Nel lontano 1995, dopo il brillante superamento degli esami di maturità (ma non di quello del palloncino a Sistiana) e in seguito allo splendido lavoro di svuotamento degli uffici dello Zdruzenje che ha permesso le susseguenti vacanze, nella sobria tranquillità dell'isoletta greca Ios ho deciso di proseguire gli studi.
Tra filosofia, lettere, ingegneria dei materiali avevo optato per la neo-istituita laurea in Giornalismo.
Rientrato in patria dopo il lungo viaggio in nave sull'Anek Lines, che grazie alla lungimiranza dei politici triestini adesso fa scalo a Venezia, il Destino Cinico e Baro sotto forma di tempi tecnici mi ha impedito di seguire le orme di Montanelli, Travaglio e Brezigar. Infatti, presentandomi allo sportello di via Tigor per iscrivermi all'esame di ammissione la signorina mi fa presente che dovevo presentare una sfilza di documenti entro il giorno seguente. Cazzo era agosto e ho detto "fanculo, niente giornalismo, femo economia". L'anno seguente il corso di giornalismo non è stato più attivato e gli iscritti gentilmente invitati ad iscriversi a Comunicazione. La solita italietta...
Questo prologo storico per dire che il giornalismo non mi fa schifo, anzi, ho anche rischiato di diventare giornalista. E ogni giorno, a seconda degli impegni, mi leggo on-line repubblica, corriere, le monde, il piccolo (grazie tu sai chi!), a volte perfino la scadente pagina del primorski. E sono contento di leggere i giornali a gratis dato che a volte la qualità degli articoli è pessima e m'incazzo come un'ape. Oddio, non siamo ai livelli di Studio Aperto che ricicla video di youtube per fare servizi (spesso su cani abbandonati), ma mi pare che anche in repubblica il ctrl+c e ctrl+v imperversi.
In questo caso l'abbondanza di informazione disponibile in rete e il presunto impiego del giornalista precario-interinale-cococo provocano risultati che fanno rivoltare in tomba Biagi.
E oggi il mio target è repubblica. Ho letto poco fa un articolo a firma di C. Cl. che prendendo spunto dall'aumento del tasso Euribor che oggi è passato a 4.80% da 4.17% di ieri spara la seguente perla che cito dall'articolo:
"Bisognerebbe anche chiedersi se sia corretto che i mutui, che sono prestiti a lunghissima durata, abbiano le rate indicizzate a un tasso di mercato monetario, come tale esposto a tutte le tensioni, sia quelle occasionali che quelle provocate da crisi più serie, come di recente quella legata ai mutui sub-prime."
Cazzata. Prova almeno a dare un'alternativa, a che tasso vuoi legare i mutui?
Prima spiegazione, molto semplice: esistono i mutui a tasso fisso o a tasso variabile. Chi vuole avere la certezza di quanto pagherà la rata per tutta la durata (p.es. 30 anni) fa un mutuo a tasso fisso il cui tasso viene deciso in base al tasso Swap di medesima durata (30 anni), se invece vuole che la rata sia collegata all'andamento dei tassi d'interesse a breve termine (rata ogni 6 mesi), prende un mutuo a tasso variabile che è legato all'Euribor (a 6 mesi) perchè è proprio il tasso più stabile tra i tassi a breve termine.
In situazioni di mercato normali, confrontando due mutui la prima rata del fisso è superiore a quella del variabile, perchè normalmente il tasso d'interesse cresce col passare del tempo a causa del valore temporale della moneta (100 euro oggi valgono più di 100 euro tra 6 mesi che valgono più di 100 euro tra 30 anni; a grandi linee oggi valgono: € 100 / € 97.7 / € 24.7). A volte pero la curva si inverte o si gira o fa altri movimenti che varie teorie cercano di spiegare.
Ad esempio il 23/11/2007 la curva dei tassi si disegnava così:

Inoltre sui mutui si applica lo spread (circa sui 100 basis points, cioè 1%), e sui mutui fissi è superiore, perchè per le banche sono più rischiosi: la banca ha come debito i soldi dei correntisti e come credito i mutui. Dato che la remunerazione dei conti è in percentuale dell'Euribor, il mutuo a tasso variabile è una copertura naturale , mentre se fa un mutuo fisso deve coprire il rischio swappandolo (in italiano si direbbe "scambiandolo", ma non nelle banche!) contro un variabile e lo scambio costa. Questo è l'Asset-Liability Management.
Il tasso Swap (che vuol dire scambio) deriva proprio dallo scambio tra un tasso fisso e uno variabile.
La curva dei tassi d'interesse parte dall'Overnight (o EONIA, tasso a 1 giorno), poi ci sono i tassi Euribor da una settimana a 12 mesi e poi i tassi Swap da 1 anno fino a 30 (o più).
L'Euribor sta per Euro InterBank Offered Rate e ha sostituito i vari Libor, Ribor, Pibor, Zibor,...dove la prima lettera sta per la città (Londra, Roma, Parigi, Zagabria). Come dice il nome è il tasso a cui le varie banche si scambiano soldi a varie scadenze (fino a 12 mesi).
Il tasso Swap è a più lungo termine e quindi è normale che venga usato per i mutui fissi (che sono a lungo periodo), mentre è giusto che il tasso Euribor venga usato per i mutui a tasso variabile che, anche se sono a lunghissima scadenza, la rata fine fissata ad ogni scadenza in base al tasso vigente al momento e quindi se paghi la rata ogni mese ti becchi l'Euribor a 1 mese.
Poi nella realtà le banche offrono varie soluzioni, mutui a tasso misto, tasso di riferimento diverso, ma ogni deviazione dalla norma (swap durata mutuo vs euribor durata rata) viene fatto pagare dalla banca. Non si vede come, ma lo fa pagare. Come disse il prof. Valentic "le banche non sono istitutiti di beneficenza".
E diceva anche "nanka macka se ne guoni zastonj".


























