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mercoledì 17 dicembre 2008

Ecosportello

Conferenza Stampa di presentazione del Centro Informativo ECOSPORTELLO martedi' 23 dicembre 2008 alle ore 11.00
palazzo Galatti Sala della Giunta Provinciale
piazza Vittorio Veneto, 4

Rendere le nostre abitazioni efficienti energeticamente vuol dire consumare meno energia a parità di confort, quindi risparmiare! E’ possibile ottenere questi risultati senza sacrifici, mantenendo lo stesso benessere nelle abitazioni, o addirittura migliorandolo. Oggi l’uso di energia negli edifici rappresenta circa il 40% della domanda finale di energia. E’ dunque inevitabile che il risultato di scelte energetiche attente in casa propria sia un risparmio in bolletta e un maggior benessere sociale.

Il progetto Ecosportello è stato elaborato e formulato dal circolo Verdeazzurro Legambiente di Trieste, seguendo i criteri dell’informazione e del coinvolgimento dei cittadini alle politiche finalizzate al risparmio energetico. Ecosportello nasce grazie al sostegno e al finanziamento della Provincia di Trieste per fornire ai cittadini informazioni tecniche, di tipo normativo e relative ai costi in modo da presentare un quadro sufficientemente consistente per la progettazione e l'installazione di sistemi di isolamento termico dell'abitazione, di installazione di impianti a basso consumo energetico, di impianti solari fotovoltaici e termici e di altri sistemi a elevata tecnologia e con elevate prestazioni che possano permettere ai cittadini di raggiungere obiettivi di risparmio energetico e di riduzione dei costi tariffari.

Hanno collaborato alla realizzazione del progetto Banca Etica e Arci Nuova associazione Trieste che hanno firmato con Legambiente un protocollo d’Intesa.

L'ECOSPORTELLO sara' operativo nel centro informativo di via Donizetti a partire dal 9 gennaio e fino al 17 marzo tutti i martedì dalle 10 alle 12 e tutti i venerdì dalle 17 alle 19. Gli operatori saranno a disposizione del pubblico e, su richiesta, potranno essere fornite consulenze specifiche su appuntamento per la realizzazione di interventi tecnici nelle abitazioni e per avere maggiori dettagli sui finanziamenti previsti da Banca Etica.


giovedì 25 settembre 2008

10^100

Come molti di voi sanno che il CESSO nella sua veste seriosa ESCOS ha già una lunga e proficua esperienza di concorsi (vabbé, solo uno ed eravamo tra i primi 10...).

Ora i tipi di Google offrono premi fino a 10 milioni: www.project10tothe100.com.

Io sono stufo di lavorare, chi ha qualche idea?

venerdì 6 giugno 2008

Nuke #3

Dubbi atomici

Da: www.rinnovabili.it

Non è tanto il problema di possibili incidenti, che sono in questo caso più gravi che in qualsiasi altro impianto, a far diffidare del nucleare, né la sua contiguità oggettiva con gli usi militari. Piuttosto è il fatto che per costruire una centrale nucleare sono necessari troppi soldi e ce ne vogliono il doppio per dimetterla. E che sono indispensabili anni per costruirla e anni anche per smontarla. Piuttosto è il fatto che come si fa a costruire una nuova centrale quando non si sa dove mettere le scorie delle vecchie? Ma, si dice, perché si sta così attenti a non costruire centrali sul suolo patrio quando siamo circondati da centrali francesi, da cui compriamo pure energia? Con questa logica potremmo continuare a ospitare le produzioni velenose di Seveso e di Porto Marghera, tanto in Slovenia si fanno ancora. Il nucleare è trascurato dal mercato e presenta problemi ambientali tali da lasciare a questa fonte solo il 6,5% del fabbisogno di energia primaria al mondo. Non si tratta di un caso.




Non bisogna disconoscere a priori i vantaggi del nucleare, cioè che non produce gas serra, inquina poco o per nulla, produce relativamente poche scorie, ce ne sono scorte sufficienti, permette ricadute scientifiche e tecnologiche di rilievo e riduce la dipendenza estera per quello che riguarda l’energia.

Gli svantaggi sono però altrettanto chiari: le scorie e i rifiuti sono sì ridotti, ma sono molto pericolosi e non perdono il loro potenziale devastante per migliaia di anni. Sono pochissimi i luoghi sulla Terra completamente sicuri per tempi così lunghi e, pure se vengono individuati, ci vogliono barriere ingegneristiche, controlli di sicurezza particolari e trattamenti inertizzanti costosi e lunghissimi. Alle scorie di combustibile, le barre di uranio, vanno aggiunti i rifiuti radioattivi che derivano dalla dismissione delle centrali che hanno terminato la loro vita o che risultano obsolete: in pratica le centrali stesse diventate ormai materiale contaminato.




Le centrali nucleari costano molto e ci vogliono tempi lunghi per costruirle (5-10 anni); hanno poi vita breve: poche arrivano ai 30-40 anni teorici e ci si attesta sui 25 anni di media. Per finire, i costi di smantellamento sono molto elevati. Per via del costo capitale, delle assicurazioni contro gli incidenti, dello smantellamento finale, dello stoccaggio e smaltimento scorie il mercato finora non ha premiato il nucleare che copre solo il 6,5% del consumo di energia primaria mondiale. Se è così vantaggioso, perché non si è diffuso maggiormente ? Solo poche persone manipolano il nucleare e ciò ingenera diffidenza nella popolazione. Non c’è consenso sociale sul nucleare: sono decine i comuni denuclearizzati in Italia e sarebbe arduo piazzare oggi una centrale in qualche provincia o comune, anche se volessimo dimenticare che nel 1987 c’è stato un referendum che ha bocciato sonoramente l’ipotesi nucleare. C’è infine un possibile uso militare che sfrutta le conoscenze acquisite nelle centrali e il plutonio prodotto dai reattori autofertilizzanti: dovunque nucleare significa ancora guerra.

Complessivamente il nucleare è bocciato non solo dalla diffidenza delle popolazioni, ma anche dai problemi che ha dovunque e soprattutto dal mercato: le grandi centrali di un tempo possono essere costruite solo in presenza di forti interventi statali che abbattano i costi elevati, interventi sempre meno possibili in regimi concorrenziali: sostanzialmente il nucleare non conviene e impedisce di sperimentare nuove fonti più sicure.

Nella foto fonti più sicure - il parco solare più grande del mondo attualmente in costruzione in Portogallo.


Al mondo poi non esistono ancora depositi di III categoria sotterranei definitivi: come a dire che non è ancora stata trovata una soluzione sicura per le scorie radioattive al mondo, neanche negli Stati Uniti, che hanno attualmente 103 centrali in funzione (su 123 originarie) per un totale di 30.000 tonnellate di barre di combustibile e 380.000 m3 di altri rifiuti di III categoria. Ma, a maggior ragione, come ci si comporta in un paese come il nostro in cui il 50% del territorio è a rischio idrogeologico e quasi altrettanto sottoposto a quelli sismico e vulcanico ? Inoltre c’è il problema più grave, più lungo da risolvere e più costoso, quello della dismissione stessa delle centrali, cioè del decommissioning, la decontaminazione, che può richiedere decenni e costa cifre iperboliche: negli Stati Uniti la centrale di Maine Yankee sarà decontaminata alla cifra di 635 milioni di dollari, quando ce ne sono voluti 230 per costruirla.

Infine, il contributo del nucleare alla lotta contro l’effetto-serra è comunque marginale, vista la scarsa diffusione di questo tipo di energia al mondo. I guadagni sulle emissioni di anidride carbonica ottenuti con il risparmio energetico sono sempre superiori a quelli legati alla produzione di elettricità per via nucleare. E ciò vale ancora di più per quei Paesi che ne hanno poco, perché dovrebbero realizzare investimenti molto più ingenti nel nucleare, piuttosto che nell’efficienza energetica, per ottenere risultati comparabili in termini di riduzioni di gas-serra.

giovedì 5 giugno 2008

Nuke #2

Terremoto in Cina:
rischio radiazioni danneggiate le centrali nucleari
( Repubblica, 19/5/08 )


Ooooh! Chi poteva mai immaginare che un terremoto riuscisse a danneggiare delle centrali nucleari? Questa è davvero una piega inaspettata degli eventi. Sapete una cosa? D'ora in poi costruiamole solo in posti dove non ci sono terremoti. Ad esempio qua in Italia.
(Daniele Luttazzi)

mercoledì 4 giugno 2008

Nuke

Krško - V Nuklearni elektrarni Krško (Nek) je danes popoldne prišlo do puščanja vode iz primarnega sistema v zadrževalni hram. Zaradi tega bodo elektrarno v nekaj urah preventivno ustavili, tako da bo osebje lahko poiskalo vzrok okvare in jo odpravilo, so sporočili iz Uprave RS za jedrsko varnost in Neka.

Operaterji so že začeli zniževati moč in počasi ustavljajo reaktor, pojasnjujejo v upravi in dodajajo, da dogajanje spremlja v Ljubljani strokovna skupina pri upravi za jedrsko varnost.

Potrebe po hitri zaustavitvi ni, prav tako ni vplivov na okolje in jih tudi ne pričakujejo. Zato tudi ni potrebe po izvajanju zaščitnih ukrepov v okolici. To so potrdili tudi v Neku, saj so sporočili, da "dogodek nima vpliva na zaposlene, prebivalstvo in okolje".

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KRSKO (SLOVENIA) - La Commissione europea annuncia di aver ricevuto una segnalazione di un incidente alla centrale nucleare di Krsko, spiegando che è già stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento dell’impianto.

La centrale nucleare di Krsko (Afp)
Il messaggio d’allerta, spiega un comunicato, è arrivato alle 17.38 e al momento di diffondere la nota (ore 18.27) la potenza del reattore è stata ridotta al 22%. Secondo il comunicato della Commissione europea al momento non è stata rilevata alcuna fuga radioattiva.

LA NOTA - Secondo quanto riferito sempre dalla Commissione, si è verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare. Krsko è situata nel sud-ovest della Slovenia a 130 chilometri da Trieste. L’incidente è stato segnalato a Bruxelles attraverso il sistema di allarme nucleare rapido Ecurie, con il quale l’esecutivo Ue ha successivamente informato tutti gli Stati membri. La Commissione assicura che «il team d’emergenza della Direzione generale Trasporti ed Energia (Tren) rimane all’erta fino a quando non arriveranno ulteriori informazioni e la situazione sarà pienamente sotto controllo».

«NESSUNA FUGA DI MATERIALE RADIOATTIVO» - Non c'è stata alcuna perdita nell'ambiente» ha detto invece un portavoce della Nek, la società che gestisce la centrale nucleare di Krsko, «la fuoriuscita si è verificata all'interno della struttura del reattore. È stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sarà ultimato entro questa sera. Allora sarà possibile ispezionare il sito per verificare la situazione

venerdì 23 maggio 2008

Contango

Quanto costa la benzina?

Secondo paese più caro è la Norvegia che è un esportatore netto di petrolio. Ma i nordici sono intelligenti, fanno pagare tanto, i proventi non li spendono, ma li investono in un fondo a lungo termine, perché sanno che prima o dopo il petrolio finisce. Bravi nordici.

Il contango

Una tipica domanda del mio simpatico esame è sui futures (contratto fatto oggi decidendo prezzo e data di consegna futura) e riguarda la definizione di backwardation e contango. Nel primo caso il prezzo futuro è più basso dell'attuale, nel secondo il contrario (prezzo futuro più alto).

L'esempio di mercato con contango sono le azioni, mentre l'esempio di backwardation è il petrolio. Ultimamente il petrolio ha girato e, in teoria, dovrebbe essere un segnale di ulteriori aumenti o, secondo i catastrofisti, del raggiungimento dell'Oil Peak. Secondo i complottisti è colpa dei hedge funds.

(Yesterday sarebbe il 20 maggio)

Oggi è venerdì, ho davanti 2 settimane di vacanze scolastiche (nel senso di studio), quindi or ora cazzeggiavo leggendo articoli sul petrolio&uranio (sapete dov'è l'uranio? Australia, Kazakhstan e Canada producono il 50%. Interessante, vero?).

Buon uikendo a voi che potete divertirvi.

PS: dalla Germania mi segnalano articoli culturali su Parigi apparsi su Repubblica:

No vento made in Italy

Il Consiglio di Stato ha dato oggi ragione al viticoltore Jacopo Biondi Santi: "Le torri eoliche di Scansano devono essere abbattute"
Prendendo a pretesto alcune imprecisioni nella stesura dello studio di impatto ambientale realizzato dal Comune di Scansano, gli avvocati del famoso produttore di Morellino, oltraggiato dalla vista delle dieci torri eoliche sorte a circa un chilometro dal suo maniero, sono riusciti ad ottenere dal Tar prima, e dal Consiglio di Stato poi, l'ordine di demolizzione delle suddette torri.
L'impianto è costato all'azienda spagnola Endesa 25 milioni di euro,( in parte contributi pubblici) la capacità produttiva di un anno è di 41 Gigawatt, di chè servire 19.000 famiglie, 26.000 sono le tonnellate di anidride carbonica risparmiata al pianeta, 460 quelle di anidride solforosa, 150.000 i barili di petrolio che servirebbero a produrre equivalente energia.
Come di consueto, ormai, in questo paese, il bene comune soccombe dinanzi all'arroganza capricciosa della proprietà privata.

Chi volesse inviare commenti, apprezzamenti e messaggi di solidarietà ai due attori della contesa può cercarne le mail su google digitando: " Jacopo Biondi Santi" (il povero castellano oltraggiato) o "Comune di Scansano" ( il perfido produttore di antiestetica energia pulita)

Fonte: www.jacopofo.com



U sule, u mare, u ventu

Nel 2007 tutti e due i dati a favore del vento. E tra il 2008 e il 2012
la produzione effettiva sarà di due volte e mezza superiore

Nuovi impianti ed energia prodotta
L'eolico ha sorpassato il nucleare


Negli Stati Uniti, il 30 per cento della potenza installata viene dall'eolico
In attesa dei reattori di quarta generazione il contributo dell'atomo scenderà
di ANTONIO CIANCIULLO

Nuovi impianti ed energia prodotta
L'eolico ha sorpassato il nucleare
ROMA - Il 2007 è stato l'anno del sorpasso: a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l'eolico ha battuto il nucleare. L'anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 megawatt di energia prodotta dall'atomo. E' un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Ma non basta. Per la prima volta l'eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell'energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l'anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

"La novità è che, anche tenendo conto di questo differenziale di uso, nel 2007 l'eolico ha prodotto più elettricità del nucleare", spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. "E gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 - 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo".

La tendenza è consolidata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell'energia prevede che entro il 2030 l'eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell'elettricità creando un'industria che, con l'indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E' un dato in linea con l'andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall'eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

Nonostante le scelte dell'amministrazione Bush, che ha incentivato con fondi pubblici la costruzione di impianti nucleari, negli Stati Uniti l'energia dall'atomo resta invece ferma, sia pure a un considerevole livello, da trent'anni: l'ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell'aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell'atomo.

In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall'atomo si ridurrà dall'attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell'energia totale) al 9-12 per cento.

(23 maggio 2008)
Fonte: www.repubblica.it

giovedì 22 maggio 2008

Energy

Tratto da un post sul forum di Finanzaonline (autore Tr@derOne - Parco Buoi):

Dall’inserto nòva 24 del Sole 24 ore del giorno 08 nov.2007:

Oggi alla popolazione mondiale servono 14 terawatt (14 mila miliardi di watt) al giorno, nel 2050 sono stimati fabbisogni minimi per 35 terawatt ( se si adottasse come parametro il consumo medio del cittadino americano ne servirebbero 102)

Da dove si prenderanno secondo voi?

Dal nucleare?

Per ottenere appena 8 terawatt dal nucleare, bisognerebbe costruire 8 mila centrali a fissione: praticamente una ogni 2 giorni. Attualmente in tutto il mondo sono poco più di 400.

Dalle biomeasse?

Per assurdo, i biocombustibili potrebbero fornire al massimo fino a 7 terawatt. Ma non ci sarebbe più posto per l’agricoltura a fini alimentari.

Dall’eolico?

Coprendo di pale eoliche tutte le superfici ventose del pianeta, si otterrebbero al massimo 2,1 terawatt.

Dall’idroelettrico?

Per ottenere appena 700 gigawatt ( 0,7 terawatt) bisognerebbe costruire dighe su tutti i restanti fiumi del mondo.

Dalla geotermia?

Sempre in teoria ( e per assurdo) l’intero potenziale geotermico dei continenti è stimato in oltre 11,6 terawatt.

Ma da dove allora?

Dal Sole!!!

Ogni giorno il sole manda sulla terra l’energia che il genere umano consuma in un anno. Coprendo il mondo CON LE ATTUALI TECNOLOGIE si potrebbero ottenere 60 terawatt.

Come si vede, quindi, la fonte di energia pulita che possiamo sfruttare di più è quella solare.

E il settore che crescerà in maniera esponenziale nei prossimi anni a rispetto delle altre rinnovabili, non potrà essere che questo.


Il costo dell’energia

Attualmente produrre energia col sistema solare termodinamico è ancora poco conveniente. A questi prezzi dei carburanti fossili (petrolio a 80/90 $ barile - oggi oltre $137) produrre energia coi metodi tradizionali costa 5-7 centesimi di euro per KWh mentre con il solare termodinamico si sale a 15-20. Per questo quasi tutti i governi dei paesi industrializzati, per abbattere le emissioni di CO2 inquinanti dell’utilizzo dei combustibili fossili, sono intervenuti con incentivazioni sulle tariffe, per incentivare la produzione e spostare investimenti sul settore che altrimenti non sarebbe mai decollato. Già abbiamo sistemi innovativi che sostituiscono il costoso silicio dei pannelli tradizionali con un “film sottile”, che consiste in una pellicola trasparente a base di telluro di cadmio, racchiusa fra due lastre di vetro, che cattura i raggi del sole producendo elettricità. Il risparmio è notevole anche se la capacità di assorbimento dell’energia solare pari al 8%, contro il 12% dei pannelli mono o poli cristallini, ma ormai c’è chi arriva al 14 e 17%. Questa tecnologia garantisce buone performances pur in presenza di tempo nuvoloso e per elevate temperature dei moduli. Oppure il silicio, ma questa volta amorfo, depositato sempre in film su un supporto opportuno che rappresenta una scelta concreta per avere il fotovoltaico a costi bassi rispetto a pannelli che usano altre forme del silicio. Questi pannelli al silicio amorfo usano solo materiale fotovoltaico a film sottile, 100 volte più sottile dei materiali usati nei pannelli tradizionali. Quindi con le nuove tecnologie già sviluppate e con le nuove che inesorabilmente saranno messe a punto nei prossimi anni non è utopistico ritenere entro 10 anni, ma io ritengo anche assai meno, che il costo di produzione del singolo KWh col sistema solare termodinamico venga abbattuto ben al di sotto dei 10 centesimi di euro, una soglia che lo farebbe definitivamente diventare competitivo con le fonti fossili. E senza più inquinare, cosa importantissima ed essenziale.

mercoledì 21 maggio 2008

martedì 20 maggio 2008

Olio petrolio

Scaroni l'Amministratore Delegato Eni, quindi in teoria il massimo esperto italiano, qualche giorno fa faceva previsioni sul prezzo del petrolio :

Foreign Affaires nel numero di gennaio/febbraio 2000 scriveva:

"But contrary to much received wisdom, the energy problem looming in the early 21st century is neither skyrocketing prices nor shortages that herald the beginning of the end of the oil age. Instead, the danger is precisely the opposite; long-term trends point to a prolonged oil surplus and low oil prices over the next two decades."

In pratica prevedeva che il prezzo sarebbe rimasto nel range $12-$20 per i successivi 20 anni. Solo 8 anni dopo la pubblicazione dell'articolo ecco dove siamo:


Quindi mai fidarsi delle previsioni.

Però guardando il seguente grafico con il consumo di petrolio pro capite, io prevedo che il petrolio resterà caro. E mi fa piacere, perché, a parte che non uso l'auto, più aumenta il petrolio e maggiore è la convenienza delle fonti energetiche alternative. W il silicio e il tellururo di cadmio!



Speriamo solo che non continuino con la minchiata del nucleare, dato che ci sono già problemi con i residui. Che durano qualche migliaio d'anni...


CONTAMINAZIONE NUCLEARE IN PIEMONTE A SALUGGIA: la notizia risale al 2006 ma il TG3 regionale il mese scorso ha confermato che è ancora in corso


ARPA Piemonte ha reso disponibile online la relazione tecnica relativa allo stato di contaminazione ambientale presso l’impianto Eurex di Saluggia
4 Settembre 2006
Nella giornata del 30 agosto 2006 ARPA Piemonte ha reso disponibile sul proprio sito la relazione tecnica relativa al secondo trimestre 2006 sullo stato di contaminazione ambientale presso l’impianto Eurex di Saluggia. In essa si rileva che in campioni d’acqua di falda superficiale prelevati da due nuovi pozzi (disponibili per le rilevazioni dal febbraio 2006) sono stati rintracciati radionuclidi artificiali connessi con la presenza di acqua contaminata nell' intercapedine della piscina di stoccaggio del combustibile.

Le misure radiologiche effettuate non hanno evidenziato un livello di contaminazione (dovuto esclusivamente a Sr-90) significativo dal punto radioprotezionistico sia per il personale professionalmente esposto che per la popolazione localmente residente.
I livelli sono significativi quali indicatori ambientali e in virtù di ciò verranno intensificate le campagne di misurazione al fine di monitorare l’andamento nel tempo di tale contaminazione nei nuovi pozzi, realizzati pressochè a ridosso dell’ edificio piscina (ed attualmente unica area interessata dalla contaminazione).

martedì 6 maggio 2008

Gasatevi

Interessante, sembra che procedano i lavori per il rigassificatore a Zaule.
Bravi.


giovedì 1 maggio 2008

Oleodotto

Non so se ne scrivono in italia, ma stanno facendo un oleodotto da Costanza a TS che dovrebbe portare 60 milioni di tonnellate di greggio all'anno che poi verranno trasferite tramite la SIOT in Austria e Germania. L'investimento sarà tra 2.9 e 3.3 miliardi di euro; costruzione tra 2009 e 2013.
La puzza d'idrocarburi a Krmenka continuerà?


BUCAREST, 22 avril (Xinhua) -- La Roumanie, la Croatie et la Serbie ont signé mardi, à Bucarest, l'accord sur la création de la compagnie de développement du projet de l'oléoduc paneuropéen ( PEOP) Constanta (Roumanie) - Trieste (Italie).

"La compagnie chargée du projet sera enregistrée dans 45 jours à Londres, où sera établi le siège social", a déclaré le secrétaire d'État au ministère roumain de l'Economie et des Finances, Viorel Palasca.

La compagnie aura 2 100 actions d'une valeur nominale de 100 livres sterlings. La Roumanie détiendra un tiers du capital social de la compagnie, par le biais des deux sociétés désignées à la représenter dans le cadre du projet PEOP, à savoir Conpet et Oil Terminal, qui auront une participation de 35 000 livres sterlings. Les compagnies Transnafta (Serbie) et Janaf (Croatie) détiendront chacune un tiers des actions.

Chacun des trois États désignera deux représentants dans le conseil directeur, un manager neutre devant être élu après la création de la compagnie.

"Nous attendons l'implication dans cette campagne de la Slovénie et de l'Italie, qui n'ont pas encore désigné les sociétés qui les représenteront dans ce projet", a ajouté M. Palasca.

Celui-ci a souligné que le rôle de cette compagnie serait de promouvoir le projet afin d'attirer des investisseurs.

Une étude de faisabilité a été déjà réalisée, en partenariat avec la Banque mondiale. Selon cette étude, la capacité de l'oléoduc sera de 60 millions de tonnes/an, la construction sera réalisée entre 2009 et 2013 et les fonds nécessaires à la finalisation du projet se situent entre 2,9 et 3,3 milliards d'euros.

L'oléoduc Constanta - Trieste représente la route la plus directe vers le coeur de l'Europe et aura une longueur totale de 1 360 km. L'oléoduc aura pour point de départ le port roumain de Constanta, il transitera par la Serbie, la Croatie et la Slovénie pour arriver à Trieste où il sera rattaché au système Transalpine Pipeline (TAL) qui alimente l'Autriche et l'Allemagne.

mercoledì 23 gennaio 2008

Feriera

Su Journal Europa scrivono di Skedenj.


Ainsi fond, fond, fond, la santé des riverains

22/01/08 | Andrea Salemme

Au nord-est de l’Italie, Trieste respire les gaz nocifs qui émanent de la fonderie de Servola. Une usine qui pollue, certes, mais qui génère des centaines d’emplois.

Ancrée près du port industriel de Trieste, la fonderie de Servola s'élevait à l'origine en dehors des limites de la ville. Mais l'expansion urbaine a fini par l'englober. Et les nouveaux voisins sont unanimes : ras-le-bol de l'usine. "Certains jours, il y a tellement de poussière que le poil noir de mon chien devient argenté", témoigne une passante. Un peu plus loin, une mère de famille s'inquiète : "Je voudrais bien savoir ce que respirent les enfants dans la cour de récréation."

Selon l'Agence régionale pour l'environnement et le territoire (Arpa), la densité des poudres légères est bien au-dessus des taux autorisés. Mais c'est surtout la présence de benzoapyrène, substance hautement cancérigène, qui inquiète : elle est vingt fois supérieure au seuil imposé par la loi. Une pollution qui touche les quelque 500 travailleurs de la fonderie, et qui s'étend jusqu'au centre-ville.

Asthme et allergie

Malgré ce constat, personne n'a pris la décision de fermer cette usine sidérurgique qui avait été conçue pour fournir du carbone et de la fonte à l'Empire austro-hongrois. Aujourd'hui, le marché de l'acier est en perpétuelle croissance, et représente une source d'emplois pour toute la région. Mais pour les détracteurs de la fonderie, l'avantage économique ne compense pas les risques sanitaires encourus par la population.

Les différents acteurs campent sur leurs positions. D'un côté, la société propriétaire conteste l'étude de l'Arpa. De l'autre, l'agence sanitaire locale et l'Arpa dénoncent des tentatives d'étouffement de l'affaire. En attendant, selon le pharmacien du quartier, "un gaz irrespirable s'échappe de la fonderie, quelque chose qui te prend à la gorge". Les cas d'asthme et d'allergie de la peau se multiplient. C'est ça ou le chômage : autant dire la peste ou le choléra.

martedì 22 gennaio 2008

profondo rosso


Leggere perdite...

Ma come dice Warren Buffett: "se non ti puoi permettere di perdere il 40% non comprare azioni".

Keynes: "The market can stay irrational longer than you can stay solvent."

Il vecchio Warren diceva anche
"Regola n° 1: non perdere mai denaro.
Regola n°2: non dimenticare mai la regola n°1"

mercoledì 28 novembre 2007

Google rinnovabile

Ecobusiness, arriva Google e dichiara la guerra al carbone

ROMA
- Google delle meraviglie. Dopo aver rivoluzionato il web, e mentre cerca di dare l'assalto alla telefonia facendo tremare i giganti del settore, il numero uno dei motori di ricerca, ha annunciato una nuova iniziativa strategica che potrebbe lasciare un segno profondo anche nel mondo delle energie rinnovabili: è il progetto RE-C, una iniziativa volta a creare elettricità da fonti energetiche rinnovabili, ad un costo inferiore rispetto all'elettricità prodotta dal carbone.
Il progetto RE-C. Con un annuncio che forse non sorpreso poi molto i più attenti, oggi Google ha annunciato il suo debutto nel panorama delle fonti energetiche rinnovabili con il progetto RE-C (renewable energy cheaper than coal), a pochi mesi dal lancio del concorso per l'auto pulita. Inizialmente il progetto RE-C si focalizzerà sullo sviluppo di tecnologie per la produzione e l'utilizzo di energia termo-solare, eolica e per la realizzazione di sistemi geotermici ed altre tecnologie competitive. In programma l'assunzione di ingegneri ed esperti in campo energetico per guidare il gruppo di ricerca e sviluppo e lavorare, tra i diversi progetti, alla realizzazione di sistemi geotermici avanzati.

Investimenti. Nel 2008 Google prevede di investire parecchi milioni di dollari in ricerca e sviluppo e in progetti connessi all'utilizzo di energia rinnovabile. In quanto parte del processo di pianificazione in atto, la società sta anticipando inoltre l'investimento di centinaia di milioni di dollari in progetti innovativi per lo sviluppo di energia rinnovabile che portino ad un ritorno positivo per la stessa. "Nel tempo, grazie alla costruzione di data center efficienti, abbiamo acquisito conoscenze, esperienza e comprensione profonda delle strutture ad uso intensivo di energia su vasta scala", ha detto Larry Page, uno dei due fondatori di Google. "Vogliamo applicare la stessa creatività ed innovazione alla sfida per la produzione di elettricità rinnovabile a livello globale e a costi inferiori rispetto a quella generata dal carbone".

Effetto serra. Il carbone è la fonte primaria di energia per molti e fornisce il 40% di elettricità del mondo. L'effetto serra causato dalle sue emissioni nell'atmosfera rappresenta una delle più grandi sfide per il nostro ambiente. Creare elettricità da fonti rinnovabili, più economica di quella realizzata dall'impiego del carbone costituirebbe una componente essenziale per la riduzione di emissioni di gas che alimentano l'effetto serra nel mondo.

Nuove tecnologie competitive. "Le tecnologie sono state sviluppate in modo da evolversi in attività in grado di fornire elettricità più economica di quella prodotta dal carbone - ha spiegato Page -. Siamo interessati a sviluppare nuove tecnologie competitive a livello di costi e rispettose dell'ambiente. Pur essendo consapevoli dell'esistenza di alcune tecnologie molto promettenti, crediamo che ce ne siano molte altre da scoprire e realizzare".

L'obiettivo. Page ha confermato che "l'obiettivo è realizzare 1 gigawatt di capacità di energia rinnovabile più economica del carbone e siamo ottimisti sul fatto che ciò possa avvenire nel giro di pochi anni e non decenni", ha detto. A questo proposito Wikipedia ci spiega che una centrale da 1 gigawatt può fornire energia per circa 350.000 utenze domestiche nel momento di massimo utilizzo.

Ecologia e business. "Se saremo in grado di raggiungere questo obiettivo - ha concluso Page - e le tecnologie per la produzione di energia rinnovabile su larga scala risulteranno più economiche di quelle adottate per la produzione di energia dal carbone, il mondo avrà la possibilità di coprire una porzione significativa di bisogno di elettricità attraverso fonti rinnovabili, riducendo in modo significativo le emissioni di carbonio". Ma l'ecologia non esclude il guadagno. "Ovviamente ci aspettiamo anche che questo progetto porti a buone possibilità di business per noi", ha ammesso.

Mountain View a energia solare. Lo scorso anno aveva fatto scalpore l'annuncio della società, che un maxi impianto solare fotovoltaico sarebbe stato installato sull'edificio di Mountain View in California: circa 300 mq per una potenza di 1,6 MW sufficiente per soddisfare un terzo del fabbisogno di energia dei dipendenti e ammortizzare le spese energetiche.

Black Google. Ma in rete c'è anche chi si è divertito a fare le pulci a Google: se avesse una schermata nera, anziché bianca, per visualizzarla servirebbero 59 watt, invece dei 74 necessari per il bianco, afferma Mark Ontkush di Boston, sul suo blog EcoIron. Una idea che, fatti due calcoli, corrisponderebbe ad un risparmio mondiale di 8.3 MWh al giorno, circa 300.000 dollari in un anno. ma c'è chi è passato dalle parole ai fatti, realizzando nerooogle, versione dark del motore di ricerca.
(27 novembre 2007)

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Un bel articolo che si conclude con le minchiate che l'articolista trova su internet senza perdere tempo a verificare la veridicità.

martedì 27 novembre 2007

varie ed eventuali


A Paris tutto tranquillo, a parte gli scontri a Villiers-le-Bel, di cui ho letto su republika, in ufficio non ne ha parlato nessuno. Infatti il tema, ormai da mesi, è il problema dello spazio, non in senso astronomico, ma più semplicemente fisico: non ci sono più uffici per ospitare tutti gli apprendisti assicuratori che arrivano nei prossimi mesi - 5 previsti + il ritorno della Stagista mandata in India a meditare.

Come da tradizione in qualsiasi ufficio, si da giustamente la colpa al Supremo Capo, in questo caso l'Ispettore Gadget. I colleghi malignano che non vuole avere grane con gli altri Dirigenti dagli Stipendi di Giada nella lotta per l'occupazione di spazi nel palazzo Presidenziale. Si sa che quando il gioco si fa duro, lui non c'è. Io ovviamente supporto le decisioni del Gadget, sempre le migliori. Non fosse mai che trovasse il bloggo e imparasse l'itagliano. Bonsoir Monsieur!


Il timore principale è finire nella sede operativa decentrata nella banlieu parigina. Oggi si vagheggiava la scissione del dipartimento in due. Alcuni minacciano licenziamento. E' divertente, scene da scuola elementare. E come alle elementari oggi ho contato che mancano 15 giorni lavorativi alle vacanze di Natale. Molto cristiano.



Foto per SuperM:



Intanto aggiorno la tabella delle azioni che sono crollate miseramente a causa della persitente paura dei sub-prime. Si vociferava perfino di fallimento di qualche grande banca Usa - di oggi la notizia che investitori arabi hanno investito 7.5 miliardi di dollari in Citigroup. Che appunto era la banca di cui si insinuavano problemi.



Si sa che i banchieri sono notoriamente più pettegoli di una casalinga di Voghera.


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Work is the curse of the drinking class: poster sovietico anti alcol.


Interpretabile a piacimento.

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Un benvenuto alla nuova bloghessa Gaieta (che ho linkato là a destra, no più sotto). Anche tu avrai un incremento delle visite sul blog quando verrà a trovarti questo personaggio insieme al suo degno compare Marklar:


lunedì 19 febbraio 2007

Volete acqua o etanolo?

Perché non mi convince la moda dell'etanolo?

Qui è spiegato abbastanza bene: Biofuels Will Make China, India More Thirsty, By Andy Mukherjee.

Riassunto in breve:

* l'etanolo si produce dalle piante, per "produrre" le piante è necessaria l'acqua
* per produrre 1 litro di etanolo si consuma dai 3.5 ai 6 litri d'acqua (mentre per fare 1 litro di cocacola ne servono 9, ma questa è un'altra storia)
* entro il 2050 in India la domanda d'acqua eccederà l'offerta (mentre gli USA sono pieni d'acqua, forse per questo Bush ha sponsorizzato l'etanolo)
* dunque sia India che Cina diventerebbero importatori netti di generi alimentari
* ciò provocherebbe un notevole incremento del prezzo del cibo
* qual'è il problema di fondo? che l'acqua non ha ancora un prezzo di mercato - vedere il famoso paradosso dell'acqua e dei diamanti di Adam Smith:

«Nulla è più utile dell'acqua, ma difficilmente con essa si comprerà qualcosa, difficilmente se ne può avere qualcosa in cambio. Un diamante, al contrario, ha difficilmente qualche valore d'uso, ma in cambio di esso si può ottenere una grandissima quantità di altri beni.»

Più poetico Faber:

«dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fior