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venerdì 4 luglio 2008

Bientôt à la maison

Buon uikendo splendidi frequentatori der bloggo!

Mercoledì prossimo arrivo a Ts (come sempre se qualcuno non ha niente da fare può venire a racattarmi all'aeroporto di Ronchi, arrivo previsto 22:05). Dai commenti vedo che Pinta è favorevole alla gita lubianese pro Massive Attack (ripeto l'invito, sono un gran gruppo).
Poi se la Schwester sarà puntuale vedrò anche il nuovo/a nipote. Sennò tocca tornare ad agosto...

Vedo da BBC weather che fa sempre caldo, segna 29° a TS contro i 20° qua.



Le recenti notizie dall'italia sulla Carfagna (che in effetti non mi sembrano inverosimi) che per una poltroncina da ministra si abbassa (in senso fisico) a far la Lewinsky al CavMagnacc. Banana mi fa venir in mente una canzone scritta da De André con Paolo Villaggio: Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers.

Parla di un re cavaliere e una strofa mi pare assai adeguata:

E' mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame

debban risolversi tutte con grandi puttane



Ma tutto il testo è divertente:


Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d'allor

al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura
del sire vincitor

il sangue del principe del Moro
arrossano il ciniero
d'identico color

ma più che del corpo le ferite
da Carlo son sentite
le bramosie d'amor

"se ansia di gloria e sete d'onore
spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all'amore

chi poi impone alla sposa soave di castità
la cintura in me grave
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave"

così si lamenta il Re cristiano
s'inchina intorno il grano
gli son corona i fior

lo specchio di chiara fontanella
riflette fiero in sella
dei Mori il vincitor

Quand'ecco nell'acqua si compone
mirabile visione
il simbolo d'amor

nel folto di lunghe trecce bionde
il seno si confonde
ignudo in pieno sol

"Mai non fu vista cosa più bella
mai io non colsi siffatta pulzella"
disse Re Carlo scendendo veloce di sella

"De' cavaliere non v'accostate
già d'altri è gaudio quel che cercate
ad altra più facile fonte la sete calmate"

Sorpreso da un dire sì deciso
sentendosi deriso
Re Carlo s'arrestò

ma più dell'onor potè il digiuno
fremente l'elmo bruno
il sire si levò

codesta era l'arma sua segreta
da Carlo spesso usata
in gran difficoltà

alla donna apparve un gran nasone
e un volto da caprone
ma era sua maestà

"Se voi non foste il mio sovrano"
Carlo si sfila il pesante spadone
"non celerei il disio di fuggirvi lontano,

ma poiché siete il mio signore"
Carlo si toglie l'intero gabbione
"debbo concedermi spoglia ad ogni pudore"

Cavaliere egli era assai valente
ed anche in quel frangente
d'onor si ricoprì

e giunto alla fin della tenzone
incerto sull'arcione
tentò di risalir

veloce lo arpiona la pulzella
repente la parcella
presenta al suo signor

"Beh proprio perché voi siete il sire
fan cinquemila lire
è un prezzo di favor"

"E' mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane,

anche sul prezzo c'è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire
v'eran tariffe inferiori alle tremila lire"

Ciò detto agì da gran cialtrone
con balzo da leone
in sella si lanciò

frustando il cavallo come un ciuco
fra i glicini e il sambuco
il Re si dileguò

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d'allor

al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura
del sire vincitor


E dopo le puttane, un po' di puttanate:



sabato 7 aprile 2007

Carpe diem, quam minimum credula postero

Carpe diem: iera Orazio che ga dito el titolo del post. Inveze el grupo che sonava stasera nel Pube no saveva nianche come se ciamava, cioè se ciamava Carpe Diem, ma quando Bakunin ghe ga domanda "chi ga dito?" miga saveva! e no se fa cussi, informite prima, che dopo vien fora storie: ga dito robinuilliams, no ga dito epicuro, anzi in realtà l'originale iera "carpe diem, trote gnam" (letto sulle formiche, battuta originariamente apparsa su Totem secondo il Tenore). Quindi, per evitare future discussioni inutili, consiglio di dotare il pub di una biblioteca filosofica. E anarchica. E di organizzare un torneo di quoters filosofico. Anarchico.


Carpe diem (lett. "Cogli l'oggi", normalmente tradotta in "Cogli l'attimo") è una locuzione tratta dai Carmina del poeta latino Orazio (Carm. 1, 11, 8). Viene di norma citata in questa forma abbreviata, anche se sarebbe opportuno completarla con il seguito del verso oraziano: "quam minimum, credula postero" ("confidando il meno possibile nel domani").