martedì 29 maggio 2007

En attendant l'examen

In attesa dell'esame di sabato qua non succede niente, a parte la tecnologia che si ribella. O ieri che c'era il controllo dei rubinetti: suonano alla porta, la guardiana con un tizio adibito al controllo del funzionamento dei rubinetti della casa. Entra, va in cucina, fa scorrere l'acqua, va in cesso e idem apre il rubinetto e poi ancora in bagno, dove controlla il rubinetto del lavandino e della vasca. Mi rassicura dicendo che funziona, aprendo i rubinetti scorre acqua. Bene! Firmo la carta che mi porge per attestare il controllo. Adesso so che i rubinetti funzionano.
Oggi forse vado a controllare dove devo fare l'esame, come consigliato, per non perdermi sabato; devo ricordarmi anche di metteri le solite 3 sveglie, visto che devo essere li praticamente all'alba, alle 8.


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Il bastardo acer dallo schermo nero:
Questo è il nuovo Toshiba:
Sempre il Tosh con la sua amica Epson:

venerdì 25 maggio 2007

#!@§!#!

Quel bastardo figlio di madre ignota!

non c'è 3 senza 4

Acer di merda... fanculo, proprio quando serve, schermo nero e non si accende più. E mi serve per fare gli esercizi per l'esame. e così oggi mi sono comprato un toshiba. Uscito di casa era nuvoloso, uscito dalla metro diluviava - portatile bagnato, portatile fortunato? peggio dell'Acer (di merda) difficile.

ps: non comprare acer

martedì 22 maggio 2007

Un po' di kultura...

In questi giorni, quando non mi diletto a studiare l'inutilità dei sistemi binomiali nella valutazione delle obbligazioni o l'importanza dell'Etica in finanza e ossimori simili, mi ingegno a leggere il vangelo in francese, in particolare il "Vangelo secondo Pilato" - L'évangile selon Pilate.


Trattasi di romanzo storico-immaginifico, anzi quasi un giallo. L'autore è Eric-Emmanuel Schmitt, francese nonostante il nome, anzi cognome. En passant, in francese il nome è prénom, mentre il cognome è nom. Oltre a questo libro ho comprato anche "La parte dell'altro" (La part de l'Autre) in cui immagina la storia se il giovane Adolfo fosse stato accettato alla scuola di pittura di Vienna.


La trama del Vangelo:

Il libro si divide in due parti con due io-narranti, nella prima c'è Yéchoua, un'agitatore politico senza fissa dimora, capelli lunghi, una specie di frichettone, che ogni tanto guariva i malati, resuscitava i morti, cacciava i mercanti dal tempio, ecc... Purtroppo alla fine muore di morte violenta, condannato alla crocifissione - poi ne hanno fatto merchandising.

La seconda parte è narrata dal prefetto del luogo, Pilate, che è quello che ha condannato il predicatore ma da la colpa al solito complotto pluto-giudaico-massonico. E se ne lava le mani. Poi però deve improvvisarsi detective e cercare il cadavere sparito del Yéchoua. E questa è la parte più divertente, quando cerca in vari modi di spiegarsi la sparizione e seguente apparizione in pubblico del cadavere parlante e semovente. Mi mancano ancora un'ottantina di pagine, quindi non so ancora come va a finire.

Comunque la storia è piaciuta. Mel Gibson ha fatto un film, altri hanno fatto una religione. Il film non mi è piaciuto, la religione neanche. Come sempre funziona meglio l'originale...

In tema ho visto il reportage della BBC sui preti pedofili: Sex Crimes and Vatican.
Niente di tale e niente di nuovo; come dice Fo figlio, negli U.S.&A. la diocesi di Los Angeles ha dovuto vendere tutte le sue proprietà per indennizzare i minori (656) molestati dai preti (244). Altri commenti qui dove si parla anche della scomparsa delle audiocassette, attenzione!

E allora non sorprende la proliferazione di altre religioni basate su logiche scientifiche come la Chiesa del The Flying Spaghetti Monster.

Ultima cazzata in tema evangelico/biblico: http://www.adultswim.com/games/biblefight/game.swf

lunedì 21 maggio 2007

Sagra

L'alta dirigenza del circolo culturale Fran Venturini di cui sono socio - tessera n. 1816 - mi ha inviato il volantino digitale. Quindi, segnatevi la data!


PS: complimenti per la scelta dei gruppi... potevate chiamare almeno i Slebwoost...



By the way, Mattonaia è apparsa anche sul sito del Corriere e di Repubblica:

Corriere:
20 mag 15:27
Trieste: bimba scomparsa, appello in tv

TRIESTE - A Trieste e provincia tutte le autorita', dai Carabinieri al Soccorso alpino, sono mobilitate da ieri sera per ritrovare la bimba di 10 anni scomparsa meno di 24 ore fa nella frazione di Domio. Dopo un piccolo diverbio si era allontanata in bicicletta dall'abitazione degli zii. Il mezzo e' stato ritrovato davanti alla scuola elementare di Domio. E' gia' stato lanciato un appello in tv: la piccola e' alta un metro e mezzo, ha i capelli castani lunghi e gli occhi scuri. Indossava una maglietta a strisce e una gonna di colore rosa, e aveva uno zaino blu. Abita a Mattonaia assieme alla madre e al compagno della donna. (Agr)


Repubblica
:
21 mag 17:53
E' stata ritrovata nel pomeriggio la bambina di 10 anni scomparsa ieri sera a Domio (Trieste) sull'altopiano carsico. Sta bene. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri di Muggia (Trieste), che assieme alla Polizia, alla Guardia di Finanza, alla Protezione Civile e al Soccorso Alpino per tutta la notte hanno setacciato palmo a palmo la zona, la bambina era stata trovata ieri sera piangente da un'anziana nella frazione di Domio. Poi senza pensarci due volte l'ha portata a casa sua in via Rossetti, nell'immediata periferia di Trieste, dove le ha fatto trascorrere la notte. Questa mattina la donna e la piccola sono andate anche alla santa messa. Poi la donna, sentite le notizie allarmate trasmesse da radio e televisioni, si e' messa in contatto con i Carabinieri che si sono recati a casa dell'anziana ed hanno recuperata la piccola Larisa Ionela Canuta. Ora la bambina assieme alla mamma ed all'anziana che l'ha ritrovata sono nella caserma dei Carabinieri di Muggia che intendono ricostruire attimo per attimo l'avventura della piccola.

Gran annata il 76

Ricevo e pubblico foto del genetliaco deliano:

Delio col cibo degli dei... No stinco, no party!

Savo in paradiso...

Chissà cosa stava dicendo? Forse "Che figada!" come in questo antico fotogramma recuperato nel mio archivio mutimediale:


Foto di gruppo:




Ps: ringraziando il Nathan che inviò le immagini congiuntamente al riepilogo del uikendo.
Come sta il corridoio?

Annata 2007

Ricevo dall'orgoglioso neo-genitore le foto della primogenita Anna:




giovedì 17 maggio 2007

30 secondi

Link del giorno:

http://www.angryalien.com/

film famosi in trenta secondi.

Gastronomia e minimalismo

Ultimamente, causa ferie studiose, a parte il caffè che scorre a fiumi, cucino un po' di più: foto di insalata salmone+avocado+soia, condita con succo di lime, aneto, sale, olio (meglio in foto che dal vivo...)


aglio
da cui ho prodotto la vellutata



salmone cosparso di aneto con patate novelle al forno e zucchine:


Oggi avevo lezione di francese, ma la prof non c'era - di nuovo - e allora ho fatto un giretto, ho visto Zinedine,


un palazzo con riferimenti misteriosi a Utrecht


A casa ho una pianta
e una luce


mentre fuori girano un film


Place des Vosges in B&W

mercoledì 16 maggio 2007

Ulteriori cazzate

>>Mangiare una mela è piu efficace che bere una tazzina di caffè per stare svegli
>> Milioni di alberi nel mondo vengono piantati per caso da scoiattoli che sotterrano le loro noci e non si ricordano dove
>> Le formiche si stiracchiano al mattino quando si svegliano
>> Il maiale è l'unico animale oltre all'uomo che si scotta con il sole
>> Nessuno riesce a leccare il proprio gomito, è impossibile toccarlo con la lingua
>> C'è solo un cibo non deperibile: il miele
>> I delfini dormono con un occhio aperto
>> L'occhio dello struzzo è più grande del suo cervello
>> Il "quack" di un anatra non produce eco, e nessuno sa perchè
>> Il muscolo più potente del corpo umano è la lingua
>> E' impossibile starnutire con gli occhi aperti
>> Ridere durante il giorno ti fa dormire meglio di notte
>> 30% degli spettatori del TG rispondono al "buonasera" alla fine del programma
>> Circa 70 % delle persone che leggono questa e-mail cercano di leccarsi il proprio gomito...

Chuck Norris

Bellissimo! La vera storia di Chuck Norris:

http://welovechucknorris.blogspot.com

Durante la guerra fredda, il presidente degli Stati Uniti aveva un telefono rosso per comunicare col presidente russo in caso di crisi. E uno a scacchi per chiedere a Chuck Norris se le birre che gli aveva mandato erano fresche abbastanza.

Le arti marziali ti insegnano che esiste sempre qualcuno più forte di te. Quel qualcuno è Chuck Norris.

Quando un mago ha tentato di ipnotizzarlo con un pendolino, Chuck Norris lo ha mandato in trance agitando un TGV.

La camicia a scacchi di Chuck Norris è in grado di sconfiggere Deep Blue in sette mosse.

Durante una partita al Gioco dei Mimi, per far indovinare "Hitler" alla sua squadra, Chuck Norris ha invaso la Polonia.

Gesù camminò sull'acqua. Chuck Norris può nuotare per terra.

Il filo interdentale usato da Chuck Norris è spinato

Chuck Norris puo' ubriacarsi di birra al Vinitaly.

Quando Chuck Norris vince una mano a poker, la appende ancora sanguinante allo specchietto del pick-up.

Quando Chuck Norris gira in pedalò, lascia le sgommate sull'acqua.

Alcuni asceti indiani passano tutta la vita in meditazione per trovare se stessi. Chuck Norris si è mandato un sms, si è trovato in 5 secondi e si è offerto una birra.

Quando i tre Re Magi sono arrivati al cospetto di Gesù seguendo la stella cometa, hanno trovato Chuck Norris che stava impostando il navigatore satellitare del pick-up per il ritorno in Texas.

Ernesto Che Guevara partecipava ai cortei con la maglietta di Chuck Norris.

Per combattere la noia, Chuck Norris lancia le auto dal cavalcavia sui sassi.

Un giorno Chuck Norris si dimenticò dove aveva messo le chiavi di casa. Al che si torturò da solo fino a rivelarsi l'ubicazione delle stesse

Una volta, svolgendo un test di concentrazione, Chuck Norris implose.

Chuck Norris può strappare in due un'autostrada seguendo la linea tratteggiata.

L'obiettivo della macchina fotografica di Chuck Norris è uccidere.

martedì 15 maggio 2007

Colonelli, sergenti e...

MF Dow Jones Market Report:

"La speculazione ha dettato anche il rally di GeneraliAss. (+2,71%), complici le indiscrezioni di mercato secondo cui per dare via libera a un ipotetico Unicredito-SocGen, Sarkozy-Bollore'-Bernheim vorrebbero la compagnia triestina."

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Bolloré è quello che ha ospitato Sarkozy sul suo yacht privato e ha il 4.99% di Mediobanca (mentre Groupama e GAN hanno il 4.868%).
Mediobanca ha il 14.127% di GenAss.
Bernheim è il Presidente (francese) di GenAss che ha
detto più volte - in francese - che ne difenderà l'italianità. Ma quando lo diceva, rideva.
Forse è meglio se mi metto a studiare più seriamente la lingua del Presidente.

lunedì 14 maggio 2007

La mano visibile del liberismo

Il CESSO non è riuscito ancora a pubblicare l'intervista a Chomsky, quindi la metto sul bloggo. Buona lettura!

La mano visibile del liberismo


Conclusa l’intervista con un’emittente inglese siamo finalmente faccia a faccia, determinati a proporgli le domande preparate con cura da diverso tempo. Con fare pacato e cordiale ci fa capire che non ha nessuna intenzione di iniziare l’intervista finché non gli avessimo raccontato qualcosa di più su di noi.
Un po’ spiazzati gli spieghiamo che siamo un gruppo di giovani economisti (e non) da tempo impegnati a promuovere, presso le scuole e l’università, dei percorsi di studi economici alternativi che consentano agli studenti di conoscere le problematiche dell’attuale sistema e di informarli sugli strumenti concreti che ognuno di noi ha già a disposizione per costruire nuovi meccanismi economici.
La grande attenzione e curiosità di Chomsky per le nostre attività ci ha certamente gratificato ma questo atteggiamento rappresenta un punto fondamentale del suo pensiero: “…se la gente si dedica all’organizzazione di tali iniziative e all’attivismo politico saremo in grado di raggiungere un pubblico sempre più vasto ed è solo questa organizzazione che consentirà alle persone di acquisire la consapevolezza che esistono alternative costruttive. In questo modo possiamo trasformare l’attitudine generale della gente che è contraria all’attuale sistema (il 95% degli americani pensa che le corporation dovrebbero ridurre i profitti per offrire maggiori benefici a chi lavora e alla comunità in cui operano) in una vera consapevolezza e in azioni concrete”.

Il neoliberismo è una vera teoria?
Il neoliberismo non è una teoria, ma una serie di rivendicazioni pratiche dalle conseguenze ovvie. Quindi non ci sono ragioni teoriche per credere che le politiche neoliberali siano favorevoli all’economia. In effetti l’evidenza empirica dimostra il contrario.

Ad esempio?
Prendiamo le prime teorie proposte dal movimento neoliberista nei primi anni 70 il cui unico scopo era quello di ridurre i controlli sui movimenti di capitale in antitesi con gli accordi originari di Bretton Woods.
Tali accordi affidavano ai governi il potere di controllare i movimenti dei capitali e questo potere è stato effettivamente utilizzato dall’Inghilterra e dagli altri stati per prevenire il deflusso di capitali.
Ciò ha consentito di tenere sotto controllo i movimenti valutari e ha ridotto la speculazione.
I motivi per cui queste regole sono state istituite sono abbastanza chiare: l’Inghilterra e gli USA, rispettivamente con John Maynard Keynes e Harry Dexter White, giustamente ritenevano che i controlli sui capitali avrebbero contribuito alla crescita economica e allo sviluppo.

Questo ragionamento si è dimostrato corretto, infatti, i primi 25 anni dopo la seconda guerra mondiale (la cosiddetta “golden age”) sono stati il periodo con la più elevata crescita, in cui le disuguaglianze si sono ridotte – ad esempio negli Usa la crescita registrata dal quintile inferiore è stata leggermente superiore rispetto a quella del quintile superiore – .
Anche per la maggior parte del resto mondo è stato un periodo di successi economici. Nel sud del mondo è stato un periodo di sostituzione delle importazioni con la produzione interna e di sviluppo ad elevati tassi di crescita rispetto agli standard storici precedenti.

Ci sono altre ragioni per scegliere la strada dei controlli sui movimenti di capitale?
Certo, essi sono essenziali per la democrazia. Non può esserci una democrazia efficiente se i movimenti dei capitali sono liberi. Il motivo è semplice, basta leggere la storia dei mercati finanziari.
Se i capitali possono muoversi liberamente si viene a creare una sorta di “parlamento virtuale”, un parlamento di investitori che tramite i loro movimenti finanziari in ogni istante, di fatto, effettuano un referendum sulle politiche dei governi, influenzando direttamente le loro decisioni.
Se le politiche dei governi non soddisfano i mercati finanziari , essi possono arrivare a disgregare l’economia reale tramite i deflussi di capitale, gli attacchi valutari, o con altri mezzi che, alla fine, costringono i paesi ad adeguare le politiche a quelle “suggerite” dal parlamento virtuale. Ovviamente non si tratta di reazioni automatiche, ma di situazioni più complesse che qui semplifichiamo, ma grosso modo è questo che succede.
Se i governi vogliono mantenere la capacità di soddisfare gli interessi e i desideri dei cittadini, allora essi devono essere capaci di proteggersi dalla concentrazione internazionale dei capitali, inclusi quelli del loro proprio paese.

Quindi le politiche economiche del dopoguerra hanno garantito la crescita?
Non solo di crescita economica: il capitalismo di Stato ha consentito anche un periodo di inusuale sviluppo dei diritti sociali e le due cose sono strettamente collegate.

Invece con l’avvento del neoliberismo cos’è accaduto?
Tutto ciò è stato rovesciato. La prima iniziativa è stata l’eliminazione dei controlli sui capitali che ha dato vita al “parlamento virtuale”, limitando la possibilità per i governi di rispondere agli interessi pubblici. Poi, se analizziamo il pacchetto completo delle proposte neoliberiste, quasi tutte hanno gli stessi effetti.
Prendiamo ad esempio le privatizzazioni. Quando sono diventate una moda negli anni ’90, non c’era alcuna ragione economica che le giustificasse. Ci sono studi, pubblicati su riviste come l’Economist, che dimostrano come non vi fosse alcuna base empirica per pensare che le privatizzazioni avessero qualche beneficio economico. Ad esempio, per quanto riguarda la convinzione per cui privatizzando si risolvono i problemi di corruzione delle aziende pubbliche, vorrei far notare che la corruzione è un riflesso del grado di sviluppo delle istituzioni stesse. In paesi come il Brasile o il Messico in cui le società pubbliche sono corrotte allora lo saranno pure quelle privatizzate. In Svezia, al contrario, dove le aziende pubbliche sono efficienti, anche se venissero privatizzate non si avrebbe nessun ulteriore miglioramento.

Allora qual è il vero obiettivo dei fautori delle privatizzazioni?
Per definizione la disgregazione della democrazia: privatizzare significa togliere qualcosa dall’arena pubblica, nel senso che i cittadini non hanno più voce in capitolo e si viene a creare un mercato più limitato rispetto a prima.
Se poi parliamo di imprese multinazionali l’effetto è lo stesso: esse costituiscono un sistema totalitario che opera in un mercato estremamente limitato in cui vige una concorrenza limitata, dato il minor numero di soggetti che vi partecipano rispetto a quanto avviene in un sistema pubblico. Quando ci spostiamo dall’arena pubblica al mercato distruggiamo la democrazia e non abbiamo alcun effetto benefico sulla crescita economica.

Come si inseriscono i trattati internazionali nelle iniziative neoliberiste?
Se consideriamo i trattati internazionali sul commercio, effettivamente essi hanno ben poco a che vedere col commercio. Se questi fossero dei trattati realmente collegati al commercio, potrebbero essere scritti in una paginetta, invece sono estremamente elaborati e dettagliati.
L’inizio della storia dei trattati “commerciali” risale agli anni ’60 con il processo di decolonizzazione, quando gli ex-poteri coloniali, come Gran Bretagna e USA, affrontarono il problema di come continuare a controllare le risorse e i mercati del mondo nonostante la maggiore indipendenza delle ex colonie. Quindi negli anni ’60 inizia la pressione, principalmente dei grandi investitori anglosassoni, per lo sviluppo di trattati economici, che consentissero di tutelare i diritti degli investitori: è questo infatti l’unico reale obiettivo dei trattati cosiddetti commerciali. Questa tendenza continua anche nel periodo neoliberalista, quando finalmente si raggiunge, con l’Uruguay Round, la nascita del WTO che è in pratica un accordo per la tutela dei diritti degli industriali. In realtà il WTO presenta elementi di liberalizzazione, ma anche una forte componente antiliberalista in quanto ha garantito il diritto di imporre prezzi di monopolio e ad un livello tale che avrebbe ostacolato lo sviluppo anche nei paesi più ricchi, figuriamoci in quelli poveri. Anche la regolamentazione dei brevetti è stata concepita per assicurare questo monopolio a favore di “tirannie private”, come le corporation: le spacciano come tutela agli investimenti privati in ricerca e sviluppo, ma in realtà la maggior parte delle spese di ricerca e sviluppo sono finanziate da enti pubblici. Le regole sui brevetti sono scritte in modo da ostacolare l’innovazione e di conseguenza finiscono anche col ridurre la crescita economica: se io invento qualcosa e lo brevetto e tu trovi un modo più intelligente per produrlo tu non puoi realizzare tale produzione senza violare il mio brevetto. Anche queste regole non sono pensate per la crescita, ma soltanto per allungare la durata dei diritti di monopolio.

Oltre a queste conseguenze, i trattati internazionali sul commercio hanno avuto qualche ripercussione di carattere non economico?
Innanzitutto la parte degli accordi relativa al commercio è funzionale alla limitazione della sovranità degli Stati in merito alle scelte di allocazione della spesa pubblica: promuovere la partecipazione femminile o quali standard sanitari imporre, ecc. Queste sono le regole imposte dal WTO, quindi non si tratta in realtà di commercio, ma di riduzione della sovranità degli stati e della crescita del potere privato nelle decisioni che riguardano la collettività. Ciò si applica anche su scala internazionale. Ad esempio, esiste un’imposizione del WTO (National Treatment) molto stringente che consente alla General Motor che opera in Messico di essere trattata come una società messicana. Per gli esseri umani non esistono diritti simili: se un messicano arriva a New York non può pretendere di essere trattato come un cittadino americano. Le corporation godono quindi di privilegi speciali. Ulteriore fondamentale ripercussione ha l’applicazione dei cosiddetti accordi sui servizi, i quali riguardano tutto ciò che può interessare il cittadino: istruzione, sanità, acqua, ecc. Quando i servizi essenziali vengono privatizzati viene compromesso il buon funzionamento della democrazia fino al punto in cui non rimane più niente di garantito.
Quindi puoi annientare una persona e ciò non importerà a nessuno.
Questo è il cuore del neoliberismo.

Quali sono gli effetti di tutto ciò?
Sono abbastanza chiari, principalmente la riduzione della democrazia che è stata ridimensionata sia nei paesi ricchi che nel resto del mondo, in particolare in America Latina dove c’e’ stata molta pressione verso la democrazia e gli USA hanno opposto resistenza.
La fiducia stessa nella democrazia è in declino, poiché essa viene associata al neoliberismo. Come anche l’impegno a favore della democrazia è in declino, poiché il neoliberismo la svende attraverso meccanismi economici.

Torniamo alle “rivendicazioni neoliberiste”. Molti studiosi portano a supporto delle teorie neoliberiste la costante crescita economica ottenuta proprio grazie all’attuazione di queste politiche. Se analizziamo gli indicatori macroeconomici è evidente che nel periodo neoliberista molti di essi sono peggiorati nei paesi che hanno seguito le ricette neoliberiste. Un sacco di economisti e la World Bank tentano di passarci sopra dicendo: l’importante è che c’e’ stata una crescita economica. Tuttavia la crescita è stata comunque significativa anche nei paesi – ad esempio la Cina e il Sud Est asiatico – in cui non sono state applicate le indicazioni neoliberiste e dove ci sono controlli sui capitali. Nei paesi che hanno seguito le regole, invece, come in America Latina, il risultato è stato un disastro completo. La propaganda, incluso l’Economist, identifica il neoliberismo con il commercio ed in effetti il commercio continua ad aumentare. Certamente crescita e commercio sono collegati e molti economisti sono convinti di ciò, tuttavia non sono ancora riusciti a spiegare questa correlazione.In ogni caso, qualunque essa sia, non ha niente a che fare con il neoliberismo. La stessa idea del commercio come base per la crescita è una specie di mito della dottrina economica.

Cosa intende per commercio?
Se lo domandaste ad Adam Smith non sarebbe in grado di riconoscere ciò che oggi è chiamato commercio. Probabilmente il 40% – ma nessuno lo sa con certezza – del commercio è costituito da scambi interni alle corporations. Perché dovremmo considerarlo commercio?
È commercio se produci componenti in Indiana, in Arizona e New Mexico e assembli il prodotto nel Minnesota o a New York? Siamo quindi in una command economy, un’economia pianificata dal dominio delle corporation, un’economia che si identifica con le multinazionali. Uno studio recente targato McKinsey, tenta di ricalcolare il deficit commerciale USA utilizzando un metodo abbastanza razionale: si prendono le società estere affiliate e controllate dalle multinazionali con la sede negli USA e si considera il loro export come export dagli USA. In definitiva, il deficit commerciale si riduce poiché alcuni di questi dati sono solo degli artefatti ideologici costruiti apposta per mascherare il reale funzionamento dell’economia secondo le regole del neoliberismo. Se decodifichiamo questi dati è probabile che il risultato sarà che in realtà il livello del commercio e i tassi di crescita sono diminuiti durante l’era neoliberista. In effetti è stato dimostrato – e pochi economisti si sono occupati di ciò – che il rapporto tra il tasso di crescita del commercio e il tasso di crescita dell’economia è aumentato durante il periodo neoliberista, ma la causa principale è stata che il livello di crescita dell’economia è diminuito.

Ulteriore elemento posto da alcuni economisti a sostegno del neoliberismo è che garantisce il libero mercato, indispensabile per ottenere lo sviluppo economico. Bisogna sfatare l’idea che il sistema neoliberista sia un sistema di libero mercato. Prendiamo ad esempio il MIT, che è un tipico caso di luogo di innovazione, dinamismo e quindi promozione della crescita dell’economia.
Certamente al MIT tutti sanno chi paga i loro salari e da dove proviene la tecnologia o le attrezzature: non li paga certo l’IBM, vengono dal Governo, è da decenni che a tutto ciò pensa il settore statale. Prendiamo ad esempio i computer. Quando arrivai qui negli anni ‘50 ero nei laboratori di elettronica ed i colleghi stavano cercando di costruire dei computer piccoli e maneggevoli da poter vendere sul mercato. Ci sono voluti circa 30 anni. Nessuno avrebbe potuto commercializzare computer se non dopo 30 anni di attività e di ricerche del settore pubblico e lo stesso vale per l’Information Technology e per la rete Internet, anch’essa covata per decenni dallo stato. C’è stato di recente un interessante editoriale su Science che proponeva la più accurata descrizione dell’economia americana che io abbia mai visto.
Facevano un inchiesta sugli stanziamenti dei fondi federali e si sono accorti che essi sono diminuiti sia per la DARPA [Defence Advanced Research Projects Agency], che è stata per decenni il motore dell’innovazione per l’economia, sia per la parte più scientifica delle ricerche della Nasa. Sono invece andati aumentando i fondi federali per tutta quella ricerca che consente di fare show e pubblicità, come ad esempio l’impresa di mandare un uomo su Marte o di costruire qualcosa sulla Luna. L’editoriale sosteneva che ciò distruggerà l’economia americana, ed è vero. Infatti l’economia Usa non è un’economia intraprendente, non è un’economia di libero mercato, bensì un’economia fondata sugli stanziamenti pubblici, basata su un settore pubblico dinamico che produce la gran parte delle ricerche innovative e la gran parte dello sviluppo, a spese dei cittadini. Solo alla fine i risultati delle ricerche sono messi a disposizione del mercato privato. E’ questo libero mercato? Assolutamente no.
Oltre alla presenza dello Stato esistono altri motivi per cui ritiene che il sistema neoliberista non sia un sistema di libero mercato? Certamente, un’altra questione da affrontare è che spesso c’è l’idea di imporre il libero mercato agli altri ma di non applicarlo a noi stessi. Chi conosce anche solo un po’ di storia economica sa che questo è un atteggiamento tipico anche dei secoli passati. Nel 18esimo secolo i maggiori centri commerciali ed industriali del mondo erano situati in India e Cina, mentre l’Inghilterra veniva solo dopo. Per sviluppare la propria economia l’Inghilterra utilizzò metodi violenti e fu capace di distruggere l’industria irlandese e di costringere l’India ad adottare le regole del mercato aperto, mentre naturalmente l’Inghilterra stessa non le applicava, mantenendo al contrario alte tariffe protettive. In questo modo l’Inghilterra fu in grado di svilupparsi a discapito dell’India che non registrò né crescita né sviluppo, se non per una ristretta classe sociale di rango elevato. Solo dopo aver scacciato gli inglesi nel 1947, l’India, violando le regole di mercato, cominciò a crescere ed a svilupparsi.

E negli altri paesi occidentali: Stati Uniti, Germania, Italia, Francia, ecc.?
Tutti questi paesi si comportarono nello stesso modo.
Gli USA non hanno mai seguito i principi del libero mercato, tanto che gli storici economici li hanno soprannominati “la madre ed il bastione del protezionismo”.
Durante il 19esimo secolo gli USA mantennero le più elevate barriere protezionistiche del mondo. In questo modo hanno potuto sviluppare la loro industria tessile e dell’acciaio tenendo fuori i beni inglesi che erano qualitativamente migliori e più competitivi nel prezzo.
Gran parte dello sviluppo statunitense fu basato proprio sul contributo del settore pubblico anche per la crescita della stessa produzione di massa che trova le sue origini da posti come l’armeria di Springfield, che solo in un secondo momento venne trasferita al privato.

E nei paesi non occidentali?
Prendiamo un paese sviluppato, il Giappone, che guarda caso è l’unico che non ha subito processi di colonizzazione. Fu davvero un caso? A differenza dei paesi che furono colonizzati e costretti ad accettare i principi del libero mercato, il Giappone fu libero di seguire le stesse politiche dell’Occidente. Queste tematiche, anche se espresse in modo semplificato, restano valide e sono sotto gli occhi di tutti.

Quindi il neoliberismo sfrutta la “mano invisibile” solo quando gli è comodo?
In realtà la metafora della mano invisibile fu un argomento utilizzato ne “La ricchezza delle nazioni” proprio per argomentare contro il neoliberismo. Naturalmente allora non si chiamava neoliberismo, ma aveva come riferimento l’Inghilterra dei suoi tempi. Adam Smith pensò: cosa accadrebbe se i capitalisti inglesi investissero all’estero o se i mercanti inglesi importassero merci dall’estero? Secondo Smith ciò sarebbe stato molto pericoloso per l’Inghilterra, ma sosteneva che non ci si doveva preoccupare, perchè i capitalisti, i mercanti e i produttori inglesi avrebbero preferito operare all’interno del paese: è come se una mano invisibile salvasse l’Inghilterra dagli assalti del mercato.

Note all'intervista a Chomsky

J.M. Keynes e H.D. White: nei primi anni ’40, a seguito del “grave disordine” economico internazionale, disegnarono l’architettura istituzionale che avrebbe retto il nuovo ordine economico mondiale (IMF, WB, WTO). In particolare il piano di J.M. Keynes prevedeva un uso diffuso dei controlli sui movimenti di capitale, sia per scoraggiare i flussi di natura speculativa, si per evitare indebite fuoriuscite di fondi da paesi con penuria di risparmio.

Quintile: rappresenta un indice di distribuzione del reddito utilizzato per esaminare il livello dell’esclusione sociale. Tale indice (detto rapporto interquintile) rappresenta una misura della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi determinata dalle differenze fra i redditi della parte più ricca della popolazione ed i redditi di quella più povera. E’ il rapporto tra la quota del reddito del 20% più ricco della popolazione e il reddito del 20% più povero (considerando il 10% ottengo il decile, l’1% il centile e così via). Più basso è il rapporto minore è la disuguaglianza.

Vedi ad esempio: Florio M., “The Great Divestiture. Evaluating the Welfare Impact of the British Privatizations 1979-1997”, The MIT Press, Cambridge (Mass).

Ricerca e Sviluppo – Research and Development (R&S, R&D): è l’insieme di tutte le attività teoriche e sperimentali volte ad accrescere le conoscenze e renderle utilizzabili per nuove applicazioni. In contabilità rappresenta gli investimenti in ricerca da applicare allo sviluppo di nuovi prodotti.

In merito alla “propaganda” a favore del neoliberismo, vedere:
“Pro-market, not pro-business”, Economist – 26 giugno 2003
“Globalisation and its critics“, Economist – 27 settembre 2001
“The future of the state”, Economist – 18 settembre 1997
Vedere invece “Antimanuale di Economia” di Bernard Maris, Tropea, 2005, per una critica dell’economia contemporanea.

Command Economy: termine comunemente utilizzato per identificare un’economia centralizzata, di Stato, in genere di stampo socialista. In termini più generali si tratta di un’economia in cui una autorità centrale, sia essa uno Stato o poche grandi imprese, controllano tutti gli aspetti dell’attività economica (livelli di produzione, prezzi, ecc.). Ciò è chiaramente in contrasto con il modello neoliberista.

La madre ed il bastione del protezionismo: definizione di Paul Bairoch in “Economia e storia mondiale: miti e paradossi”, Garzanti, 1996. La giustificazione teorica del protezionismo negli Stati Uniti è stata elaborata da Alexander Hamilton, primo segretario del Tesoro (dal 1789 al 1795), e dall’economista Daniel Raymond.

domenica 13 maggio 2007

I dinosauri


J Masisc è tornato col nuovo album dei Dinosaur Jr - Beyond - che si può ascoltare integralmente su MioSpazio: http://www.myspace.com/dinosaurjr
È il riflusso del grunge?

Augurandovi buon inizio settimana, vi saluto e vado a vedermi Report su Telekabul.

sabato 12 maggio 2007

Banana & famiglia

Banana è andato al Giorno della Famiglia (ma perché danno nomi inglesi? tipo sardon-day?) dopo aver visto una vignetta di Vauro sul Manifesto. Ma allora legge il Manifesto?

Kafka a Dolina

Oggi ho dato un'occhiata al sito del Primorski e mi sono soffermato su un articolo sul corridoio 5, quello che dovrebbe passare sotto la Glinscica, e sulle discussioni del nostro consiglio comunale. Ve lo incollo qui in calce perché è fantastico, Kafka (che ha fatto l'assicuratore) non sarebbe riuscito a scrivere meglio. Non pretendo che la sindaca e i consiglieri comunali siano degli statisti, ma un po' di decenza, che si leggano almeno il regolamento comunale. Meglio gli anarchici che hanno organizzato la Scampagnata NoTAV.



Peti koridor buri dolinske duhove

Resolucija o petem koridorju je sprožila tako proceduralno-politično godljo na včerajšnji izredni seji dolinskega občinskega sveta, kot že dolgo ne. Dokument je predstavil načelnik desnosredinske občanske liste Oltre il polo per San Dorligo Giorgio Jercog. V njem se je obregnil ob načrt visokohitrostne železniške proge evropskega petega koridorja, ki naj bi potekala pod Dolino Glinščice. Jercog je v resoluciji pozval »županjo in občinsko upravo, da združeno sodeluje pri podpisu te resolucije, ki je nastala kot neodložljiva potreba, da se soudeleži našo občino pri zoperstavljanju vsaki gradnji, ki bi se jo izvedlo za uresničitev rešitve, ki bi prinesla do uničenja našega prostora.« Skratka: svetnik desnice se je zavzel za to, da bi občinska skupščina izrekla svoj ne predlogu gradnje visokohitrostne železnice pod Dolino Glinščice.

Tej resoluciji so načelniki svetniških skupin levosredinske večine Emil Coretti (Levi demokrati), Sergij Mahnič (Slovenska skupnost), Tatjana Turco (Stranka komunistične prenove) in Elisabetta Sormani (Občanska lista) predložili amandma. V njem so pozvali županjo in odbor, naj zahteva od deželne uprave vse predloge o progi petega koridorja, ki bi lahko tudi obrobno zadevali dolinsko občino, da bi jih občinska uprava in občani predhodno ocenili. Jercog ni sprejel, da bi popravek vključili v njegovo resolucijo. Dokument je predstavil pred več kot dvema mesecema (5. marca), po njegovem je imela občinska uprava dovolj časa za poseg pri deželni vladi. Podžupan Maurizio Sigoni, sama županja Fulvia Premolin, Sormanijeva in Mahnič so podčrtali, da bi amandma okrepil politično težo resolucije in ponovili, da bi morali bili odbor, svetniki in prebivalstvo informirani o tem, kar se kuha okrog trase petega koridorja, kar pa Jewrcoga ni prepričalo.

Zapletlo se je pri glasovanju. Po posvetovanju z občinsko tajnico je Premolinova dala najprej na glasovanje resolucijo, ki jo je večina zavrnila z 10 glasovi večine proti petim glasovom opozicije. Zatem je bilo - presenetljivo - na vrsti glasovanje amandmaja, ki ga je večina izglasovala ob vzdržanju opozicije. Tajnica je zatem menila, da bi amandma lhko smatrali kot »zaključni dokument«. Opozicija se je temu uprla.

Tričetrturna prekinitev seje ni prinesla razjasnitve. Tajnica je govorila o »interpretaciji pravilnika« in nato menila, »naj skupščina odloči, ali je bilo glasovanje veljavno, ali pa ga gre razveljaviti«. Podžupan Sigoni je povlekel na dan 38. člen občinskega pravilnika o »neučinkovitih glasovanjih«, odbornik Igor Tul je opozoril, da 27. člen pravilnika ne predvideva amandmajev k resolucijam. Po novi 20-minutni prekinitvi je tajnica menila, da bi morali »razveljaviti postopek glasovanja«. Premolinova je vprašala, ali naj znova ponovijo razpravo o resoluciji, Coretti je predlagal novo, urgentno resolucijo. V vnovičnem posegu je tajnica ocenila, da naj bi bil »pravilnik precej pomanjkljiv«.

Županja Premolinova je petkrat vprašala tajnico, kaj storiti. Opozicija je medtem napadala večino, češ, da je storila politično napako, ker se je izrekla proti resoluciji, s katero bi se strinjalo domače prebivalstvo, in ne ve, kako naj bi napako popravila. Med novo tričetrturno prekinitvijo se je zaiskrilo tudi med nekaterimi predstavniki večine, medtem ko je Premolinova naznanila, da je »prosila načelnike strank večine, naj predstavijo svojo resolucijo«. Po nadaljevanju seje je županja premaknila zadevo iz mrtve točke: razsodila je, da »sta bili glasovanji pravilni«, in prešla na naslednjo točko dnevnega reda.

Občinski svet bi moral razpravljati o resoluciji o ureditvi pobočja Dolge krone, ki jo je predstavil svetnik Boris Gombač (Združeni v tradicijah). Ta pa je izjavil, da ni v »fizičnih pogojih«, da bi jo predstavil, in razprava je bila preložena.


giovedì 10 maggio 2007

Buon venerdi!

Buon venerdì cari lettori!

Venerdì ultimo giorno di lavoro del mese, poi sarò in ferie per motivi di studio fino a giugno.

Ma comunque sarò ancora connesso.

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Il nostro nuovo presidente ha alcune caratteristiche comuni al Banana: oltre che stronzo è anche un tappo. Un collega oggi lo chiamava "petit Nicolas" (piccolo Nicola).
La foto sotto presenta un paio di chicche: oltre alla polizia dietro e alla faccia da psicolabile, notate il marchio "Kärcher". Si tratta di una nota marca di aspirapolveri a cui il piccolo Napoleone ha fatto riferimento dicendo che con quello avrebbe ripulito le banlieu (periferie) dalla feccia. All'epoca la feccia non ha particolarmente gradito e ha simpaticamente bruciato qualche macchina.

martedì 8 maggio 2007

Oggi festa

Oggi festa in Francia, non per il compleanno di Deli (auguri!), ma per la commemorazione dell'armistizio dell'8 maggio 1945, quando i tedeschi si arresero. Qui da 2 giorni hanno il nuovo presidente che non è neanche tanto francese, figlio di immigrati, madre di famiglia ebrea originaria di Salonicco e padre ungherese. Ciò nonostante Nicolas è contrario all'immigrazione.
Il padre era un nobile. Scappò davanti al pericolo comunista. Forse per questo il figlio è anticomunista. Il padre fuggì anche nel 59, quando il piccolo Sarko aveva 4 anni. Forse conscio dell'errore compiuto.
In questi giorni Sarko è in giro sullo yacht di Bollorè, potente miliardario francese (uno che ha anche una quota significativa nell'italiana mediobanca). A causa di queste frequentazioni la sinistra dice che è servo dei poteri forti. Oggi il Banana ha detto «Sarkozy ha avuto me come modello». I francesi non si rassegnano: intuisco dalle camionette della polizia sotto casa che anche oggi fanno casino a place de la Bastille.

Purtroppo per i francesi il presidente resta in carica per 7 anni.

A cena risotto con asparagi e carote, leggermente aromatizzato al curry:


Domani tocca ritornare al lavoro dopo un weekend di 5 giorni... dura la vita!

Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.
Aristotele

lunedì 7 maggio 2007

Notte agitata, mattina tranquilla

Ieri notte dopo la proclamazione del nuovo presidente i no-global/alternati/anti-sarko si sono ritrovati in piazza della Bastiglia, storico ritrovo della gauche, a manifestare il proprio discontento bruciando qualche moto e prendendo manganellate dai flics sarkozyani.

Solo verso l'una di notte sono stati invitati a sloggiare dalle simpatiche forze dell'ordine e sono passati sotto casa facendo un po' di casino, gridando e spaccando anche la vetrina dell'ottico.


Oggi in piazza sono rimasti dei graffiti.


E un flic in scooter che è rimasto a controllare.


Mi ha incuriosito la scritta "SARKO FILS DE MACRO" (sarko figlio di macro), per me la macro è la macroeconomia, ma mi sembra fuori luogo, quindi ho cercato la traduzione dall'argot:

maquereau macro ; maquereau (père)

souteneur ; [maître de maison close ; souteneur] ; qui vit aux dépends d'autrui ; amant que la prostituée nourrit, amant de prostituée tenancier d'une maison de tolérance ; entremetteur, qui présente courtisane à client éventuel ; celui qui paye la pute ;

Quindi chi vive sulle spalle degli altri; amante nutrito dalla puttana; tenutario di bordelli; ruffiano; chi procura clienti alla cortigiana; chi paga la prostituta.

La médecine est une putain, son maquereau c'est le pharmacien


Per fortuna places des Vosges è sempre tranquilla e immacolata:


domenica 6 maggio 2007

Sarko


Sarkozy promet une France du «travail», de «l'autorité», de la «morale»



Ha vinto il nanetto malefico. E ha promesso lavoro, autorità e morale... mah! Le Pen ha commentato: "gli elettori hanno il presidente che si meritano".

Queensday

In onore all'eroe olandese del Primo Maggio - il primo a destra. O il secondo a sinistra??


Meglio bar che bureau!

I colleghi sono meglio in bar che in bureau. Uscito col collega triestino verso le 5 a incontrare Saverio e l'Alternativa, il triestino torna dagli altri triestini (erano qui per una partita di basket) e noi invece continuiamo a bere e discutere. L'Alternativa ci raggiunge col marito artista e i due bimbi. Bar A Tapas, mangiamo e beviamo, vino, birra, mojito... l'Alternativa porta a casa i bimbi e restiamo con l'artista che si dimostra un esperto di cinema italiano - Antonioni, Fellini - e io mi dimostro ignorante in materia - Bud Spencer e Terence Hill sono il punto di contatto... Parliamo di politica, cinema, musica... e domani è domenica e c'è il mercato, quindi mi devo svegliare prima di mezzogiorno... Ho provato a chiamare qualche "dolinese" per augurare buona majenca ma non rispondono...

Intanto foto del 30/4 in Carso e del 01/5 in olanda ... (courtesy by nathan&robo): bulse ruso o rincion???