedicato alla sacra romana chiesa che ha veramente rotto il cazzo.

lunedì 26 gennaio 2009

L'agognato diploma

Qualche settimana fa mi è arrivato finalmente il diploma del CFA, grande e pacchiano, resterà nel suo tubo.


domenica 25 gennaio 2009

Bravi baristi - 2

Ieri concerto dei Top Montagne al Express Bar dove c'era il vernissage di Miss Vitriol (pittrice):




Qui anche un video della cover di Celentano "I want to know" (se si carica - non si carica e allora metto il link da youtube).



Questo l'originale:



Altra cover, tutta nuova è Touch Me, direttamente dai favolosi anni 80.




The original:




Poi volevo portare tutti al Marquise Café, dove conosco il barista, ma era pieno, quindi siamo finiti in un altro bar dove il barista ha abbassato le serrande e ci ha chiuso dentro. Avevo la macchina dietro ed ecco un po' di foto:

Qui sopra la cantautrice Aude, la scultrice Maude, la ministeriale Natasa e una mano.


Xavier (spagnolo) con Perilin (o qualcosa del genere).


Il mio braccino.


Quella a destra é Céline, dell'altra mi ricordo il nome, poi c'è la Perilin (?) e in sottofondo si vede il barista.

Maude e Natasa.


A destra Aude, poi il russo Jenia (famoso per il "pok") e Dàvid.


Diversa inquadratura.

venerdì 23 gennaio 2009

Sondage

Partecipa al sondaggio-casa per decidere tra Zahrebska, Bulharska e il Fato.

ça c'est la classe!







giovedì 22 gennaio 2009

Pragota

Avviso agli utenti: in occasione della mai duegiorni praghese, in anteprima per voi, il primo post sul blog PRAGOTA.

Aggiungi ai tuoi preferiti pragota.blogspot.com.

lunedì 19 gennaio 2009

Bravi baristi

E siamo di nuovo a lunedì... che brutta invenzione.

Ma non volevo parlare di questo, ma dedicare il post all'anonimo barista (anonimo perché non mi ricordo il nome) del bar Marquise Café.


Bar dove sono passato per un drink con la Bionda Carsolina venerdì e dove uscendo abbiamo scambiato due parole col barista che ci invita al concerto del giorno dopo. Ma noi invece sabato andiamo al concerto dei Cornflakes Heroes all'International che però chiude i battenti alle 2. Poi uscendo in cerca dell'ultimo drink passiamo al Marquise, dato che è lì in zona (rue Jean Pierre Timbaud). Ci accoglie il capo e prendiamo una bevanda verde (pastis). Sembrava già chiudere, ma proviamo a vedere se servono ancora da bere e servivano ancora.
Così avanti fino alle 5 passate quando restiamo soli coi baristi e il capo ci chiede "come andate a casa?"
Noi: "a piedi"
Lui "ma piove"
Noi "Piove??? Nooooo!!!" [scostando le tende vediamo che in effetti sì, pioveva e tanto]
Lui "vi porto io".

E simpaticamente ci porta in auto a casa. Da notare che la metro era già aperta.

Qualcuno ha malignamente commentato "FORSI CHE IERI CUSSì CARIGHI DA RISULTAR UN PERICOLO PUBBLICO ANCHE A PIEDI???" ma sono solo vili attacchi provenienti dalla Bionda Bulgara - che dovrebbe smetterla con la vodka (anche se consigliatale dal medico).

venerdì 16 gennaio 2009

JON JON JON!!!

giovedì 15 gennaio 2009

Martedì post culo, oggi tette




Se non lo avete già bruciato negli anni ‘60, potreste volervelo togliere ora. "Il reggiseno causa il cancro al seno. E’ lampante," afferma il ricercatore medico Syd Singer.
I coniugi Singer si sono dedicati all’investigazione sul cancro al seno nel 1991. Il giorno in cui la moglie, Soma, scoprì un nodulo al proprio seno, il team di ricerca del marito stava esaminando gli effetti della medicina Occidentale fui Figiani. Sotto la doccia, Syd aveva notato che le spalle e i seni di Soma erano segnati da scanalature rosso scuro. A Syd ricordò la domanda posta alla moglie da una Figiana perplessa a proposito del suo reggiseno: "Non si sente stretta?"
"Devi farci l’abitudine," aveva risposto Soma.
Forse il reggiseno comprimeva il tessuto del seno, si chiese Syd, impedendo il drenaggio linfatico e provocando degenerazione?

Soma decise di smettere di indossare il suo reggiseno. Ma quando Syd cercò nella letteratura medica non trovò nessuna causa nota per il cancro al seno, condizione che nelle donne appare raramente prima dei 35 anni, più frequentemente dopo i 40. I tassi di mortalità più elevati sono in Nord America ed Europa settentrionale, col resto del mondo che si sta adeguando velocemente.
La World Health Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità) invoca le tossine chimiche quale causa primaria di cancro. Ma i veleni che si accumulano nei tessuti del seno sono normalmente spazzati dal chiaro fluido linfatico verso i grandi gruppi di linfonodi posti nelle ascelle e nella parte alta del torace. I Singer scoprirono che "essendo i dotti linfatici molto sottili, essi sono estremamente sensibili alla pressione e si possono comprimere con facilità." Una minima pressione cronica sui seni può provocare la chiusura delle valvole e dei dotti linfatici..

"Poco ossigeno e meno nutrienti sono trasportati alle cellule, mentre i prodotti di rifiuto non sono spazzati via," notarono i Singer. Dopo 15 o 20 anni di drenaggio linfatico ostacolato dal reggiseno, può apparire il cancro.
Considerando altri paesi, Soma e Syd rimasero colpiti dalla bassa incidenza di cancro al seno nelle nazioni più povere, pur inondate dai pesticidi ivi scaricati dalle altre nazioni. Non trovarono contadine che indossassero reggiseni push-up. Scoprirono invece che tra i Maori della Nuova Zelanda integrati nella cultura bianca vi è la stessa incidenza di cancro al seno, mentre gli aborigeni australiani non integrati non hanno praticamente cancro al seno. Lo stesso trend si applica ai giapponesi occidentalizzati, ai Figiani e ad altre colture convertite al reggiseno.

Nel loro libro Dressed To Kill: The Link Between Breast Cancer and Bras, (Vestite Da Morire: La Relazione Tra Cancro Al Seno e Reggiseno) i due ricercatori hanno anche osservato che proprio prima che una donna inizi il suo ciclo, gli estrogeni si innalzano, provocando un rigonfiamento del seno. Se la donna continua a indossare un reggiseno della stessa misura, i vasi linfatici salva vita saranno compressi in maniera ancor maggiore. Hanno forse scoperto qual è il vero collegamento tra cancro al seno ed estrogeni?
Le donne senza figli non sviluppano mai del tutto il proprio sistema linfatico pulisci-seno. E nemmeno donne che non abbiano mai allattato. Le donne che lavorano, che indossano il reggiseno quotidianamente e rimandano la gravidanza potrebbero essere quelle più a rischio, avvertono i Singer.

Ancora peggio, il divenire donna per una giovane è spesso "marcato" dal suo primo reggiseno. Come l’anziana pratica cinese del bendaggio dei piedi, il "bendaggio del seno " puberale può in ultima istanza condurre a severe complicazioni mediche.
Che il reggiseno sia l’ "anello mancante " che spiega la crescente epidemia di cancro al seno? A cominciare dal maggio del 1991, Soma e Syd Singer hanno condotto uno studio di 30 mesi, Bra and Breast Cancer (Reggiseno e Cancro al Seno) intervistando circa 4.000 donne di cinque grandi città degli Stai Uniti. Erano tutte di tipo caucasico per lo più di "reddito medio" in età compresa tra i 30 e i 79 anni. Metà di loro erano state diagnosticate di cancro al seno.

Quasi tutte le donne intervistate erano scontente della dimensione o della forma del proprio seno. Le donne che avevano scelto un reggiseno per l’aspetto, ignorando indolenzimenti e gonfiori, avevano il doppio di incidenza di cancro al seno di quelle che non l’avevano scelto per questo.
Ma la statistica più sorprendente riguardava le donne che indossavano il reggiseno anche per dormire e che avevano sviluppato il cancro. Così come una donna su sette costretta in un reggiseno per più di 12 ore al giorno. Le donne senza reggiseno hanno solo una probabilità su 168 di subire una diagnosi di cancro al seno, dicono i Singer. La stessa di un uomo senza reggiseno.

"Non dormite col reggiseno!" implora Syd Singer. "Le donne che intendono evitare il cancro al seno dovrebbero indossare un reggiseno per il periodo di tempo più limitato possibile – di sicuro per meno di 12 ore al giorno."
Syd inoltre spiega che quasi l’80% di chi indossa il reggiseno e soffre di noduli, cisti e indolenzimento vede quei sintomi svanire, "entro un mese dopo essersi liberate del reggiseno."
Non tutte sono pronte a liberarsi dal proprio capestro. Come una donna ha rivelato al team, "Le tette mi arriverebbero all’ombelico senza un reggiseno." Ma il chirurgo Christine Haycock del College of Medicine del New Jersey dice che sono le caratteristiche genetiche – non i legamenti o la dimensione del seno – la ragione per cui alcuni seni cedono alla gravità. Un petto che saltella aiuta a tener pulito il sistema linfatico.

Ben consci che i loro risultati erano "esplosivi," i Singer hanno inviato i risultati della loro ricerca ai capi delle più prestigiose organizzazioni e istituti anti-cancro americani. Nessuna risposta. Alla pari del business del cancro, il giro d’affari dei reggiseno è enorme. Moltiplicate il numero delle donne che, in tutto il mondo, comprano qualche reggiseno da 25$ ogni anno e otterrete una cifra vicina ai 6 miliardi di dollari all’anno.
Syd Singer afferma che la censura dell’establishment sulla relazione tra cancro al seno e reggiseno sta uccidendo le donne. Indicando la condizione maggiormente condivisa tra le pazienti di cancro al seno, egli enfatizza che si tratta di un sistema linfatico strizzato dal reggiseno.

Andando sempre senza reggiseno, Soma iniziò a indossare vestiti che non enfatizzassero i seni. Cominciò anche a massaggiare i seni con regolarità e ad andare in bicicletta, a prendere integratori vitaminici ed erboristici e a bere solo acqua pura.
Due mesi dopo, il suo nodulo era scomparso
Un grintoso Syd Singer dice che, al primo spaventevole segnale di un nodulo, “le donne dovrebbero togliersi il reggiseno prima di togliersi i seni." Cosa aspettare, se potete liberare il vostro sistema linfatico adesso?

RICORDATE: Una combinazione spettacolarmente controindicata è indossare un reggiseno e usare un telefono cellulare.

SE DOVETE INDOSSARE UN REGGISENO
Reggiseno push-up e quelli da sport sono da evitarsi. Scegliete reggiseno di cotone, non stretti. Assicuratevi di poter passare con due dita sotto le spalline e ai fianchi delle coppe. Quanto più sono alte le coppe, tanto più severa la compressione dei maggiori linfonodi. Non indossate assolutamente mai questo disastroso dispositivo per dormire. A casa toglietevelo. Massaggiate i vostri seni ogni volta che vi togliete il reggiseno.
Riportate in salute il vostro sistema linfatico, o almeno respirate a fondo liberamente.

mercoledì 14 gennaio 2009

Merci Silvio!


Dal Sole24Ore:

«Merci Silvio» titola Les Echos: i francesi ringraziano il premier Silvio Berlusconi per avere impedito in aprile un'acquisizione ben più onerosa per Air France-Klm. Ora – sottolinea il quotidiano economico e finanziario d'Oltralpe - la compagnia franco-olandese fa un affare migliore, spende meno e ottiene «l'essenziale»: «con questa partecipazione del 25%, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul quinto mercato aereo europeo, uno dei più redditizi».

Nell'editoriale «Grazie Silvio», François Vidal riassume i vantaggi dell'accordo per Air France-Klm. Avrà accesso prioritario a un serbatoio di oltre 24 milioni di passeggeri, 11 milioni dei quali viaggiatori internazionali. Con Roma Fiumicino, ottiene un nuovo "hub" complementare a Parigi e Amsterdam. Taglia l'erba sotto i piedi di Lufthansa, «che sarebbe stata ben felice di dar vita a una dorsale Berlino-Vienna-Milano». Nella corsa alla supremazia, il gruppo prende anche in contropiede British Airways, che fatica a concludere la sua alleanza con la spagnola Iberia». Inoltre, dal 2013 Air France Klm potrà aumentare la sua partecipazione in Alitalia e costituire così «un vero insieme paneuropeo integrato».

«Non male per un'operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta tutto sommato ragionevole», scrive Les Echos. «Ci si può persino chiedere se Silvio Berlusconi non ha reso un insigne servizio ad Air France-Klm nell'aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 miliardi di euro in nome dell''"italianità". Dopo tutto, la compagnia con la quale si è fidanzata Air France-Klm ha già operato buona parte della sua ristrutturazione. Non è più il vettore malato che perdeva 1 milione di euro al giorno, ma un gruppo depurato dai suoi debiti e rafforzato dopo la fusione con il suo rivale Air One».

Qualche problema c'è: «Restano, certo, da gestire le relazioni con i sindacati e i particolarismi regionali». Ma nei cinque anni dalla sua creazione il gruppo franco-olandese «ha dimostrato di sapere gestire questo genere di incognite».

Il sito Internet di Les Echos è fitto di commenti e analisi sul «feuilleton» Alitalia. Sulla home page, il giornale sottolinea che entrando in Alitalia Air France-Klm rafforza il suo dispositivo europeo. «Alitalia ridecolla con Air France-Klm come primo azionista».

Con 323 milioni di euro, il gruppo franco-olandese «consolida le sue posizioni»: fa prima di tutto un «investimento difensivo», che a medio termine ha buone chance di diventare un buon affare. Consolidando i legami con Alitalia, prende due piccioni con una fava: difende i suoi interessi commerciali in un mercato chiave e dà un duro colpo alle ambizioni di Lufthansa in Italia.
In un editoriale intitolato «Capitani coraggiosi», Les Echos apprezza la migliore ripartizione dei rischi dell'attuale intesa. «Fare ridecollare la fenice dei cieli europei costerà ai franco-olandesi cinque volte e mezzo di meno nell'Italia di Silvio Berlusconi che in quella di Romano Prodi». È un accordo dove vincono tutti, poiché i «capitani coraggiosi» dell'industria italiana volati in soccorso di Alitalia ottengono, grazie alla fusione con Air One, «una valorizzazione del nuovo insieme superiore del 18% a quella di quattro mesi fa e di nove volte superiore a quella che Air France offriva in marzo». Con il 25% del capitale e tre posti in Cda, Pierre-Henri Gourgeon, il nuovo capo del gruppo, non avrà il timone, ma «allontana Lufthansa da una preda inestimabile». Ma dovrà fare attenzione alle zavorre: «la quota-parte di sei mesi di perdite Alitalia nel 2008 sarebbe bastata ad assorbire la metà dell'utile semestrale di Air France». Che sia «un affare migliore per il gruppo franco-olandese» lo dice anche Yann Derocles, analista di Oddo Securities intervistato da Les Echos. Potrebbe essere un buon affare «anche se non genererà sinergie nuove prima di tre o quattro anni, tenendo conto dei legami già esistenti tra Air France e Alitalia».

Trionfalistico Le Figaro: «Air France, numero uno incontestato d'Europa», titola il quotidiano sulla home page del suo sito. Con l'ingresso in Alitalia, «la compagnia francese distanzia Lufthansa e British Airways». Air France-Klm prende Alitalia «sotto la sua ala» e ottiene una «bella vittoria». Jean-Cyril Spinetta ha fatto il suo ultimo grande colpo alla guida della compagnia. Tenace, ha vinto «una scommessa che sembrava insensata». Titoli di cronaca e notizie Afp sui siti di Le Monde e Libération: «Air France-Klm rileva il 25% del capitale di Alitalia». Il gruppo franco-olandese «chiude un feuilleton che dura da un anno». Notizie d'agenzia anche sui siti spagnoli di El Mundo e El Pais.

Il Financial Times constata che «l'inglorioso pasticcio» («imbroglio» è la parola usata, entrata nell'inglese) giunge finalmente al termine. Il rilancio di Alitalia «dovrebbe essere un evento completamente felice per tutti. Tristemente, non lo è», commenta il quotidiano economico e finanziario britannico. Ecco perché: lo scorso marzo Air France offrì 140 milioni di euro per un takeover nel quale si sarebbe accollata anche 1,2 miliardi di debiti. Ma Berlusconi bloccò quell'accordo per motivi «patriottici». In dicembre, un consorzio italiano ha pagato 427 milioni di euro per i pezzi di Alitalia che andavano bene, combinandoli con Air One. Ora, l'accordo con Air France valuta la stessa compagnia 1,2 miliardi di euro. «Bel lavoro: in meno di un mese il consorzio ha triplicato il valore del suo investimento». Quanto ad Air France, le sinergie attese rappresentano circa 280 milioni di euro all'anno. La sua parte di quei risparmi, tassati e capitalizzati, «coprono abbondantemente il costo della sua quota».


Ma l'Italia mantiene «italiana» la sua compagnia aerea, allo steso modo in cui Swiss, di proprieta di Lufthansa, è "svizzera"». Inoltre, la fusione tra Alitalia e Air One ha come risultato un mercato interno meno competitivo e tariffe aeree più alte. L'Italia resta con 600 milioni di debito «che non esisterebbe se Berlusconi avesse autorizzato l'accordo Air France». «Il prezzo del patriottismo» ricade sulle tasche degli italiani.

Nelle ampie cronache riportate sul suo sito, il Financial Times ricorda che mesi fa Air France-Klm diceva che per salvare Alitalia ci voleva un esorcista. In un certo senso, «l'esorcista è stato Berlusconi». Ha dovuto superare le dure resistenze degli alleati del Nord che volevano Lufthansa, considerata più adatta a riempire gli slot lasciati liberi da Alitalia all' «impopolare aeroporto di Malpensa». Alla fine, l'accordo è «molto peggiore per gli italiani. «Ora che ha perso la battaglia per Alitalia, Lufthansa guarda di nuovo a Sas, la compagnia scandinava», osserva il Financial Times.

Il Wall Street Journal fa notare che ora la nuova Alitalia deve combattere con le rivali low-cost, oltre che con Lufthansa. In un pezzo dal titolo «La nuova Alitalia vola in cieli affollati», il quotidiano finanziario newyorchese sottolinea che le rotte domestiche redditizie come la Milano-Roma sono parte essenziale del piano di Alitalia per arrivare al pareggio. Ma mantenere la sua quota di mercato potrebbe essere difficile, tanto più che varie compagnie low-cost (Ryan Air e Easy Jet in particolare) hanno approfittato del declino di Alitalia per rafforzare le proprie posizioni in Italia. E Lufthansa sta per lanciare la sua filiale italiana a Malpensa. Numerosi siti americani riportano le notizie Ap sulle novità Alitalia. Ma non solo. Il New York Times titola «Alitalia vende una quota e fa il suo ritorno» e cita analisti secondo i quali il valore della quota Air France-Klm dipenderà dall'abilità di Alitalia di ottenere la cooperazione dei sindacati. «Alitalia si leva in volo, ma il contribuente italiano paga la maggior parte del costo» scrive nella rubrica "Breakingviews.com" l'International Herald Tribune, osservando tra l'altro che il mercato sarò meno competitivo dopo la fusione tra Alitalia e Air One. «Si dice che i Paesi hanno i leader che si meritano. L'Italia potrebbe avere anche la compagnia aerea che si merita».

martedì 13 gennaio 2009

Che culo!




C'è culo e culo...

lunedì 12 gennaio 2009

Cerchi lavoro?

La crisi vi attanaglia? Isola australiana offre lavoro da sogno

Reuters - 12/01/2009 10:45:02
di Verna Gates

BIRMINGHAM, Alabama, 12 gennaio (Reuters) - Vi sentite depressi per la crisi economica globale, siete disoccupati, o state semplicemente cercando un'avventura?
Una piccola isola australiana offre un lavoro "da sogno" e sta facendo annunci in tutto il mondo per trovare la persona giusta.

Si tratta di passare sei mesi immersi nella cultura e nella bellezza della Grande Barriera Corallina dell'isola di Hamilton, promuovendo il turismo di questo luogo con un video-blog.

Le mansioni comprendono il nutrimento dei pesci dell'oceano, la pulizia di una piscina e la raccolta
della posta che arriva in aereo, ma anche andare a fare scuba diving, snorkeling ed escursioni e provare almeno 25 resort delle isole vicine.

Per compensare questo 'lavoro ingrato', lo stato del Queensland offre 150.000 dollari australiani (circa 78.000 euro), la sistemazione in una lussuosa casa con tre stanze da letto e il trasporto per andare e tornare dall'isola.

Il lavoro inizia a luglio, non sono richieste abilità particolari o esperienza, e non ci sono limiti di età.

"Stiamo cercando una persona dinamica, carismatica e interessata al mondo delle barriere coralline", ha detto Shana Pereira, direttore regionale del turismo del Queensland.

Il Queensland ha creato questo posto di lavoro come antidoto alla crisi economica globale e sta facendo annunci in 18 paesi tra cui Stati Uniti e Cina, ha spiegato.

I candidati devono inviare un video di un minuto in cui parlano del loro interesse per la Grande Barriera Corallina, un vasto sistema classificato come una delle sette meraviglie del mondo.

"E' un'opportunità così fantastica che vorrei non avere conflitti di interesse per poter fare domanda", ha detto Pereira.

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Vi ho trovato il sito per mandare la domanda: www.islandreefjob.com

domenica 11 gennaio 2009

sabato 10 gennaio 2009

Riflessioni telematiche dopo aperitivo al Lizard con appunto idraulico



Io e Internet, diffidenza, ignoranza, entusiasmo, delusione.

Tipo Leo nel 98 che mi dice "mi sono fatto internet", e io chiedo, é chi xe , xe figa? poi a fine 98 ho già l'imeil su hotmail (pur senza capire cosa sia). Poi arrivano messenger quello vecchio che non mi ricordo come si chiamava [icq], siti, robe...

Nascono i blog e dico 'che cagata' e poi sappiamo com'è andata a finire. Esiste skype e celo. C'è you tube dove ci sono i videi di jon la joie.

Ora mi trovo con altre invenzioni che non capisco e non conosco: second life, twitter, flickr, myspace...

Penultima scoperta Last.fm che mi è stato rivelato da Samon e Robo e che da allora uso quotidianamente. Ultima scoperta: tumblr. Non ho capito cosa sia, ma essendo necessario essere al passo coi tempi appena avrò capito cosa sia me lo farò. Per fortuna esistono alcuni scientifici divulgatori internettiani che colmano l'ignoranza.





Estratto dai dibattiti aperitivi:

L'appunto idraulico: il rubinetto del mio vicino perdeva a natale inondandomi la cucina; i tubi sotto il pavimento del mio capo perdevano inondando il 4°, 3°, 2° e 1° piano senza tralasciare il pianoterra sempre a natale; il Lanfur, invidioso, ha pure perso acqua dal rubinetto, a natale.

Ci sarà una congiura degli idraulici a natale? O babbo natale ha esaudito i desideri degli idraulici parigini a corto di fatturato nel 2008? Il mistero permane, così come quello del rimborso della fattura del mio idraulico.

Finite le cazzate vado a dormire che domani viene mamma.

mercoledì 7 gennaio 2009

encore une semaine

Yuk yuk, ho negoziato ancora una settimana, causa ritardo nella spedizione del Carnico (il mio sostituto). Dunque a Praga inizio il 9 febbraio. Ma a fine gennaio mi farò un giro per trovare casetta.

martedì 6 gennaio 2009

Dolfo



What luck for rulers that men do not think.

German Nazi dictator, orator, & politician (1889 - 1945)




La storia dell'idraulico e dell'assicurazione


L'anno scorso, tornato da TS ho trovato dell'acqua non mia in cucina. Mi sono accorto attaccando la spina del fornello del caffè nel pannello in legno da dove proveniva l'umidità. In effetti anche il fornelletto galleggiava sull'acqua. Guardando stupito il laghetto ho sentito anche il tipico "pling" prodotto da H2O che cade. Hmmm. Che fare? Vado dalla guardiana che mi consiglia di chiamare un idraulico. Grazie.

Allora prendo le pagine gialle senza carta (internet) e trovo un plombier. Anzi due, per sicurezza, per vedere chi arriva primo. Dopo alcune ore arriva un piccoletto (lo dico dall'alto dei miei 2 metri e passa) con un cacciavite gigante e una borsettina da idraulico dove probabilmente teneva le sigarette.



Spaccandomi col megacacciavittone un po' di legna che copriva la colonna d'acqua intuisce che il problema è dal vicino. Alla fine con 130 euro il problema del rubinetto del vicino è risolto. Anche il vicino ha pagato 130 euri. Mi resta però la cucina divelta e il legno gonfio e la fattura da farsi rimborsare. Ma ci penserà l'assicurazione! Come sapete l'affitto dell'appartamento è pagato dai miei donatori di lavoro che, per coincidenza, sono pure assicuratori. Quindi l'assicurazione casa è con la stessa compagnia. Quindi dovrebbe essere facile fare il rimborso.

Oggi la segretaria ci ha provato chiamando l'ufficio sinistri.

Solita tattica: prima dicono che deve pagare l'assicurazione del padrone di casa. Si chiama la società che gestisce la casa e ci dice "col piffero" (ma in francese), paga l'affittuario. Si richiama l'assicurazione (noi stessi, sic!) che ci fornisce un altro numero. Qui iniziano con la seconda parte: negare, negare tutto. Ci dicono che il contratto non risulta nei loro archivi (trattasi dello stesso contratto sottoscritto nel 2003 (!), rinnovato ogni anno e sul quale è già stato pagato un sinistro nel 2006). No, bisogna mandare un fax con il contratto. Porca troia.

Riassumendo: il mio donatore di lavoro è assicurato col mio donatore di lavoro che non vuole pagare un sinistro al mio donatore di lavore e anzi nega di aver mai avuto un contratto col mio donatore di lavoro. Adesso il mio donatore di lavoro chiamerà l'ufficio clienti del mio donatore di lavoro per lamentarsi del servizio fornito dal mio donatore di lavoro.

Avete letto il Processo di Kafka? Vi ho già detto dove ha lavorato per un anno??


Il prossimo blog praghese lo dedicherò a lui.

Rassegna stanca

Visto che è befana, vi regalo una rassegna stampa. Anche se io lavoro e quasi tutti voi affezionati lettori vi godete il giorno festivo fascista. Un saluto agli altri lavoratori espatriati in Turchia, Slovenia e Germania (la Bulgara è ancora in ferie).

Leggo orora sul Corriere due notizie, entrambe letterarie.

La prima è che esce in Italia il terzo tomo di Milllenium che, non per citarmi, è una trilogia già consigliata su codesto bloggo. Ovviamente l'esagono è più avanti dello stivale e quindi l'ho già letto e se volete vi dico pure chi è l'assassino. Non si tratta di alta letteratura, ma di lettura divertente ed appassionante. Non si può mica sempre leggere libri di finanza, ostia!
In Svezia uscirà il film tratto dal primo libro a marzo.


L'altra notizia è su Gomorra. Un'acuta critica su Gomorra, anche se non direttamente sul libro, ma sul film, dato che l'autore della critica è un calciatore, ergo non poteva parlare di libri. Cannavaro dice che questo genere di film fa male all'immagine dell'Italia nel mondo. Eh, si, molto meglio presentare Vacanze di Natale per gli Oscar, pirla decerebrato.


Infine su Bloomberg c'è una notizia (ripresa anche sul blog del Nobel Krugman) che in Italia probabilmente non passerà ai TG o su Rep/Corr. Vi ricordate il TFR e tutta la pubblicità per privatizzarlo (cioè investirlo in fondi pensioni gestiti da banche e assicurazioni)? Sfortunatamente è andata un po' male a quelli che hanno trasferito: il tfr pubblico ha un rendimento basso, ma garantito, mentre i fondi privati no. Risultato fino a ottobre 2008? TFR +2.8%, fondi privati dal +2.6% al -24%.

lunedì 5 gennaio 2009

Lo roscopo

Finalmente un oroscopo serio e personalizzato: fatevelo!

Purtroppo non si trova quello del Mago de Umago.

domenica 4 gennaio 2009

Appelez moi Glucksmann

Poche parole, tante foto.



Foto di gruppo.





jour de l'an


Tappa al Martini: festa carnevalesca.


Via verso l'Alimentation Générale dove non arriveremo mai...





Bar scrauso


Fine serata all'UFO:



Ah, la Tauromachia!




Serata del primo gennaio al Martini.






Andouillette. Specialità francese: salsiccia di trippe. Cena al Tambour.















PS: foto mie, di Samo e di Velina Mora. Ultimo disegno by Quetzalli.