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martedì 27 gennaio 2009

Bigots


"The mind of a bigo
t is like the pupil of the eye.
The more light you shine on it, the more it will contract."




Dedicato alla sacra romana chiesa che ha veramente rotto il cazzo.

lunedì 26 gennaio 2009

L'agognato diploma

Qualche settimana fa mi è arrivato finalmente il diploma del CFA, grande e pacchiano, resterà nel suo tubo.


mercoledì 14 gennaio 2009

Merci Silvio!


Dal Sole24Ore:

«Merci Silvio» titola Les Echos: i francesi ringraziano il premier Silvio Berlusconi per avere impedito in aprile un'acquisizione ben più onerosa per Air France-Klm. Ora – sottolinea il quotidiano economico e finanziario d'Oltralpe - la compagnia franco-olandese fa un affare migliore, spende meno e ottiene «l'essenziale»: «con questa partecipazione del 25%, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul quinto mercato aereo europeo, uno dei più redditizi».

Nell'editoriale «Grazie Silvio», François Vidal riassume i vantaggi dell'accordo per Air France-Klm. Avrà accesso prioritario a un serbatoio di oltre 24 milioni di passeggeri, 11 milioni dei quali viaggiatori internazionali. Con Roma Fiumicino, ottiene un nuovo "hub" complementare a Parigi e Amsterdam. Taglia l'erba sotto i piedi di Lufthansa, «che sarebbe stata ben felice di dar vita a una dorsale Berlino-Vienna-Milano». Nella corsa alla supremazia, il gruppo prende anche in contropiede British Airways, che fatica a concludere la sua alleanza con la spagnola Iberia». Inoltre, dal 2013 Air France Klm potrà aumentare la sua partecipazione in Alitalia e costituire così «un vero insieme paneuropeo integrato».

«Non male per un'operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta tutto sommato ragionevole», scrive Les Echos. «Ci si può persino chiedere se Silvio Berlusconi non ha reso un insigne servizio ad Air France-Klm nell'aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 miliardi di euro in nome dell''"italianità". Dopo tutto, la compagnia con la quale si è fidanzata Air France-Klm ha già operato buona parte della sua ristrutturazione. Non è più il vettore malato che perdeva 1 milione di euro al giorno, ma un gruppo depurato dai suoi debiti e rafforzato dopo la fusione con il suo rivale Air One».

Qualche problema c'è: «Restano, certo, da gestire le relazioni con i sindacati e i particolarismi regionali». Ma nei cinque anni dalla sua creazione il gruppo franco-olandese «ha dimostrato di sapere gestire questo genere di incognite».

Il sito Internet di Les Echos è fitto di commenti e analisi sul «feuilleton» Alitalia. Sulla home page, il giornale sottolinea che entrando in Alitalia Air France-Klm rafforza il suo dispositivo europeo. «Alitalia ridecolla con Air France-Klm come primo azionista».

Con 323 milioni di euro, il gruppo franco-olandese «consolida le sue posizioni»: fa prima di tutto un «investimento difensivo», che a medio termine ha buone chance di diventare un buon affare. Consolidando i legami con Alitalia, prende due piccioni con una fava: difende i suoi interessi commerciali in un mercato chiave e dà un duro colpo alle ambizioni di Lufthansa in Italia.
In un editoriale intitolato «Capitani coraggiosi», Les Echos apprezza la migliore ripartizione dei rischi dell'attuale intesa. «Fare ridecollare la fenice dei cieli europei costerà ai franco-olandesi cinque volte e mezzo di meno nell'Italia di Silvio Berlusconi che in quella di Romano Prodi». È un accordo dove vincono tutti, poiché i «capitani coraggiosi» dell'industria italiana volati in soccorso di Alitalia ottengono, grazie alla fusione con Air One, «una valorizzazione del nuovo insieme superiore del 18% a quella di quattro mesi fa e di nove volte superiore a quella che Air France offriva in marzo». Con il 25% del capitale e tre posti in Cda, Pierre-Henri Gourgeon, il nuovo capo del gruppo, non avrà il timone, ma «allontana Lufthansa da una preda inestimabile». Ma dovrà fare attenzione alle zavorre: «la quota-parte di sei mesi di perdite Alitalia nel 2008 sarebbe bastata ad assorbire la metà dell'utile semestrale di Air France». Che sia «un affare migliore per il gruppo franco-olandese» lo dice anche Yann Derocles, analista di Oddo Securities intervistato da Les Echos. Potrebbe essere un buon affare «anche se non genererà sinergie nuove prima di tre o quattro anni, tenendo conto dei legami già esistenti tra Air France e Alitalia».

Trionfalistico Le Figaro: «Air France, numero uno incontestato d'Europa», titola il quotidiano sulla home page del suo sito. Con l'ingresso in Alitalia, «la compagnia francese distanzia Lufthansa e British Airways». Air France-Klm prende Alitalia «sotto la sua ala» e ottiene una «bella vittoria». Jean-Cyril Spinetta ha fatto il suo ultimo grande colpo alla guida della compagnia. Tenace, ha vinto «una scommessa che sembrava insensata». Titoli di cronaca e notizie Afp sui siti di Le Monde e Libération: «Air France-Klm rileva il 25% del capitale di Alitalia». Il gruppo franco-olandese «chiude un feuilleton che dura da un anno». Notizie d'agenzia anche sui siti spagnoli di El Mundo e El Pais.

Il Financial Times constata che «l'inglorioso pasticcio» («imbroglio» è la parola usata, entrata nell'inglese) giunge finalmente al termine. Il rilancio di Alitalia «dovrebbe essere un evento completamente felice per tutti. Tristemente, non lo è», commenta il quotidiano economico e finanziario britannico. Ecco perché: lo scorso marzo Air France offrì 140 milioni di euro per un takeover nel quale si sarebbe accollata anche 1,2 miliardi di debiti. Ma Berlusconi bloccò quell'accordo per motivi «patriottici». In dicembre, un consorzio italiano ha pagato 427 milioni di euro per i pezzi di Alitalia che andavano bene, combinandoli con Air One. Ora, l'accordo con Air France valuta la stessa compagnia 1,2 miliardi di euro. «Bel lavoro: in meno di un mese il consorzio ha triplicato il valore del suo investimento». Quanto ad Air France, le sinergie attese rappresentano circa 280 milioni di euro all'anno. La sua parte di quei risparmi, tassati e capitalizzati, «coprono abbondantemente il costo della sua quota».


Ma l'Italia mantiene «italiana» la sua compagnia aerea, allo steso modo in cui Swiss, di proprieta di Lufthansa, è "svizzera"». Inoltre, la fusione tra Alitalia e Air One ha come risultato un mercato interno meno competitivo e tariffe aeree più alte. L'Italia resta con 600 milioni di debito «che non esisterebbe se Berlusconi avesse autorizzato l'accordo Air France». «Il prezzo del patriottismo» ricade sulle tasche degli italiani.

Nelle ampie cronache riportate sul suo sito, il Financial Times ricorda che mesi fa Air France-Klm diceva che per salvare Alitalia ci voleva un esorcista. In un certo senso, «l'esorcista è stato Berlusconi». Ha dovuto superare le dure resistenze degli alleati del Nord che volevano Lufthansa, considerata più adatta a riempire gli slot lasciati liberi da Alitalia all' «impopolare aeroporto di Malpensa». Alla fine, l'accordo è «molto peggiore per gli italiani. «Ora che ha perso la battaglia per Alitalia, Lufthansa guarda di nuovo a Sas, la compagnia scandinava», osserva il Financial Times.

Il Wall Street Journal fa notare che ora la nuova Alitalia deve combattere con le rivali low-cost, oltre che con Lufthansa. In un pezzo dal titolo «La nuova Alitalia vola in cieli affollati», il quotidiano finanziario newyorchese sottolinea che le rotte domestiche redditizie come la Milano-Roma sono parte essenziale del piano di Alitalia per arrivare al pareggio. Ma mantenere la sua quota di mercato potrebbe essere difficile, tanto più che varie compagnie low-cost (Ryan Air e Easy Jet in particolare) hanno approfittato del declino di Alitalia per rafforzare le proprie posizioni in Italia. E Lufthansa sta per lanciare la sua filiale italiana a Malpensa. Numerosi siti americani riportano le notizie Ap sulle novità Alitalia. Ma non solo. Il New York Times titola «Alitalia vende una quota e fa il suo ritorno» e cita analisti secondo i quali il valore della quota Air France-Klm dipenderà dall'abilità di Alitalia di ottenere la cooperazione dei sindacati. «Alitalia si leva in volo, ma il contribuente italiano paga la maggior parte del costo» scrive nella rubrica "Breakingviews.com" l'International Herald Tribune, osservando tra l'altro che il mercato sarò meno competitivo dopo la fusione tra Alitalia e Air One. «Si dice che i Paesi hanno i leader che si meritano. L'Italia potrebbe avere anche la compagnia aerea che si merita».

martedì 6 gennaio 2009

Rassegna stanca

Visto che è befana, vi regalo una rassegna stampa. Anche se io lavoro e quasi tutti voi affezionati lettori vi godete il giorno festivo fascista. Un saluto agli altri lavoratori espatriati in Turchia, Slovenia e Germania (la Bulgara è ancora in ferie).

Leggo orora sul Corriere due notizie, entrambe letterarie.

La prima è che esce in Italia il terzo tomo di Milllenium che, non per citarmi, è una trilogia già consigliata su codesto bloggo. Ovviamente l'esagono è più avanti dello stivale e quindi l'ho già letto e se volete vi dico pure chi è l'assassino. Non si tratta di alta letteratura, ma di lettura divertente ed appassionante. Non si può mica sempre leggere libri di finanza, ostia!
In Svezia uscirà il film tratto dal primo libro a marzo.


L'altra notizia è su Gomorra. Un'acuta critica su Gomorra, anche se non direttamente sul libro, ma sul film, dato che l'autore della critica è un calciatore, ergo non poteva parlare di libri. Cannavaro dice che questo genere di film fa male all'immagine dell'Italia nel mondo. Eh, si, molto meglio presentare Vacanze di Natale per gli Oscar, pirla decerebrato.


Infine su Bloomberg c'è una notizia (ripresa anche sul blog del Nobel Krugman) che in Italia probabilmente non passerà ai TG o su Rep/Corr. Vi ricordate il TFR e tutta la pubblicità per privatizzarlo (cioè investirlo in fondi pensioni gestiti da banche e assicurazioni)? Sfortunatamente è andata un po' male a quelli che hanno trasferito: il tfr pubblico ha un rendimento basso, ma garantito, mentre i fondi privati no. Risultato fino a ottobre 2008? TFR +2.8%, fondi privati dal +2.6% al -24%.

domenica 14 dicembre 2008

Interculturato

La settimana scorsa ho partecipato al corso Marco Polo nella ridente Mogliano Veneto. Obiettivo: preparare i futuri espatriati all'espatrio, cioè dare gli strumenti per capire le differenze interculturali e menate varie. Vi chiederete "come mai dopo 2 anni che sei espatriato?". La risposta è che si trattava di un corso pilOta e quindi c'era gente già espatriata (eravamo in 9: 1 italiano in Lugano, 1 italiana ad Aachen, 1 tedesca a Pechino, 1 francese a Milano, 1 austriaca e 2 tedeschi a Trieste e 1 newyorkese a Mogliano - sì, povera Bridget, da NY a MV... ma la poverina ha vissuto anche in Sudan...). Per fortuna i partecipanti erano simpatici, anche perché eravamo insieme anche ogni sera a cena (raccomando il ristorante Ombre Rosse a Preganziol).

Ora nutro una profonda ammirazione per i signori Trompenaars e Hampden-Turner che riescono a guadagnarsi da vivere scrivendo libri e facendo corsi di formazione sulle 7 dimensioni dello sviluppo culturale. Che qui ve le elenco:

1 - Universalism vs Particularism
2 - Individualism vs Communitarianism
3 - Specific vs Diffuse
4 - Neutral vs Affective
5 - Achievement vs Ascription
6 - Time orientation: Past-present-future / Sequential vs Synchronic
7 - Internal vs External

Praticamente queste dimensioni servono per definire le varie culture e comprendere i comportamenti.

Grazie al questionario pre-corso (che ho compilato 2 settimane fa degustando un mojito e dopo essere andato ad una fiera enologica) mi hanno dato il mio profilo:
1 - a metà (49-51)
2 - 53% individulism
3 - 73% specific
4- 63% neutral
5 - 68% achievement
6 - più futuro
7 - 63% external

Poi, comparando le mie risposte al loro database di 61.000 questionati, sono risultato molto medio. Ero nella media sulle prime 4 dimensioni, molto Achievement, very External e Future-oriented. Minchiate.

Ma il corso non finisce qui. La secondo parte è lo scambio manageriale: ci hanno messo in coppie e dobbiamo fare 2 scambi in cui si va per 2 giorni ad osservare il partner nel suo ufficio e poi si deve scrivere un paper. Potevo andare a Pechino, o almeno Lugano, invece mi hanno messo in coppia con un tedesco che lavora a Trst... fncl


Cose utili che ho scoperto:
- l'ufficio del personale non è ancora certo di quanti espatriati ci siano nel Gruppo. Sembra circa 160, ma non ci sono dati certi. Alcuni uffici del personale locali hanno perso espatriati. Cioè non sapevano di avere gente in giro per il mondo... Purtroppo stanno cercando di porre rimedio a questa falla informativa quindi diventa più difficile imboscarsi...
- ci sono anche altri corsi simili chiamati Leonardo e Ulysses e la loro caratteristica più interessante è che non si fanno a Mogliano Veneto, ma in varie locations tra Brussels, Paris, Amsterdam, Londra, Kiev, Pechino. Tenterò di farmi mandare per fare un po' di turismo a scrocco.

venerdì 24 ottobre 2008

-99

No, non è l'andamento della borsa, ma oggi ma mancano 99 giorni alla fine della mia permanenza a Paris (ok, dovevo fare un post ieri e chiamarlo -100, ma a causa dell'allungamento dell'orario dell'aperitivo al ritorno a casa non ero sufficientemente fresco per digitare).

In realtà non sono neanche 99, ma meno, dato che sarò a TS dal 7 all'11 novembre e dal 23 al 28 dicembre. Poi se il capo (di TS) avrà il buon gusto di darmi il via libera dovrei passare qualche giorno nella mia futura destinazione a cercare casa.

Tutto ciò se nel mentre la finanza non avrà definitivamente ucciso l'economia e reso ufficialmente inutile il mio mestiere.

lunedì 13 ottobre 2008

No se pol andar avanti cussi...

No se pol... pezo del asilo mariuccia...

ma che bale. Voio andar casa!

sfogo delle 18:23 de lunedi...

a breve saprete qualcosa delle ferie.

Forse

giovedì 18 settembre 2008

Lehman

Feci un posto finanziario, ma per motivi oscuri verrà pubblicato domani alle 23. Ho provato a ragionare col signor Blogspot, ma senza successo. Fa un po' come cazzo gli pare. E così sia.
A domani.
Buonanotte.

domenica 7 settembre 2008

The Economist wins Berlusconi lawsuit


In July 2001 Silvio Berlusconi, then prime minister of Italy, launched a lawsuit in Italy alleging that The Economist had defamed him in its article "An Italian Story", which appeared in our April 26th 2001 issue. The magazine cover bore the title: "Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy". We are pleased to announce that the Court in Milan has issued a judgment rejecting all Mr Berlusconi's claims and requiring him to make a payment for costs to The Economist. The full judgment, in Italian, is available here.
The Economist will not be making any further comment.
Mr Berlusconi is once again prime minister of Italy.

martedì 24 giugno 2008

Buono nomastico

Oggi San Giovanni-John-Juan-Jean-Janez... ecc... fatto cres?

Qua fa caldo, giù da voi al sud sarà pure peggio, ma non bisogna lamentarsi troppo.



Al lavoro... mah, per altre due settimane sarò come qua sotto, solo che io c'ho pure la cravatta... la classe non è acqua...


Indubbiamente...



Continuo anche a seguire le vicende politiche italiane. Che dire?



Adesso si parla di sicurezza, prima si parlava di sicurezza sul lavoro.


E Uolter che fa?



Pensa positivo...




E in caso di stress:


lunedì 16 giugno 2008

Riflessioni poltrone

Sarà...


sarà la visione dall'estero,

sarà che in sottosfondo c'ho il video del lunedi di Travaglio,

sarà che uno che ha votato per la Santaché mi dice "mica male il governo" e quasi gli vomito addosso la mia opinione,

sarà che l'esercito marcerà per le città - il valoroso esercito italiano


sarà che tutto procede come voleva il Venerabile


sarà che il vaccino di cui parlava Montanelli non è bastato la prima volta,



ma son sempre più incazzato con quei decerebrati ed imbecilli elettori neanche lontanamente degni dei poveri ignoranti che votarono per il duce. Loro almeno lo fecero solo una volta.

"Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto."
16 novembre 1922


Il predecessore finì a testa in giù a piazzale Loreto.


domenica 15 giugno 2008

giovedì 12 giugno 2008

Déjà vu / Bereits gesehen

Ieri era prevista la seconda lezione di tedesco. Alle 15.

Forse vi ricorderete le peripezie che ebbi con la prof di francese (impegni dimenticati, gomma bucata in Normandia, frattura alla zampa, nonna morta...) che per fare 30 ore di lezione ci son voluti 6 mesi.

Da bravo mitteleuropeo ho sempre ammirato l'organizzazione teutonica.

Alla prima telefonata con la prof tedesca le faccio "bom, facciamo lezioni di un'ora..."
"Nein, minimo una ora e mezza!"
"ok, ok... obbediscolo"

Alla prima lezione è arrivata alle 15 precise. Finito alle 16:30. Spaccate. Ah, la precisione, penso.

Ieri mi chiama a pranzo e mi dice che non può fare la lezione.
Che delusione!

Per ovviare alla mancata lezione, rispolvero i ricordi delle lezioni in quinta superiore. Tutto quello che mi viene in mente è Wolf Biermann (coloro che non hanno avuto l'onore e il privilegio di presenziare alle lezioni di Suzy non possono capire, son cose di nicchia...).



Poi mi imbatto su youtube negli Einstürzende Neubauten.



Non sono proprio il massimo, anche se ci suona Blixa Bargeld, il chitarrista di Nick Cave, ma ci sono anche altri buoni motivi per andare in Germania.

sabato 7 giugno 2008

Gli esami non finiscono mai

"Fata la xe", celebre detto dell'uomo alla fine della defecazione.


Vi risparmio la telecronaca della giornata, solo un lamento per la mezz'ora di ritardo dell'inizio. Non per altro, ma le sedie non sono delle comode poltrone di pelle umana, ma banali sedie da giardino. Stare seduto sulle sedie di plastica dopo mezzora inizi a stare scomodo e sai che mancano solo le 3 ore di quiz vari. Le prime 3 ore. Ma non voglio lamentarmi troppo, già lo feci.


Ma, giusto per fare un paio di commenti, c'erano delle domande pochino bastardelle. Alla vista di alcune volevo vedere l'autore. Immediatamente.



Su altre mi deprimo come il limone dell'immagine sottostante per non aver memorizzato proprio quella definizione (shortfall implementation) - tanto no domanda sta stronzada, mi dissi.


In altre, uscite da non so quale mente bacata, ti senti spaesato come un pesce fuor d'acqua.


E molti dei quiz pomeridiani a risposta multipla erano spesso alquanto ambigui.


Ma almeno per ora è finita, fino a ferragosto quando usciranno i risultati. Punto molto sull'elevato pass rate del terzo livello - 50% l'anno scorso - e quello vicino a me non aveva un'aria sveglia.

Of the 12,777 individuals who in June 2007 took the third and final exam that leads to the prestigious CFA designation, 50 percent passed (e mi domando: 6,388 o 6,389???).


Intanto, buona domenica.

Il mio unico impegno domenicale è farmi la barba di 3 settimane...

Buona notte, vado a dormire.

venerdì 6 giugno 2008

Basta

Finalmente ho accantonato libri, bignami, appunti, e ammennicoli vari e ho preparato il nécessaire per l'esame (passaporto, ticket d'entrata, 3 matite, 4 penne, 2 gomme, 1 temperamatite, calcolatrice con batteria di riserva).

E domani speriamo di non sprofondare...



e di non cedere all'irritazione leggendo le domande


Mi servirebbe una benediziona...





O un po' di sano culo


Comunque, tenteremo di fare del nostro meglio


per non perdermi nei labirinti finanziari.



E domani alle 17 farò come il vecchio Hank.


Ma senza esagerare.


domenica 1 giugno 2008

Soros

George Soros è un mito della finanza.



Alla fine degli anni 80 ha scritto The Alchemy of Finance dove descrive la sua tecnica finanziaria e la sua teoria che si basa sul fatto che l'economia ha la peculiarità di essere un sistema riflessivo, cioè i soggetti che lo studiano sono quelli che lo compongono.



Cioè, se un umano osserva l'economia (cioè la società) e in base alle sue osservazioni agisce, la sua azione immediatamente influenza l'economia modificando situazione che ha osservato e sulla quale ha basato la decisione presa. Non so se mi sono spiegato, ma non importa. Si può spiegare anche con la battuta "Perché l'economia è più difficile della fisica? Perché gli atomi non pensano".

Ieri mi è arrivato l'instant book che ha scritto sull'attuale crisi finanziaria. Quella battezzata Credit Crunch.



Ma non è famoso come scrittore, ma per quello che ha fatto come investitore o meglio speculatore.

Vi ricordate il Sistema Monetario Europeo? Lui è uno che l'ha fatto crollare nel 1992 scommettendo contro la sterlina, cioè contro la Banca d'Inghilterra. E ha vinto, provocando una forte svalutazione della sterlina e la conseguente uscita dal sistema monetario. Guadagnò 1.1 miliardi di dollari.

Col suo fondo (il Quantum Fund) ha guadagnato miliardi e poi ha fatto il benefattore, mandando soldi in Ungheria (suo paese d'origine), sponsorizzando ricerche sulla canapa indiana, foraggiando chiunque si presentasse contro Bush.

Perché scrivo tutto ciò?

Perché in questi giorni leggo sul mio preferito forum di finanza (il fol) che starebbe per comprare la Roma (se ne parla sul fol, perché si tratta di una società quotata - fatto per me inspiegabile che si quotino la juve, lazio e roma, ma così è e ne prendo atto).

Cosa c'è di male? La correlazione tra criminalità e la presidenza di squadre di calcio: Cragnotti, Tanzi, Gaucci, Cecchi Gori, Berlusconi, pure Ernesto Pellegrini, presidente dell'Inter dei record . O a TS De Riù, Tonellotto e altri che non mi ricordo.

giovedì 29 maggio 2008

Cronaca

Ho speso altri 40 dollàri per un sample test, perché volevo superare i precedenti due test dove ho preso 63%. Per aumentare il senso di sicurezza citato da Samo.

Non ci siamo. 53%.

"You failed this assesment exam". Aggiungono.
"Cazzone." Lo fanno capire tra le righe.




Male etica, malissimo fixed income.
FuckFuckFuck!

Riepilogo:
20 maggio: 63% - Failed
27 maggio: 63% - Failed
oggi: 53% - Failed

Che faccio? Stasera ripasso etica o fixed income?

Hmm... mi dirigo verso il fido frigo.

Dove dimora una bottiglia di sgassata cocacola.

Vicina di casa dei lime, detti dai francofoni francesi citrons verts.

Non lontano adagiata riposa una ghiacciata bottiglia di Havana.

Mescolati i tre ingredienti in adeguate proporzioni si ottiene la bevanda degli dei (gli dei che non hanno la menta per il mojito).



Vi lascio pure una ricetta di mia invenzione, incrocio tra guacamole e salsa tonnata:

Ingredienti:
1 tonno (meglio se in scatola sott'olio)
1 avocado
1/2 cipolla
1 peperoncino
2 filetti di acciuga sott'olio
una spruzzata di curry
2 cetriolini (optional)
1 cucchiaino di salsa aïoli (optional)

Preparazione:
Tritare tutto e amalgamare.


Spalmare su pane o crostini e mangiare.

Non so come chiamarla: guaconno o salsa avocatonna?

Gnam!


E per non affaticarmi troppo mi guardo Attention les dêgats!
Riconoscete il filmo?


Unica consolazione dell'odierna giornata l'arrivo della dichiarazione dei redditi da firmare e spedire. I simpatici consulenti fiscali che mi hanno agevolato nella compilazione mi comunicano che dovrei pagare poche imposte, molto meno che se fossi in Italia. Molto meno. Inoltre non le pago a Tremonti ed è già una soddisfazione.


***********************

A proposito di foto di ricette cum avocado:

Tempo fa avevo trovato questa ricetta di linguine e capesante su francescav.com.

Questo l'originale:



E questo la mia versione con l'aggiunta di asparagi e zafferano.


Ora vado a riempirmi il bicchiere, per meditare meglio.



Bonne nuit!

martedì 27 maggio 2008

Taliani spaghetti mafia mandolino

Non ho capito perché gli italiani si offendono di questi spot. Razzismo? E i zingari di Napoli cosa dovrebbero dire?

Grande Toni!





Riflessioni #2

Positivismo zen


Da un paio d'ore l'operaio addetto alla ristrutturazione dell'appartamento vicino sta trapanando. O martellando. O si dedica alle due attività contemporaneamente.

Ciò mi evita di addormentarmi sui libri.

Oltre a farmele girare come eliche.


Umorismo


'Silvio: "...senti Walter, spero non ti dia troppo fastidio la posizione dura della lega e di AN contro i nomadi."


'Walter: "Figurati, mi sarebbe dispiaciuto un pregiudizio nei confronti dei Rokes o dell'Equipe 84, ma i nomadi -da quando hanno cantato che Dio è morto- con me hanno chiuso."


(apparsa su M, segnalata da Nathan)


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Intervenite numerosi a gustare le migliori meraviglie enogastronomiche mai eguagliate da alcuna sagra.

Però la scelta di gruppi è un po' old fashion...

mercoledì 21 maggio 2008

Ich bin ein Berliner / I am a Hamburger

Prima lezione di Allemand: bello studiare una lingua semi-sconosciuta (tedesco) in un'altra poco conosciuta (francese). Ich bin ironik. I ricordi delle lezioni delle superiori sono alquanto nebulosi (eufemismo). Strano, ci applicavamo così tanto in quinta. Per recuperare ascolterò il mio cantautore tedesco preferito:



Meglio gl'immensi Kraftwerk:






Oltre a questo fastidio linguistico si aggiungono gli ulteriori:

Tasse #1
Entro il 30 devo consegnare la dichiarazione dei redditi francese. I miei donatori di lavoro mi pagano pure i consulenti fiscali che oggi mi hanno mandato un file excello con 23 (!) pagine da riempire e l'elenco dei documenti: contratto, paghe di ogni mese, contratto della casa (è un benefit tassato), spese per l'elettricità e altre migliaia di robe tra cui i conti correnti che sono già tassati italicamente dato che il personale quando son partito mi disse "non serve comunicare alla banca che cambi residenza, tanto che ti frega...".

Tasse #2
Oggi ho pure litigato con la mia banca che mi ha tassato due volte i dividendi esteri facendo il saccente ed ironizzando sulla loro ignoranza delle più elementari regole fiscali quali i trattati internazionali contro la doppia imposizione. Domani devo chiamarli per domandare se gentilmente mi mandano con cortese urgenza l'estratto conto per il punto precedente. Ecchecasso!

Colazione&cartolarizzazioni
Oltre all'invito al Rollangarros ricevuto da banchieri leccaculi che ho rifiutato (aborro i "ti -invito-così-mi-devi-un-favore"), il simpatico Ariano non ha voglia di svegliarsi presto domani, allora mi ha girato un invito per una colazione/conferenza. Tema le cartolarizzazioni. Inizio ore 8:15 (cioè prima dell'alba), luogo: dall'artro lato della città. Ciliegina sulla merda: previsto sciopero dei mezzi. Ecchecasso! Sti comunisti fancazzisti francesi, già c'erano due ponti a maggio, adesso vogliono chiudere il mese in bellezza.

Computero
Ennesima conferma del Vista di merda: excel, firefox, windows media player non possono funzionare contemporaneamente - vanno in crash in modo asincrono, cioè prima uno, poi l'altro. BillGates ti meriti un attacco di emorroidi in gola.

Forse devo ridurre le dosi di ginseng (2) e caffeina (5), sto nervoso...