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giovedì 15 gennaio 2009

Martedì post culo, oggi tette




Se non lo avete già bruciato negli anni ‘60, potreste volervelo togliere ora. "Il reggiseno causa il cancro al seno. E’ lampante," afferma il ricercatore medico Syd Singer.
I coniugi Singer si sono dedicati all’investigazione sul cancro al seno nel 1991. Il giorno in cui la moglie, Soma, scoprì un nodulo al proprio seno, il team di ricerca del marito stava esaminando gli effetti della medicina Occidentale fui Figiani. Sotto la doccia, Syd aveva notato che le spalle e i seni di Soma erano segnati da scanalature rosso scuro. A Syd ricordò la domanda posta alla moglie da una Figiana perplessa a proposito del suo reggiseno: "Non si sente stretta?"
"Devi farci l’abitudine," aveva risposto Soma.
Forse il reggiseno comprimeva il tessuto del seno, si chiese Syd, impedendo il drenaggio linfatico e provocando degenerazione?

Soma decise di smettere di indossare il suo reggiseno. Ma quando Syd cercò nella letteratura medica non trovò nessuna causa nota per il cancro al seno, condizione che nelle donne appare raramente prima dei 35 anni, più frequentemente dopo i 40. I tassi di mortalità più elevati sono in Nord America ed Europa settentrionale, col resto del mondo che si sta adeguando velocemente.
La World Health Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità) invoca le tossine chimiche quale causa primaria di cancro. Ma i veleni che si accumulano nei tessuti del seno sono normalmente spazzati dal chiaro fluido linfatico verso i grandi gruppi di linfonodi posti nelle ascelle e nella parte alta del torace. I Singer scoprirono che "essendo i dotti linfatici molto sottili, essi sono estremamente sensibili alla pressione e si possono comprimere con facilità." Una minima pressione cronica sui seni può provocare la chiusura delle valvole e dei dotti linfatici..

"Poco ossigeno e meno nutrienti sono trasportati alle cellule, mentre i prodotti di rifiuto non sono spazzati via," notarono i Singer. Dopo 15 o 20 anni di drenaggio linfatico ostacolato dal reggiseno, può apparire il cancro.
Considerando altri paesi, Soma e Syd rimasero colpiti dalla bassa incidenza di cancro al seno nelle nazioni più povere, pur inondate dai pesticidi ivi scaricati dalle altre nazioni. Non trovarono contadine che indossassero reggiseni push-up. Scoprirono invece che tra i Maori della Nuova Zelanda integrati nella cultura bianca vi è la stessa incidenza di cancro al seno, mentre gli aborigeni australiani non integrati non hanno praticamente cancro al seno. Lo stesso trend si applica ai giapponesi occidentalizzati, ai Figiani e ad altre colture convertite al reggiseno.

Nel loro libro Dressed To Kill: The Link Between Breast Cancer and Bras, (Vestite Da Morire: La Relazione Tra Cancro Al Seno e Reggiseno) i due ricercatori hanno anche osservato che proprio prima che una donna inizi il suo ciclo, gli estrogeni si innalzano, provocando un rigonfiamento del seno. Se la donna continua a indossare un reggiseno della stessa misura, i vasi linfatici salva vita saranno compressi in maniera ancor maggiore. Hanno forse scoperto qual è il vero collegamento tra cancro al seno ed estrogeni?
Le donne senza figli non sviluppano mai del tutto il proprio sistema linfatico pulisci-seno. E nemmeno donne che non abbiano mai allattato. Le donne che lavorano, che indossano il reggiseno quotidianamente e rimandano la gravidanza potrebbero essere quelle più a rischio, avvertono i Singer.

Ancora peggio, il divenire donna per una giovane è spesso "marcato" dal suo primo reggiseno. Come l’anziana pratica cinese del bendaggio dei piedi, il "bendaggio del seno " puberale può in ultima istanza condurre a severe complicazioni mediche.
Che il reggiseno sia l’ "anello mancante " che spiega la crescente epidemia di cancro al seno? A cominciare dal maggio del 1991, Soma e Syd Singer hanno condotto uno studio di 30 mesi, Bra and Breast Cancer (Reggiseno e Cancro al Seno) intervistando circa 4.000 donne di cinque grandi città degli Stai Uniti. Erano tutte di tipo caucasico per lo più di "reddito medio" in età compresa tra i 30 e i 79 anni. Metà di loro erano state diagnosticate di cancro al seno.

Quasi tutte le donne intervistate erano scontente della dimensione o della forma del proprio seno. Le donne che avevano scelto un reggiseno per l’aspetto, ignorando indolenzimenti e gonfiori, avevano il doppio di incidenza di cancro al seno di quelle che non l’avevano scelto per questo.
Ma la statistica più sorprendente riguardava le donne che indossavano il reggiseno anche per dormire e che avevano sviluppato il cancro. Così come una donna su sette costretta in un reggiseno per più di 12 ore al giorno. Le donne senza reggiseno hanno solo una probabilità su 168 di subire una diagnosi di cancro al seno, dicono i Singer. La stessa di un uomo senza reggiseno.

"Non dormite col reggiseno!" implora Syd Singer. "Le donne che intendono evitare il cancro al seno dovrebbero indossare un reggiseno per il periodo di tempo più limitato possibile – di sicuro per meno di 12 ore al giorno."
Syd inoltre spiega che quasi l’80% di chi indossa il reggiseno e soffre di noduli, cisti e indolenzimento vede quei sintomi svanire, "entro un mese dopo essersi liberate del reggiseno."
Non tutte sono pronte a liberarsi dal proprio capestro. Come una donna ha rivelato al team, "Le tette mi arriverebbero all’ombelico senza un reggiseno." Ma il chirurgo Christine Haycock del College of Medicine del New Jersey dice che sono le caratteristiche genetiche – non i legamenti o la dimensione del seno – la ragione per cui alcuni seni cedono alla gravità. Un petto che saltella aiuta a tener pulito il sistema linfatico.

Ben consci che i loro risultati erano "esplosivi," i Singer hanno inviato i risultati della loro ricerca ai capi delle più prestigiose organizzazioni e istituti anti-cancro americani. Nessuna risposta. Alla pari del business del cancro, il giro d’affari dei reggiseno è enorme. Moltiplicate il numero delle donne che, in tutto il mondo, comprano qualche reggiseno da 25$ ogni anno e otterrete una cifra vicina ai 6 miliardi di dollari all’anno.
Syd Singer afferma che la censura dell’establishment sulla relazione tra cancro al seno e reggiseno sta uccidendo le donne. Indicando la condizione maggiormente condivisa tra le pazienti di cancro al seno, egli enfatizza che si tratta di un sistema linfatico strizzato dal reggiseno.

Andando sempre senza reggiseno, Soma iniziò a indossare vestiti che non enfatizzassero i seni. Cominciò anche a massaggiare i seni con regolarità e ad andare in bicicletta, a prendere integratori vitaminici ed erboristici e a bere solo acqua pura.
Due mesi dopo, il suo nodulo era scomparso
Un grintoso Syd Singer dice che, al primo spaventevole segnale di un nodulo, “le donne dovrebbero togliersi il reggiseno prima di togliersi i seni." Cosa aspettare, se potete liberare il vostro sistema linfatico adesso?

RICORDATE: Una combinazione spettacolarmente controindicata è indossare un reggiseno e usare un telefono cellulare.

SE DOVETE INDOSSARE UN REGGISENO
Reggiseno push-up e quelli da sport sono da evitarsi. Scegliete reggiseno di cotone, non stretti. Assicuratevi di poter passare con due dita sotto le spalline e ai fianchi delle coppe. Quanto più sono alte le coppe, tanto più severa la compressione dei maggiori linfonodi. Non indossate assolutamente mai questo disastroso dispositivo per dormire. A casa toglietevelo. Massaggiate i vostri seni ogni volta che vi togliete il reggiseno.
Riportate in salute il vostro sistema linfatico, o almeno respirate a fondo liberamente.

domenica 4 gennaio 2009

Appelez moi Glucksmann

Poche parole, tante foto.



Foto di gruppo.





jour de l'an


Tappa al Martini: festa carnevalesca.


Via verso l'Alimentation Générale dove non arriveremo mai...





Bar scrauso


Fine serata all'UFO:



Ah, la Tauromachia!




Serata del primo gennaio al Martini.






Andouillette. Specialità francese: salsiccia di trippe. Cena al Tambour.















PS: foto mie, di Samo e di Velina Mora. Ultimo disegno by Quetzalli.

giovedì 25 settembre 2008

10^100

Come molti di voi sanno che il CESSO nella sua veste seriosa ESCOS ha già una lunga e proficua esperienza di concorsi (vabbé, solo uno ed eravamo tra i primi 10...).

Ora i tipi di Google offrono premi fino a 10 milioni: www.project10tothe100.com.

Io sono stufo di lavorare, chi ha qualche idea?

venerdì 5 settembre 2008

Buchi neri

Presumo che tanti abbiano letto la notizia dellesperimento franco-svizzero che ha provocato alcuni timori (tra cui la fine del mondo). Se non lo avete fatto qui cè il link allarticolo apparso sul quotidiano di riferimento dei giovani intellettuali di sinistra.

Ora mi chiedo e mi domando « ma i scrivi ste robe per inscempiar la gente? » o sono notizie vere?

Chiedo quindi a qualche valido fisico (ce n’è almeno uno che bazzica sto bloggo) di spiegare con parole semplice e possibilmente nel nobile dialetto patoco la teoria e pure la pratica (cioè se riescono nell’intento di creare un buchino nero come funziona poi? Finiamo tutti risucchiati in svizzera a perire tra emmenthal e milka? Dicono che il mondo scomparirebbe in 4 anni, ma a che velocità Mattonaia arriva in Svizzera? E se ci vogliono 4 anni, andando alle Fiji o sull’isola di Pasqua si sopravvive più a lungo che restando in Europa? E la Borsa? Come reagisce la borsa a un buco nero??

Nell'immagine sotto, quello che potrebbe accadere alla Svizzera e al mondo e a te il 10 settembre.

Ps: Chi fosse meno pigro del sottoscritto può leggere la replica del CERN. o di un giornaletto un po' più informato di Repubblica.

giovedì 5 giugno 2008

Anticipazioni

I migliori psicologi consigliano di rilassarsi il giorno prima dell'esame. Per non sbagliare ho anticipato ad oggi. Cioé, oggi no go fatto un emerito casso, a parte la moussaka che si sta cucianando in forno.
E speriamo che si sbrighi, che ho fame.


lunedì 2 giugno 2008

Parfum d'ail

Ritorna il raffinato umorismo e le sottili metafore di Jon Lajoie con un nuovo video:







Buona festa della repubblica di Salò.

Vogliate gradire, come saluto serale, una telematica alitata all'aglio.

giovedì 8 marzo 2007

Dopo quello francese il "paradosso emiliano"

Nonostante la dieta ipercalorica, in Emilia Romagna l'incidenza di mortalità per patologie cerebrocardiovascolari è decisamente bassa: merito delle "cumarine" del Lambrusco Modena.







Più si sviluppano le ricerche sulle attività biologiche del vino e più se ne scoprono di nuove e benefiche. Il fatto è che dopo gli studi approfonditi sulle virtù antiossidanti dell'ormai famosissimo resveratrolo, le cui capacità antitrombotiche e vasculoprotettive sono state analizzate nei laboratori di mezzo mondo, si comincia a capire che il vino è un universo ancora per la gran parte sconosciuto dal punto di vista degli effetti biomedici, e che la sua azione positiva sulla salute è dovuta a più di una sostanza.



Importante ricerca
L'ultima rivelazione, in fatto di vino e salute, viene dal convegno tecnico-scientifico "Lambrusco e salute", svoltosi a Modena nei giorni scorsi. Partendo dalla considerazione che nell'area padana si beve Lambrusco all'incirca da 2.500 anni, il che autorizza un'indagine epidemiologica (quella che hanno fornito, a suo tempo, i primi indizi del paradosso francese), Carlo Fernandez, direttore del College di cardiologia pratica presso l'Università di Firenze, ha potuto mettere in rilievo che in Emilia Romagna, dove si consuma abitualmente una dieta ipercalorica e ricca di grassi, l'incidenza di mortalità e morbilità per patologie cerebrocardiovascolari è nettamemente inferiore rispetto a quella di regioni vicine. Secondo Fernandez questa evenienza potrebbe essere messa in relazione con il consumo abituale di vino, anzi del vino onnipresente sulle tavole di questa regione: il Lambrusco.



Fattori di protezione
Perchè questo vino venga considerato portatore di fattori di protezione vascolare "potenzialmente importanti", lo ha spiegato Maria Benedetta Donati, del Dipartimento di medicina e farmacologia dell'Istituto Mario Negri Sud, un centro di ricerca farmacologica e biomedica fra i più accreditati in campo internazionale. Pur con tutte le cautele del caso, la Donati ha messo in evidenza come le ricerche mostrino che i Lambruschi analizzati rientrino pienamente nella media dei vini rossi italiani per quanto riguarda il contenuto di polifenoli totali, ma all'analisi dei singoli elementi rivelano un livello preponderante di "cumarine" rispetto alle altre classi di polifenoli. Pare "in quantità farmacologicamente attiva", per dirla con le parole di Fernandez.



Effetti anticoagulanti
L'interesse evidente per queste sostanze cumariniche da parte dei ricercatori di ambito cardiologico e farmacologico è dovuto al fatto che esse sono da tempo note per i loro effetti anticoagulanti e sono impiegate abitualmente come farmaco obbligatorio in presenza di infarto miocardico, nella terapia post-infarto e in quella degli interventi di angioplastica. Così, nuove ricerche accendono un riflettore importante su un vino a grande diffusione.


Teresa Enrica Baccini


Questo articolo é stato pubblicato su

lunedì 5 marzo 2007

Il paradosso francese

Cin cin a Pinta Robo e Mat che oggi hanno degustato...


Ieri il cardiologo Pinta mi ha illustrato il famoso paradosso francese quindi ho stappato un Refosco e spalmato formaggio...


....perché ci tengo alla salute!

Salute!!!

PS: Robo, ma quanto te son in Karso no te manca el tipico piato olandese???