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lunedì 26 gennaio 2009
L'agognato diploma
Qualche settimana fa mi è arrivato finalmente il diploma del CFA, grande e pacchiano, resterà nel suo tubo.
mercoledì 14 gennaio 2009
Merci Silvio!

Dal Sole24Ore:
«Merci Silvio» titola Les Echos: i francesi ringraziano il premier Silvio Berlusconi per avere impedito in aprile un'acquisizione ben più onerosa per Air France-Klm. Ora – sottolinea il quotidiano economico e finanziario d'Oltralpe - la compagnia franco-olandese fa un affare migliore, spende meno e ottiene «l'essenziale»: «con questa partecipazione del 25%, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul quinto mercato aereo europeo, uno dei più redditizi».
Nell'editoriale «Grazie Silvio», François Vidal riassume i vantaggi dell'accordo per Air France-Klm. Avrà accesso prioritario a un serbatoio di oltre 24 milioni di passeggeri, 11 milioni dei quali viaggiatori internazionali. Con Roma Fiumicino, ottiene un nuovo "hub" complementare a Parigi e Amsterdam. Taglia l'erba sotto i piedi di Lufthansa, «che sarebbe stata ben felice di dar vita a una dorsale Berlino-Vienna-Milano». Nella corsa alla supremazia, il gruppo prende anche in contropiede British Airways, che fatica a concludere la sua alleanza con la spagnola Iberia». Inoltre, dal 2013 Air France Klm potrà aumentare la sua partecipazione in Alitalia e costituire così «un vero insieme paneuropeo integrato».
«Non male per un'operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta tutto sommato ragionevole», scrive Les Echos. «Ci si può persino chiedere se Silvio Berlusconi non ha reso un insigne servizio ad Air France-Klm nell'aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 miliardi di euro in nome dell''"italianità". Dopo tutto, la compagnia con la quale si è fidanzata Air France-Klm ha già operato buona parte della sua ristrutturazione. Non è più il vettore malato che perdeva 1 milione di euro al giorno, ma un gruppo depurato dai suoi debiti e rafforzato dopo la fusione con il suo rivale Air One».
Qualche problema c'è: «Restano, certo, da gestire le relazioni con i sindacati e i particolarismi regionali». Ma nei cinque anni dalla sua creazione il gruppo franco-olandese «ha dimostrato di sapere gestire questo genere di incognite».
Il sito Internet di Les Echos è fitto di commenti e analisi sul «feuilleton» Alitalia. Sulla home page, il giornale sottolinea che entrando in Alitalia Air France-Klm rafforza il suo dispositivo europeo. «Alitalia ridecolla con Air France-Klm come primo azionista».
Con 323 milioni di euro, il gruppo franco-olandese «consolida le sue posizioni»: fa prima di tutto un «investimento difensivo», che a medio termine ha buone chance di diventare un buon affare. Consolidando i legami con Alitalia, prende due piccioni con una fava: difende i suoi interessi commerciali in un mercato chiave e dà un duro colpo alle ambizioni di Lufthansa in Italia.
In un editoriale intitolato «Capitani coraggiosi», Les Echos apprezza la migliore ripartizione dei rischi dell'attuale intesa. «Fare ridecollare la fenice dei cieli europei costerà ai franco-olandesi cinque volte e mezzo di meno nell'Italia di Silvio Berlusconi che in quella di Romano Prodi». È un accordo dove vincono tutti, poiché i «capitani coraggiosi» dell'industria italiana volati in soccorso di Alitalia ottengono, grazie alla fusione con Air One, «una valorizzazione del nuovo insieme superiore del 18% a quella di quattro mesi fa e di nove volte superiore a quella che Air France offriva in marzo». Con il 25% del capitale e tre posti in Cda, Pierre-Henri Gourgeon, il nuovo capo del gruppo, non avrà il timone, ma «allontana Lufthansa da una preda inestimabile». Ma dovrà fare attenzione alle zavorre: «la quota-parte di sei mesi di perdite Alitalia nel 2008 sarebbe bastata ad assorbire la metà dell'utile semestrale di Air France». Che sia «un affare migliore per il gruppo franco-olandese» lo dice anche Yann Derocles, analista di Oddo Securities intervistato da Les Echos. Potrebbe essere un buon affare «anche se non genererà sinergie nuove prima di tre o quattro anni, tenendo conto dei legami già esistenti tra Air France e Alitalia».
Trionfalistico Le Figaro: «Air France, numero uno incontestato d'Europa», titola il quotidiano sulla home page del suo sito. Con l'ingresso in Alitalia, «la compagnia francese distanzia Lufthansa e British Airways». Air France-Klm prende Alitalia «sotto la sua ala» e ottiene una «bella vittoria». Jean-Cyril Spinetta ha fatto il suo ultimo grande colpo alla guida della compagnia. Tenace, ha vinto «una scommessa che sembrava insensata». Titoli di cronaca e notizie Afp sui siti di Le Monde e Libération: «Air France-Klm rileva il 25% del capitale di Alitalia». Il gruppo franco-olandese «chiude un feuilleton che dura da un anno». Notizie d'agenzia anche sui siti spagnoli di El Mundo e El Pais.
Il Financial Times constata che «l'inglorioso pasticcio» («imbroglio» è la parola usata, entrata nell'inglese) giunge finalmente al termine. Il rilancio di Alitalia «dovrebbe essere un evento completamente felice per tutti. Tristemente, non lo è», commenta il quotidiano economico e finanziario britannico. Ecco perché: lo scorso marzo Air France offrì 140 milioni di euro per un takeover nel quale si sarebbe accollata anche 1,2 miliardi di debiti. Ma Berlusconi bloccò quell'accordo per motivi «patriottici». In dicembre, un consorzio italiano ha pagato 427 milioni di euro per i pezzi di Alitalia che andavano bene, combinandoli con Air One. Ora, l'accordo con Air France valuta la stessa compagnia 1,2 miliardi di euro. «Bel lavoro: in meno di un mese il consorzio ha triplicato il valore del suo investimento». Quanto ad Air France, le sinergie attese rappresentano circa 280 milioni di euro all'anno. La sua parte di quei risparmi, tassati e capitalizzati, «coprono abbondantemente il costo della sua quota».
Ma l'Italia mantiene «italiana» la sua compagnia aerea, allo steso modo in cui Swiss, di proprieta di Lufthansa, è "svizzera"». Inoltre, la fusione tra Alitalia e Air One ha come risultato un mercato interno meno competitivo e tariffe aeree più alte. L'Italia resta con 600 milioni di debito «che non esisterebbe se Berlusconi avesse autorizzato l'accordo Air France». «Il prezzo del patriottismo» ricade sulle tasche degli italiani.
Nelle ampie cronache riportate sul suo sito, il Financial Times ricorda che mesi fa Air France-Klm diceva che per salvare Alitalia ci voleva un esorcista. In un certo senso, «l'esorcista è stato Berlusconi». Ha dovuto superare le dure resistenze degli alleati del Nord che volevano Lufthansa, considerata più adatta a riempire gli slot lasciati liberi da Alitalia all' «impopolare aeroporto di Malpensa». Alla fine, l'accordo è «molto peggiore per gli italiani. «Ora che ha perso la battaglia per Alitalia, Lufthansa guarda di nuovo a Sas, la compagnia scandinava», osserva il Financial Times.
Il Wall Street Journal fa notare che ora la nuova Alitalia deve combattere con le rivali low-cost, oltre che con Lufthansa. In un pezzo dal titolo «La nuova Alitalia vola in cieli affollati», il quotidiano finanziario newyorchese sottolinea che le rotte domestiche redditizie come la Milano-Roma sono parte essenziale del piano di Alitalia per arrivare al pareggio. Ma mantenere la sua quota di mercato potrebbe essere difficile, tanto più che varie compagnie low-cost (Ryan Air e Easy Jet in particolare) hanno approfittato del declino di Alitalia per rafforzare le proprie posizioni in Italia. E Lufthansa sta per lanciare la sua filiale italiana a Malpensa. Numerosi siti americani riportano le notizie Ap sulle novità Alitalia. Ma non solo. Il New York Times titola «Alitalia vende una quota e fa il suo ritorno» e cita analisti secondo i quali il valore della quota Air France-Klm dipenderà dall'abilità di Alitalia di ottenere la cooperazione dei sindacati. «Alitalia si leva in volo, ma il contribuente italiano paga la maggior parte del costo» scrive nella rubrica "Breakingviews.com" l'International Herald Tribune, osservando tra l'altro che il mercato sarò meno competitivo dopo la fusione tra Alitalia e Air One. «Si dice che i Paesi hanno i leader che si meritano. L'Italia potrebbe avere anche la compagnia aerea che si merita».
martedì 6 gennaio 2009
Rassegna stanca
Visto che è befana, vi regalo una rassegna stampa. Anche se io lavoro e quasi tutti voi affezionati lettori vi godete il giorno festivo fascista. Un saluto agli altri lavoratori espatriati in Turchia, Slovenia e Germania (la Bulgara è ancora in ferie).
Leggo orora sul Corriere due notizie, entrambe letterarie.
La prima è che esce in Italia il terzo tomo di Milllenium che, non per citarmi, è una trilogia già consigliata su codesto bloggo. Ovviamente l'esagono è più avanti dello stivale e quindi l'ho già letto e se volete vi dico pure chi è l'assassino. Non si tratta di alta letteratura, ma di lettura divertente ed appassionante. Non si può mica sempre leggere libri di finanza, ostia!
In Svezia uscirà il film tratto dal primo libro a marzo.
L'altra notizia è su Gomorra. Un'acuta critica su Gomorra, anche se non direttamente sul libro, ma sul film, dato che l'autore della critica è un calciatore, ergo non poteva parlare di libri. Cannavaro dice che questo genere di film fa male all'immagine dell'Italia nel mondo. Eh, si, molto meglio presentare Vacanze di Natale per gli Oscar, pirla decerebrato.
Infine su Bloomberg c'è una notizia (ripresa anche sul blog del Nobel Krugman) che in Italia probabilmente non passerà ai TG o su Rep/Corr. Vi ricordate il TFR e tutta la pubblicità per privatizzarlo (cioè investirlo in fondi pensioni gestiti da banche e assicurazioni)? Sfortunatamente è andata un po' male a quelli che hanno trasferito: il tfr pubblico ha un rendimento basso, ma garantito, mentre i fondi privati no. Risultato fino a ottobre 2008? TFR +2.8%, fondi privati dal +2.6% al -24%.
Leggo orora sul Corriere due notizie, entrambe letterarie.
La prima è che esce in Italia il terzo tomo di Milllenium che, non per citarmi, è una trilogia già consigliata su codesto bloggo. Ovviamente l'esagono è più avanti dello stivale e quindi l'ho già letto e se volete vi dico pure chi è l'assassino. Non si tratta di alta letteratura, ma di lettura divertente ed appassionante. Non si può mica sempre leggere libri di finanza, ostia!
In Svezia uscirà il film tratto dal primo libro a marzo.
L'altra notizia è su Gomorra. Un'acuta critica su Gomorra, anche se non direttamente sul libro, ma sul film, dato che l'autore della critica è un calciatore, ergo non poteva parlare di libri. Cannavaro dice che questo genere di film fa male all'immagine dell'Italia nel mondo. Eh, si, molto meglio presentare Vacanze di Natale per gli Oscar, pirla decerebrato.
Infine su Bloomberg c'è una notizia (ripresa anche sul blog del Nobel Krugman) che in Italia probabilmente non passerà ai TG o su Rep/Corr. Vi ricordate il TFR e tutta la pubblicità per privatizzarlo (cioè investirlo in fondi pensioni gestiti da banche e assicurazioni)? Sfortunatamente è andata un po' male a quelli che hanno trasferito: il tfr pubblico ha un rendimento basso, ma garantito, mentre i fondi privati no. Risultato fino a ottobre 2008? TFR +2.8%, fondi privati dal +2.6% al -24%.
giovedì 18 dicembre 2008
C'è grossa crisi... ancora
La conferma della crisi arriva dai biglietti d'auguri.
Qui un esempio:
Invece di mandare bottiglie di vino o mangime vario (roba che ho visto solo negli ultimi due anni in Banchetta Soldati Semplici, poi un casso), mandano un pdf, annunciando attività benefiche.
"families affected by the present economic situation" = le famiglie di quelli che abbiamo licenziato.
La banca in questione ha appena dichiarato che aveva investito 2.3 miliardi di euro in Madoff, il Hedge Fund che ha utilizzato lo schema più vecchio del mondo, ma, novello Robin Hood, invece di inculare stolti risparmiatori, ha depredato ricchi professionisti. 2.3 miliardi in fumo (per onore di cronaca la figlia del gran capo del Santander siede nel CdA del mio donatore di lavoro).
Non per caso lo schema in questione ha un nome italiano, Ponzi.
In poche parole lo schema-Ponzi è un sistema piramidale: si promette interessi altissimi e si ripaga gli investitori iniziali con i nuovi versamenti dei nuovi polli. Giunti ad un punto di saturazione, quando i nuovi versamenti non coprono gli interessi e i riscatti, si taglia la corda.
Qui sotto la foto di Ponzi.

Esempi recenti: Albania metà anni 90, Colombia 2008, USA 2008 con Madoff (trovate una lunga lista su wiki).
La particolarità della truffa di questi giorni è la durata (lunga, di solito la gente si accorge prima, evidentemente le banche sono più sceme dei contadini albanesi appena usciti da un regime autarchico-comunista), l'importo (oltre 50 miliardi di dollari, evidentemente le banche sono più sceme dei contadini albanesi appena usciti da un regime autarchico-comunista) e dal fatto che normalmente la truffa viene interrotta dalle autorità di controllo (in Albania è finito con una specie di guerra civile, in Usa è intervenuto l'FBI... evidentemente le banche sono più sceme dei contadini albanesi appena usciti da un regime autarchico-comunista).

In vista del nuovo anno, il video della mia canzone capodannesca preferita:
U2 - New Years Day
Qui un esempio:
Invece di mandare bottiglie di vino o mangime vario (roba che ho visto solo negli ultimi due anni in Banchetta Soldati Semplici, poi un casso), mandano un pdf, annunciando attività benefiche."families affected by the present economic situation" = le famiglie di quelli che abbiamo licenziato.
La banca in questione ha appena dichiarato che aveva investito 2.3 miliardi di euro in Madoff, il Hedge Fund che ha utilizzato lo schema più vecchio del mondo, ma, novello Robin Hood, invece di inculare stolti risparmiatori, ha depredato ricchi professionisti. 2.3 miliardi in fumo (per onore di cronaca la figlia del gran capo del Santander siede nel CdA del mio donatore di lavoro).
Non per caso lo schema in questione ha un nome italiano, Ponzi.
In poche parole lo schema-Ponzi è un sistema piramidale: si promette interessi altissimi e si ripaga gli investitori iniziali con i nuovi versamenti dei nuovi polli. Giunti ad un punto di saturazione, quando i nuovi versamenti non coprono gli interessi e i riscatti, si taglia la corda.
Qui sotto la foto di Ponzi.

Esempi recenti: Albania metà anni 90, Colombia 2008, USA 2008 con Madoff (trovate una lunga lista su wiki).
La particolarità della truffa di questi giorni è la durata (lunga, di solito la gente si accorge prima, evidentemente le banche sono più sceme dei contadini albanesi appena usciti da un regime autarchico-comunista), l'importo (oltre 50 miliardi di dollari, evidentemente le banche sono più sceme dei contadini albanesi appena usciti da un regime autarchico-comunista) e dal fatto che normalmente la truffa viene interrotta dalle autorità di controllo (in Albania è finito con una specie di guerra civile, in Usa è intervenuto l'FBI... evidentemente le banche sono più sceme dei contadini albanesi appena usciti da un regime autarchico-comunista).

In vista del nuovo anno, il video della mia canzone capodannesca preferita:
U2 - New Years Day
mercoledì 17 dicembre 2008
Lezioni di Economia
Una donna di New York - USA - ha scritto a un sito di finanza americano chiedendo consigli su come trovare un marito ricco: già ciò di per sé é divertente, ma il meglio della storia é quello che un tizio le ha risposto.
LEI: Sono una ragazza bella ( anzi, bellissima) di 28 anni. Sono intelligente e ho molta classe. Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari all'anno. C' é in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito? Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila $, ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West. Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente. Quindi mi chiedo, cos'ha fatto x meritare ciò e xché io non ci riesco? Come posso raggiungere il suo livello?
LUI: Ho letto la sua mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione. Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila $ all'anno. Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo:
Quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare.
E ciò per i seguenti motivi:
Lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice. Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi. Proposta molto chiara, questa.
Ma c'é un piccolo problema. Di sicuro, la Sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre é molto probabile che il mio conto bancario aumenterà continuamente. Dunque, in termini economici, Lei é un attivo che soffre di deprezzamento mentre io sono un attivo che rende dividendi. Lei non solo soffre un deprezzamento, ma questo é progressivo, e aumenta ogni anno! Spiego meglio: oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così x i prossimi 5/10 anni, ma sempre un pò meno, e all'improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita.
Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei é ben quotata, nell'epoca ideale x essere venduta, non x essere comprata. Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in "trading position" (posizione di commercio), e non in "buy and hold" (compra e tieni stretto), che, da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre.
Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio ("buy and hold") con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine. In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su. ... Potremmo avere una relazione per un certo periodo..... Huuummm.... Pensando meglio, e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, io, possibile futuro "affittuario" di tale "macchina", richiedo ciò che é di prassi: fare un test drive.
La prego di stabilire data e ora.
Cordialmente
Suo Investitore
LEI: Sono una ragazza bella ( anzi, bellissima) di 28 anni. Sono intelligente e ho molta classe. Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari all'anno. C' é in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito? Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila $, ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West. Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente. Quindi mi chiedo, cos'ha fatto x meritare ciò e xché io non ci riesco? Come posso raggiungere il suo livello?
LUI: Ho letto la sua mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione. Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila $ all'anno. Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo:
Quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare.
E ciò per i seguenti motivi:
Lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice. Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi. Proposta molto chiara, questa.
Ma c'é un piccolo problema. Di sicuro, la Sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre é molto probabile che il mio conto bancario aumenterà continuamente. Dunque, in termini economici, Lei é un attivo che soffre di deprezzamento mentre io sono un attivo che rende dividendi. Lei non solo soffre un deprezzamento, ma questo é progressivo, e aumenta ogni anno! Spiego meglio: oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così x i prossimi 5/10 anni, ma sempre un pò meno, e all'improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita.
Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei é ben quotata, nell'epoca ideale x essere venduta, non x essere comprata. Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in "trading position" (posizione di commercio), e non in "buy and hold" (compra e tieni stretto), che, da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre.
Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio ("buy and hold") con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine. In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su. ... Potremmo avere una relazione per un certo periodo..... Huuummm.... Pensando meglio, e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, io, possibile futuro "affittuario" di tale "macchina", richiedo ciò che é di prassi: fare un test drive.
La prego di stabilire data e ora.
Cordialmente
Suo Investitore
mercoledì 29 ottobre 2008
martedì 28 ottobre 2008
Le aberrazioni della finanza odierna
Scusate, ma non resisto, nonostante i sondaggi diano in vantaggio le cazzate sulla finanza, devo scrivere qualche cazzata finanziaria.
Allora qualche nozione base: i fondamenti della finanza moderna sono:
1) gli agenti (cioé quelli che operano sul mercato) sono razionali
2) il mercato è efficiente
3) assenza di arbitraggio o legge del prezzo unico (il prezzo di uno stesso bene, disponibile in due mercati diversi, deve essere uguale, salvo i costi di transizione).
In questo momento tutto cio va a farsi fottere.
Esempio di questa settimana:
Porsche da almeno due anni cerca di comprare Volkswagen, anche se ha problemi perché il Land (Bassa Sassonia se non erro) ha il 20% con un diritto di veto. Quest'ultimo (o legge Volkswagen) è stato più volte denunciato come illegale dall'autorità europea per la concorrenza. Quindi tutti sanno che Porsche vuole comprarsi VW ma che è solo questione di tempo.

Nel mentre scoppi la crisi finanziaria e anche i produttori automobilistici sono in grossa crisi.
Però Porsche se ne frega delle crisi, e domenica sera annuncia che ha il 42,6% di Volkswagen (poco più di quello che aveva prima, il 35%), che vuole arrivare al 50% di diritti di voto e che ha già il 31,50% tramite opzioni d'acquisto. Quindi tra possesso diretto (42,60%) e indiretto (31,50%) è al 74,10%.
VW venerdì valeva circa 210€. Era uno dei pochi produttori auto che non ha perso valore, proprio per la nota intenzione di Porsche di comprarsela.

Tuttavia, la crisi del mercato auto a spinto molti a scommettere sul ribasso (anche se la vendita allo scoperto è vietata si può sempre fare lo stesso tramite opzioni), quindi molti operatori erano "short" come si dice e dovevano ricoprirsi comprando azioni.
Così lunedì tantissimi si sono ritrovati nella situazioni di dover coprire la posizione short. Problema: se Porsche ha teoricamente il 74,1%, il Land il 20%, resta sul mercato solo il 5,90% delle azioni in circolazione (ipotizzando che le banche che hanno venduto le opzioni a Porsche siano coperte, cioè abbiano i titoli che devono consegnare a Porsche quando questa eserciterà le opzioni). Lo squilibrio che si crea quando la domanda è alta e la merce (azioni VW) scarsa è aggiustato dai prezzi. Adesso VW vale 680€ e oggi ha fatto un minimo di 471€ e un massimo di 1005€ (pari a un valore di mercato di 186 e 400 miliardi di euro - a questi valori è la società che vale di più al mondo, più di Exxon, la più grande che vale circa 286 miliardi di € - nel 2007 Exxon ha fatto 32 miliardi di euro di utile netto, VW 4 miliardi).
Qui dovrebbe scattare l'arbitraggio, perchè:
1) VW vale 270 miliardi di euro (venerdi valeva 83 miliardi!)
2) Porsche vale 8 miliardi.
Porsche possiede direttamente il 42,6% di VW che sarebbero 115 miliardi. Facendo un rapido calcolo vuol dire che Porsche senza VW ha un valore negativo di circa 100 miliardi. Qualcosa non quadra.
Anche perchè:
FIAT 6,6 mld
Renault 5 mld
GM 2,4 mld
Peugeot 3,6 mld
DaimlerChrysler 20 mld
Totale: 37 mld, cioè VW vale 7 volte il valore totale di 5 grandi produttori auto. Qualcosa non quadra...
Ah, la finance!
PS: adesso VW vale 774€
Allora qualche nozione base: i fondamenti della finanza moderna sono:
1) gli agenti (cioé quelli che operano sul mercato) sono razionali
2) il mercato è efficiente
3) assenza di arbitraggio o legge del prezzo unico (il prezzo di uno stesso bene, disponibile in due mercati diversi, deve essere uguale, salvo i costi di transizione).
In questo momento tutto cio va a farsi fottere.
Esempio di questa settimana:
Porsche da almeno due anni cerca di comprare Volkswagen, anche se ha problemi perché il Land (Bassa Sassonia se non erro) ha il 20% con un diritto di veto. Quest'ultimo (o legge Volkswagen) è stato più volte denunciato come illegale dall'autorità europea per la concorrenza. Quindi tutti sanno che Porsche vuole comprarsi VW ma che è solo questione di tempo.

Nel mentre scoppi la crisi finanziaria e anche i produttori automobilistici sono in grossa crisi.
Però Porsche se ne frega delle crisi, e domenica sera annuncia che ha il 42,6% di Volkswagen (poco più di quello che aveva prima, il 35%), che vuole arrivare al 50% di diritti di voto e che ha già il 31,50% tramite opzioni d'acquisto. Quindi tra possesso diretto (42,60%) e indiretto (31,50%) è al 74,10%.
VW venerdì valeva circa 210€. Era uno dei pochi produttori auto che non ha perso valore, proprio per la nota intenzione di Porsche di comprarsela.

Tuttavia, la crisi del mercato auto a spinto molti a scommettere sul ribasso (anche se la vendita allo scoperto è vietata si può sempre fare lo stesso tramite opzioni), quindi molti operatori erano "short" come si dice e dovevano ricoprirsi comprando azioni.
Così lunedì tantissimi si sono ritrovati nella situazioni di dover coprire la posizione short. Problema: se Porsche ha teoricamente il 74,1%, il Land il 20%, resta sul mercato solo il 5,90% delle azioni in circolazione (ipotizzando che le banche che hanno venduto le opzioni a Porsche siano coperte, cioè abbiano i titoli che devono consegnare a Porsche quando questa eserciterà le opzioni). Lo squilibrio che si crea quando la domanda è alta e la merce (azioni VW) scarsa è aggiustato dai prezzi. Adesso VW vale 680€ e oggi ha fatto un minimo di 471€ e un massimo di 1005€ (pari a un valore di mercato di 186 e 400 miliardi di euro - a questi valori è la società che vale di più al mondo, più di Exxon, la più grande che vale circa 286 miliardi di € - nel 2007 Exxon ha fatto 32 miliardi di euro di utile netto, VW 4 miliardi).
Qui dovrebbe scattare l'arbitraggio, perchè:
1) VW vale 270 miliardi di euro (venerdi valeva 83 miliardi!)
2) Porsche vale 8 miliardi.
Porsche possiede direttamente il 42,6% di VW che sarebbero 115 miliardi. Facendo un rapido calcolo vuol dire che Porsche senza VW ha un valore negativo di circa 100 miliardi. Qualcosa non quadra.
Anche perchè:
FIAT 6,6 mld
Renault 5 mld
GM 2,4 mld
Peugeot 3,6 mld
DaimlerChrysler 20 mld
Totale: 37 mld, cioè VW vale 7 volte il valore totale di 5 grandi produttori auto. Qualcosa non quadra...
Ah, la finance!
PS: adesso VW vale 774€
venerdì 24 ottobre 2008
-99
No, non è l'andamento della borsa, ma oggi ma mancano 99 giorni alla fine della mia permanenza a Paris (ok, dovevo fare un post ieri e chiamarlo -100, ma a causa dell'allungamento dell'orario dell'aperitivo al ritorno a casa non ero sufficientemente fresco per digitare).
In realtà non sono neanche 99, ma meno, dato che sarò a TS dal 7 all'11 novembre e dal 23 al 28 dicembre. Poi se il capo (di TS) avrà il buon gusto di darmi il via libera dovrei passare qualche giorno nella mia futura destinazione a cercare casa.
Tutto ciò se nel mentre la finanza non avrà definitivamente ucciso l'economia e reso ufficialmente inutile il mio mestiere.
In realtà non sono neanche 99, ma meno, dato che sarò a TS dal 7 all'11 novembre e dal 23 al 28 dicembre. Poi se il capo (di TS) avrà il buon gusto di darmi il via libera dovrei passare qualche giorno nella mia futura destinazione a cercare casa.
Tutto ciò se nel mentre la finanza non avrà definitivamente ucciso l'economia e reso ufficialmente inutile il mio mestiere.
giovedì 16 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
RISOLTA LA CRISI FINANZIARIA: ACCORDO PROFUMO-PASSERA
ANSA ULTIM'ORA ore 12.00m
RISOLTA LA CRISI FINANZIARIA: ACCORDO PROFUMO-PASSERA
A seguito della tragica crisi finanziaria che attanaglia l'economia globale, e in un estremo tentativo di risolvere la drammatica situazione in corso, l'Unicredit di A. Profumo e Banca Intesa di C. Passera, in un sofferto comunicato congiunto, hanno informato stamane i mercati che le due banche nei prossimi giorni si fonderanno dando vita ad una nuova entità bancaria denominata Profumo di Passera S.p.A.
Al clamoroso annuncio congiunto dei due manager i mercati hanno prontamente reagito impennando... di brutto tutte le quotazioni. Secondo i migliori analisti è certo che questa nuova banca farà finalmente tirare.. l'economia e ingrosserà... notevolmente le quotazioni di borsa.
Il neo amministratore delegato Riccardo Schicchi ha annunciato che il nuovo colosso bancario consentirà ai tanti clienti, oggi tristi e infelici, di... godere dei nuovi servizi "personalizzati" studiati
apposta per loro. Molti clienti hanno immediatamente visto...rialzare le propre quotazioni e hanno avvertito l'impellente necessità di...liquidare i propri saldi.
E' stato però raccomandato di limitare le continue entrate e uscite nelle varie filiali della banca onde evitare la nascita di altri piccoli istituti che potrebbero chiedere i danni alla Profumo di
Passera S.p.A., nel caso in cui fosse provato che quest'ultima non avrebbe usato un'adeguata protezione.
RISOLTA LA CRISI FINANZIARIA: ACCORDO PROFUMO-PASSERA
A seguito della tragica crisi finanziaria che attanaglia l'economia globale, e in un estremo tentativo di risolvere la drammatica situazione in corso, l'Unicredit di A. Profumo e Banca Intesa di C. Passera, in un sofferto comunicato congiunto, hanno informato stamane i mercati che le due banche nei prossimi giorni si fonderanno dando vita ad una nuova entità bancaria denominata Profumo di Passera S.p.A.
Al clamoroso annuncio congiunto dei due manager i mercati hanno prontamente reagito impennando... di brutto tutte le quotazioni. Secondo i migliori analisti è certo che questa nuova banca farà finalmente tirare.. l'economia e ingrosserà... notevolmente le quotazioni di borsa.
Il neo amministratore delegato Riccardo Schicchi ha annunciato che il nuovo colosso bancario consentirà ai tanti clienti, oggi tristi e infelici, di... godere dei nuovi servizi "personalizzati" studiati
apposta per loro. Molti clienti hanno immediatamente visto...rialzare le propre quotazioni e hanno avvertito l'impellente necessità di...liquidare i propri saldi.
E' stato però raccomandato di limitare le continue entrate e uscite nelle varie filiali della banca onde evitare la nascita di altri piccoli istituti che potrebbero chiedere i danni alla Profumo di
Passera S.p.A., nel caso in cui fosse provato che quest'ultima non avrebbe usato un'adeguata protezione.
lunedì 13 ottobre 2008
Nobel a Krugman
Nobel per l'Economia all'americano Paul Krugman
Reuters - 13/10/2008 13:16:39
STOCCOLMA, 13 ottobre (Reuters) - Il premio Nobel per l'Economia 2008 è stato assegnato quest'anno all'economista statunitense Paul Krugman "per la sua analisi degli schemi commerciali e sulla localizzazione dell'attività economica".
Lo ha annunciato oggi il comitato che assegna il rpestigioso premio.
La Accademia reale delle scienze svedese ha spiegato che il premio, del valore di 10 milioni di corone - 1 milione e 400 mila dollari - riconosce la formulazione da parte di Krugman di una nuova teoria per rispondere a domande che guidano l'urbanizzazione mondiale.
Krugman ha "perciò integrato i campi di ricerca precedentemente slegati del commercio internazionale e della geografia economica", dice un comunicato del comitato.
Krugman insegna economia e affari internazionali all'Università americana di Princeton.
Il riconoscimento per l'Economia, ufficialmente intitolato "Premio Sveriges Riskbank in Economia alla memoria di Alfred Nobel" è stato istituito negli anni 60 e non fa parte del gruppo originale di premi indicati nelle volontà di Nobel nel 1895.
**************************
Sono stato il 30° a congratularmi col Nobel, adesso è a 1873...
Reuters - 13/10/2008 13:16:39
STOCCOLMA, 13 ottobre (Reuters) - Il premio Nobel per l'Economia 2008 è stato assegnato quest'anno all'economista statunitense Paul Krugman "per la sua analisi degli schemi commerciali e sulla localizzazione dell'attività economica".
Lo ha annunciato oggi il comitato che assegna il rpestigioso premio.
La Accademia reale delle scienze svedese ha spiegato che il premio, del valore di 10 milioni di corone - 1 milione e 400 mila dollari - riconosce la formulazione da parte di Krugman di una nuova teoria per rispondere a domande che guidano l'urbanizzazione mondiale.
Krugman ha "perciò integrato i campi di ricerca precedentemente slegati del commercio internazionale e della geografia economica", dice un comunicato del comitato.
Krugman insegna economia e affari internazionali all'Università americana di Princeton.
Il riconoscimento per l'Economia, ufficialmente intitolato "Premio Sveriges Riskbank in Economia alla memoria di Alfred Nobel" è stato istituito negli anni 60 e non fa parte del gruppo originale di premi indicati nelle volontà di Nobel nel 1895.
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Sono stato il 30° a congratularmi col Nobel, adesso è a 1873...
mercoledì 1 ottobre 2008
Paulson plan for dummies
Oggi dovevo fare una presentazione ad un comitato, ma è stato annullato a causa dell'influenza del nostro capo.
Ordunque, cazzeggio un attimo e ritorno ancora sulla crisi e sul piano Paulson, riprendendo un post ripreso da Krugman:
Tipico bilancio bancario prima della crisi
Attivi « buoni »: $95
Attivi « dubbi »: $5
TOTALE ATTIVI: $100
Debiti verso clienti (=conti correnti): $80
Debiti verso obbligazionisti (=vs investitori che hanno comprato bond della banca): $17
Capitale: $3
TOTALE DEBITI E CAPITALE : $100
Dopo i casini mettiamo che gli attivi dubbi vengano svalutati a $2, ecco cosa succede:
Attivi « buoni »: $95
Attivi « dubbi »:: $2
TOTALE ATTIVI: $100
Debiti verso clienti (=conti correnti):: $80
Debiti verso obbligazionisti: $17
Capitale: $0
TOTALE DEBITI E CAPITALE : $97
Quando il capitale =0 si dichiarare bancarotta.
Il piano Paulson prevede che lo Stato compri gli attivi « dubbi » al loro vero valore: non cambia niente come risultato. Il problema resta il capitale
Attivi « buoni »: $95
Liquidità dallo Stato per gli attivi « dubbi »: $2
TOTALE ATTIVI: $100
Debiti verso clienti (=conti correnti): $80
Debiti verso obbligazionisti: $17
Capitale: $0
TOTALE DEBITI E CAPITALE : $97
Gli interventi in Europa riguardano il capitale, con gli Stati che iniettano capitale e prendono la proprietà delle banche.
PS: word è una merda e bill gates pure. Copiando un testo da un sito su word e ricopiarlo sul blog il blog s'incazza. Notepad resta il miglior programma di windows.
Ordunque, cazzeggio un attimo e ritorno ancora sulla crisi e sul piano Paulson, riprendendo un post ripreso da Krugman:
Tipico bilancio bancario prima della crisi
Attivi « buoni »: $95
Attivi « dubbi »: $5
TOTALE ATTIVI: $100
Debiti verso clienti (=conti correnti): $80
Debiti verso obbligazionisti (=vs investitori che hanno comprato bond della banca): $17
Capitale: $3
TOTALE DEBITI E CAPITALE : $100
Dopo i casini mettiamo che gli attivi dubbi vengano svalutati a $2, ecco cosa succede:
Attivi « buoni »: $95
Attivi « dubbi »:: $2
TOTALE ATTIVI: $100
Debiti verso clienti (=conti correnti):: $80
Debiti verso obbligazionisti: $17
Capitale: $0
TOTALE DEBITI E CAPITALE : $97
Quando il capitale =0 si dichiarare bancarotta.
Il piano Paulson prevede che lo Stato compri gli attivi « dubbi » al loro vero valore: non cambia niente come risultato. Il problema resta il capitale
Attivi « buoni »: $95
Liquidità dallo Stato per gli attivi « dubbi »: $2
TOTALE ATTIVI: $100
Debiti verso clienti (=conti correnti): $80
Debiti verso obbligazionisti: $17
Capitale: $0
TOTALE DEBITI E CAPITALE : $97
Gli interventi in Europa riguardano il capitale, con gli Stati che iniettano capitale e prendono la proprietà delle banche.
PS: word è una merda e bill gates pure. Copiando un testo da un sito su word e ricopiarlo sul blog il blog s'incazza. Notepad resta il miglior programma di windows.
martedì 30 settembre 2008
Cazzi acidi
Il piano Paulson, the plan formerly known as TARP, non è stato approvato dal Congresso:

La composta reazione del mercato è stata la seguente:
dow -7%
S&P 500 -8.8%
Nasdacco -9%

Avete presente il film l'aereo più pazzo del mondo quando metttono la scritta "OK, PANIC". Ecco, siamo li.

Ero uscito dal lavoro che erano a -3% in attesa del congresso. Ho visto poco fa i numeri e fanno paura, anche se gli americani esagerano sempre. Dal secolo scorso non si vedevano numeri simili.
Volevo fare un post un po' più strutturato sulla situazione finanziaria, ma non ho tempo tra lavoro e visite, poi venerdi parto in ferie (non dovrebbero revocarmele, non fa parte della cultura aziendale francese e anche il mio capo va in ferie la stessa settimana, quindi prima devono revocarle a lui).
Prossima data possiblile per approvare il piano giovedi o venerdi, perché in mezzo ci sono delle feste ebraiche.

Bollettino di guerra delle perdite odierne:
- Fortis, come scritto nel precedente post, nazionalizzata non da uno, ma da ben 3 stati (benelux)
- Hypo RE salvata dallo Stato tedesco e da altre banche (totale 35 mld €)
- Roskilde bank nazionalizzata in Danimarka
- Bradfort & Bingley nazionalizzata in UK
- Glitnir bank, terza banca islandese, nazionalizzata
- Wachovia, una delle maggiori banche usa comprata per un tozzo di pane (2.16 mld $) da Citigroup.
Dexia oggi perdeva quasi il 30% (brutto segno), Unicredit il 10% (io ho il conto con fineco, gruppo unicredit... sperem ben). Prossime vittime?
Per consolarvi, i soldi sui conti correnti in Italia sono garantiti dal fondo interbancario. Se non falliscono troppe banche potrebbe bastare.
Definitivamente il peggior anno per fare il CFA...
A questo punto servono idee innovative e soluzioni creative. Uno dei libri che ho sul comodino è il pensiero laterale di Edward de Bono. Ecco, su ispirazione di questo illustre pensatore, io per risolvere la crisi metterei Pam ministro delle finanze mondiali.

Oppure, forse meglio, la inviterei a cena.

La composta reazione del mercato è stata la seguente:
dow -7%
S&P 500 -8.8%
Nasdacco -9%

Avete presente il film l'aereo più pazzo del mondo quando metttono la scritta "OK, PANIC". Ecco, siamo li.

Ero uscito dal lavoro che erano a -3% in attesa del congresso. Ho visto poco fa i numeri e fanno paura, anche se gli americani esagerano sempre. Dal secolo scorso non si vedevano numeri simili.
Volevo fare un post un po' più strutturato sulla situazione finanziaria, ma non ho tempo tra lavoro e visite, poi venerdi parto in ferie (non dovrebbero revocarmele, non fa parte della cultura aziendale francese e anche il mio capo va in ferie la stessa settimana, quindi prima devono revocarle a lui).
Prossima data possiblile per approvare il piano giovedi o venerdi, perché in mezzo ci sono delle feste ebraiche.

Bollettino di guerra delle perdite odierne:
- Fortis, come scritto nel precedente post, nazionalizzata non da uno, ma da ben 3 stati (benelux)
- Hypo RE salvata dallo Stato tedesco e da altre banche (totale 35 mld €)
- Roskilde bank nazionalizzata in Danimarka
- Bradfort & Bingley nazionalizzata in UK
- Glitnir bank, terza banca islandese, nazionalizzata
- Wachovia, una delle maggiori banche usa comprata per un tozzo di pane (2.16 mld $) da Citigroup.
Dexia oggi perdeva quasi il 30% (brutto segno), Unicredit il 10% (io ho il conto con fineco, gruppo unicredit... sperem ben). Prossime vittime?
Per consolarvi, i soldi sui conti correnti in Italia sono garantiti dal fondo interbancario. Se non falliscono troppe banche potrebbe bastare.
Definitivamente il peggior anno per fare il CFA...
A questo punto servono idee innovative e soluzioni creative. Uno dei libri che ho sul comodino è il pensiero laterale di Edward de Bono. Ecco, su ispirazione di questo illustre pensatore, io per risolvere la crisi metterei Pam ministro delle finanze mondiali.

Oppure, forse meglio, la inviterei a cena.
lunedì 29 settembre 2008
Il contagio
Ieri i governi del Benelux hanno dato un "aiutino" di 11 miliardi di euro a Fortis (banca e assicurazione con 85,000 dipendenti e oltre 400 miliardi di attivi). E i casini cominciano anche in europa continentale.
Non è chiaro cosa abbiano combinato, sembra ci sia il solito problema degli investimenti finanziari andati male oltre al recente acquisto di una parte di ABN AMRO (pagato 21 miliardi) che ora cercano di vendere e se recuperano la metà di quello che hanno pagato sono già contenti.
Intanto gli USA hanno lanciato il TARP (Troubled Assets Relief Program), per ora 250 miliardi sui 700 previsti.
Vederemo, ga dito l'orbo.
Non è chiaro cosa abbiano combinato, sembra ci sia il solito problema degli investimenti finanziari andati male oltre al recente acquisto di una parte di ABN AMRO (pagato 21 miliardi) che ora cercano di vendere e se recuperano la metà di quello che hanno pagato sono già contenti.Intanto gli USA hanno lanciato il TARP (Troubled Assets Relief Program), per ora 250 miliardi sui 700 previsti.
Vederemo, ga dito l'orbo.
venerdì 19 settembre 2008
+7.79%
Borsa Milano 10 minuti prima dell'apertura di Nuova York: +7.79%.
Mai visto robe compagne.
Vedremo lunedi se ricrolla tutto.
Intanto ho scoperto che a novembre avrò uno stagista tedesco per 6 settimane.
Mai visto robe compagne.
Vedremo lunedi se ricrolla tutto.
Intanto ho scoperto che a novembre avrò uno stagista tedesco per 6 settimane.
Taleb
I have nothing against economists: you should let them entertain each others with their theories and elegant mathematics, and help keep college students inside buildings. But beware: they can be plain wrong, yet frame things in a way to make you feel stupid arguing with them. So make sure you do not give any of them risk-management responsibilities.
Nassim Taleb
C'é grossa crisi

Ritrovato il post di ieri con appunti parecchio sparsi su Lehman & Co. Per la mia lettrice bulgara preferita (sono andato un po' lungo, ma ci sono anche alcune figure. Altrimenti potete sempre guardare in basso i bellissimi occhioni della Herzigova).
Ah si, vi sto sondando, votate lì a destra (ma non votate mai per la destra!).

Lehman Brothers
1850-2008
RIP
1850-2008
RIP
La Federal Reserve ha deciso che durante il week end non copra banche fallite per dimostrare che ha le palle e che la crisi non è cosi grave. Questo dopo aver dato un aiutino a JP Morgan a comprare BearStearns (30 miliardi) e aver nazionalizzato FannieMae e FreddieMac (si parla di 120 miliardi). Perciò ha lasciato fallire Lehman, una delle banche più snob tra le big. Il motivo era di evitare il moral hazard (azzardo morale), cioè che i banchieri siano tentati di prendere più rischi per tentare di salvare la baracca, tanto se va male c'è lo Stato.
Poi ha dovuto cambiare idea. Martedi ha fatto un prestito alla più grande compagnia d'assicurazione al mondo, al AIG. In cambio ha ricevuto il 79.9% della società, sborsando 85 miliardi di dollari (in realtà riceverà le azioni quando AIG non rimborserà il prestito). Il valore è tipo tre volte il valore della compagnia assicurativa di Trieste (quella grande, non la filialina dei tedeschi). AIG valeva 239 miliardi di dollari qualche anno fa.
Altri avvenimenti: Bank of America compra Merrill Lynch per 50 mld $, Barclays si prende qualche pezzo di Lehman, in UK Lloyds TSB si fonde con HBOS (uno dei principali fornitori di mutui) per 12 mld £ (ma scambio carta contro carta, cioè Lloyds TSB paga con proprie azioni). Poi i Russi hanno fermato la borsa di Mosca, stava perdendo troppo (tra Georgia e crisi finanziaria era un casino).
Fai il tuo mestiere
Uno dei motivi principali per cui AIG stava fallendo è uno dei tipici errori di strategia: ha smesso di fare quello che sapeva (vendere polizze assicurative tradizionali) e ha iniziato ad innovare. Così vendeva i famigerati Credit Default Swap (CDS) che sono anch'essi polizze assicurative che garantiscono contro il fallimento degli emittenti di prestiti obbligazionari. P.es. ho 10 mln€ di un bond di una banca solida che mi rende il 4,5% quando il tasso dei titoli governativi di pari durata e caratteristiche rende il 4.1%, pago un CDS ad AIG diciamo 0.30% all'anno per garantirmi dal fallimento del bond bancario, rendendolo quindi quasi come un bond governativo (per definizione risk free, se un paese sviluppato). AIG quindi incassava ogni anno 30,000 € e se la banca non rimborsava il prestito doveva farlo AIG. A fronte di un'esposizione di 10 mln incassa una piccolezza, 30 basis points. Alla fine AIG aveva un'esposizione nominale di 441 miliardi di dollari (ancora a giugno). Finché non fallisce nessuno non ci sono problemi, si continua ad incassare il premio. Peccato che i fallimenti siano iniziati. Anche il salvataggio di Fannie e Freddie è considerato un evento di default e quindi pagava AIG. Poi è toccato a Lehman e via.
Tuttavia i tipi di AIG dicono che erano illiquidi, ma non insolventi. Cioè sostengono che avevano ancora sufficiente capitale.
Piccola divagazione contabile
Il bilancio di ogni società è costituito dall'attivo (p.es cassa, immobili, macchinari, attivi finanziari, crediti vari) che è finanziato col passivo che si divide in mezzi propri (il capitale) e mezzi di terzi (debiti). Quando l'attivo supera il capitale si dice che si opera a leva. Lehman Brothers nel bilancio al 31 maggio 2008 aveva 640 miliardi di dollari di attivo e 614 miliardi di passività. Restano 26 miliardi di capitale. La leva sarebbe di 30 volte. E' bastato che l'attivo perdesse valore per neanche il 5% e il capitale è andato. Fico il capitalismo!
La misura di rendimento principale è il Return on Equity, cioè il rendimento del capitale investito. Minore è il capitale a parità di profitto, più sei efficiente. Per questo ancora ad aprile scorso il fondo Algebris incolpava l'assicurazione di Ts di avere troppo capitale libero (quindi inutilizzato) e di fare investimenti poco rischiosi. Algebris da alcuni mesi ha smesso di comunicare i suoi rendimenti.
AIG
AIG si è ritrovata anche con l'attivo che valeva sempre meno, dato che l'attivo di banche ed assicurazioni è costituito per una bella quota da titoli finanziari vari. Dato che i debiti di solito non perdono valore, il capitale calava e questo fa incazzare come api le agenzie di rating che minacciano di abbassarti il rating. Più il rating è basso più diventa difficile raccogliere capitale e gli altri pensano che la tua capacità di ripagare i debiti sia inferiore e ti chiedono collateral (o garanzie) nell'attività tradizionale che riducono ancora il capitale e cosi via in un circolo vizioso.
Come siamo arrivati fino a qui?
Il bravo economista Zingales lo spiega citando "(...) la vecchia malattia chiamata "debt deflation". Tradizionalmente la debt deflation funzionava così. Prima investimenti sfortunati, che producono forti perdite. Per fronteggiare queste perdite, gli operatori più indebitati si trovano a dover liquidare parte delle loro attività. Se a trovarsi in questa situazione sono in molti, però, i prezzi delle attività da loro detenute scendono sotto la pressione dell'offerta. La caduta dei prezzi non fa che aumentare le perdite, riducendo la solvibilità e aumentando la necessità di ulteriori vendite. E la spirale negativa continua."
Una delle cause è il mark-to-market, cioè la valutazione a prezzi di mercato (ma non si usa la locuzione italiana) che per trasparenza impone di valutare gli attivi in particolare quelli finanziari al valore di mercato, cioè al prezzo a cui è possibile liquidarli sul mercato. Finché ci sono acquirenti un prezzo decente si trova, nei casi di sfiducia (o panico) nessuno compra, nessuno si presta denaro e tutto si blocca con effetti perversi.
Nel caso sopra dei CDS il valore di mercato all'inizio è pari a zero (è così quasi sempre per gli swap), quindi l'esposizione nei bilanci non compare (anche se l'esposizione nominale è ad esempio di qualche centinaio di miliardi). I CDS hanno durata di 5 o 10 anni. Durante il periodo il valore può cambiare in base alla probabilità di default dei titoli sottostanti. Finché questo non cambia (e tra il 2003 e il 2007 erano fermi), no problem, il mark to market sarà prossimo a zero. Altro problema è che i CDS sono una nuova bestia che si è sviluppata enormemente negli ultimi anni. Il valore del mercato stimato al 2007 era di 43 trilioni di dollari (!). Ce ne sono molti ancora in giro... Warren Buffett che non è l'ultimo pirla ed è anche assicuratore già nel 2002 definiva i CDS armi finanziarie di distruzione di massa.
Comunque l'utilizzo del mark-to-market è figlio dei progressi del Risk Management (gestione del rischio, ma come prima non si usa l'italica definizione). Ad esempio le banche devono calcolare ogni giorno il Value at Risk (VaR, valore a rischio, come sopra), cioè la perdita massima che non si supera ad un dato intervallo di confidenza (di solito 99%) in un determinato arco temporale (10 giorni). Per calcolarlo si prendono dati storici sul mercato azionario, i tassi d'interesse, i cambi e quant'altro entri nei bilanci bancari. Il problema coi dati storici è che cambiano col passare del tempo.
Prendo a prestito una metafora del Maestro Taleb (autore di Black Swan). Prendiamo un tacchino e lo facciamo mangiare per 1000 giorni.
Il tacchino ogni giorno conferma al suo dipartimento di statistica che gli umani pensano al suo benessere "with increased statistical significance". Il 1001° giorno il tacchino ha una sorpresa che non era prevedibile dalla serie storica di ben 1000 giorni. Questo tipo di evento viene chiamato da Taleb cigno nero. Finchè non si è visto un cigno nero non si credeva che esistessero.Per le banche il calcolo del VaR è un obbligatorio e il risultato determina il capitale che devono avere per far fronte ai rischi (di mercato in particolare; poi esiste il rischio di credito, di controparte, di liquidità, operativo...). Ora le banche si trovano con l'attivo che vale meno e la perdita potenziale (il VaR) che aumenta. Serve capitale, ma nessuno presta alle banche, men che meno le banche (conoscendosi tra loro, sanno che nei bilanci ci può essere di tutto).
Di chi è la colpa? Dei rocket scientists, come venivano chiamati all'epoca i pionieri fisici e matematici che si avventuravano nel fantastico mondo della finanza. Grazie al loro acume matematico e alla padronanza di formule fisiche si riesce a modelizzare meglio le variabili finanziarie. Ad esempio per simulare l'andamento delle azioni nel tempo si utilizza il moto Browniano che spiega il movimento di una particella di polvere in una soluzione acquosa. Usando la scienza si pensa di controllare meglio la situazione, in particolare si dimostrava con formule e numeri che il bisogno di capitale non era così grande. Le big che stanno fallendo avevano tanti scienziati che lavoravano per il risk management. A volte meglio non complicare troppo le cose...
La causa principale: il profitto
Capitalismo dovrebbe pagare tutte le risorse produttive e per definizione il tasso di profitto deve tendere a zero. Nella pratica non è successo e la remunerazione del capitale è aumentata mentre quella del lavoro è diminuita, nonostante gli aumenti di produttività registrati negli ultimi decenni. Cosa succede? In pratica per mantenere la competitività si domanda efficienza, ma i manager lo traducono in licenziamenti, ringiovanimento della forza lavoro (più è giovane meno costa) e minori salari. Per mantenere lo standard di vita specie negli ultimi anni anche in Europa, le famiglie si indebitano (mutuo per la casa, carte di credito revolving, credito al consumo) grazie anche ai bassi tassi d'interesse. Affinché l'economia funzioni le famiglie devono continuare a consumare e magari anche a risparmiare. Se il reddito viene dirottato verso il servizio del debito (pagare interessi) l'equazione non funziona.
La consolazione - per ora
Quelli che lavorano in finanza oggi spesso non hanno vissuto un vero crollo. Il turn-over nelle banche d'affari è molto elevato e la manovalanza giovane. I trader bravi a 30-35 anni hanno già guadagnato qualche milione. Quelli bravi e furbi hanno cambiato mestiere (cioè si sono comprati un isola e hanno mandato tutti a cagare). Il darwinismo lascia i peggiori.
L'ultimo crollo significativo era il marzo 2000 (crollo Nasdaq) e poi 11/9/2001 (crollo Torri e Dow Jones). Ormai non sono in tanti ad aver vissuto il 1987 e se ci sono non sono più a fare trading. Il Black Monday è stato un vero crollo storico: -22.6% in un giorno. Era ottobre, il 19. Sapete quando è iniziato il crollo del 1929? Sempre in ottobre, il 29. Ocio.
*************************************************************Wall Street balza in alto su speranze di soluzione alla crisi Reuters - 18/09/2008 22:31:21 NEW YORK, 18 settembre (Reuters) - Quella di oggi per Wall Street è stata la giornata più positiva da sei anni a questa parte, grazie alla fortissima ripresa delle ultime ore sulla notizia che il governo sta considerando una soluzione più ampia alla crisi finanziaria. Una fonte informata dei fatti ha rivelato che il Segretario del Tesoro Henry Paulson ha ventilato una soluzione simile a quella del Resolution Trust Corp. La Rtc fu creata nel 1989 per assorbire le grandi perdite nel settore creditizio, che aveva prodotto quella che all'epoca era considerata la più grande crisi finanziaria americana dai tempi della Grande Depressione. I titoli finanziari si sono impennati, e l'indice finanziario S&P è balzato dell'11,6%. Secondo gli ultimi dati disponibili, il Dow Jones è salito di 410,03 punti, il 3,86%, a 11.019,69. Lo Standard & Poor 500 è salito di 49,92 punti, il 4,32%, a 1.206,31. Il Nasdaq è salito di 100,25 punti, il 4,78%, a 2.199,10.
******************************
Notizie di poco fa.
In questi casi si potrebbe dire che si tratta del rimbalzo del gatto morto (ai posteri l'ardua sentenza).
Poi domani (cioé oggi) è uno dei venerdi delle streghe (terzo venerdi di marzo, giugno, settembre e dicembre), così chiamati perchè è il giorno di scadenza delle opzioni su azioni.
mercoledì 17 settembre 2008
martedì 9 settembre 2008
Fannie & Freddie
Che divertimento vedere gli Usa che NAZIONALIZZANO! Ricordano Chavez.
Solo che si vergognano un pochino. Paulson, quando ha dato l'annuncio, ha parlato di conservatorship. Perfino il mio economista vivente preferito (Paul Krugman) parla di "Deprivatization":
I wish people wouldn’t say that Fannie and Freddie have been “nationalized.” I mean, it’s basically accurate, but it conveys the wrong impression.

*************************
Attenzione: quello che segue è un post finanziario. Può provocare sonnolenza e dermatiti da contatto. Non ingerire. Leggere attentamente le avvertenze. Conservare in luogo fresco e asciutto.
Le due agenzie (non sono banche, come scritto dai scribacchini di repubblica) hanno 5,400,000,000,000 dollari di debiti (circa la metà di tutti i mutui in circolazione in usa). Questi ora vanno ad aggiungersi al debito pubblico americano che prima (ore 20.31GMT) era pari a $ 9,675,471,522,898.85.
La cifra in se non vuol dire tanto, ma è sempre simpatico parlare di trilioni di dollari, mi sento un po' Paperon de Paperoni. Sembra che la vera cifra da sborsare sia sui 200 miliardi (e in Italia si lamentano per quel paio di miliardi in più a causa di Alitalia. Che poveretti!).
Comunque se fallissero sarebbe un casino, specie coi cinesi: la banca centrale ha un bel pacco di obbligazioni Freddie/Fannie, quindi il governo è costretto ad intervenire per ripagare i debiti. In fondo le obbligazioni emesse dai due istituti erano sempre considerate come se avessero una garanzia (implicita) dello Stato. Ora abbiamo la dimostrazione che quella garanzia c'era davvero. L'eventuale fallimento avrebbe provocato il crollo definitivo del mercato immobiliare americano, il probabile fallimento di alcune banche i cui bilanci sono già duramente provati dalla crisi finanziario/immobiliare e non ultimo l'incazzatura dei cinesi, arabi e altri che hanno comprato le obbligazioni. Bel casino.
Il problema, ripetuto ovunque dalla stampa, è la socializzazione delle perdite, mentre gli utili (passati) sono stati intascati dai manager e dagli azionisti. Le due agenzie infatti pagavano dividendi (come si deve quando si tratta di società private quotate) e pagavano qualche milioncino ai CEO (come si deve quando si tratta di società private quotate). La cosa peggiore degli ultimi casini per il capitalismo come filosofia è la mancanza di punizione. Questa è la base del free market: se fai bene sei premiato, se fai un casino sei punito - la distruzione creativa di Schumpeter - il fallimento è il fondamento del capitalismo. Negli ultimi casi mancava la punizione vera. Ok, i manager sono stati licenziati, ma la vera punizione doveva essere il fallimento. Bear Stearn doveva fallire, invece, per evitare problemi peggiori (rischio sistemico, come si dice) lo Stato ha prestato a JP Morgan 30 miliardi di dollari per comprarla. Il problema è quando le società che dovrebbero fallire sono cosi grandi o talmente collegate con altre che il loro fallimento sarebbe eccessivo per il sistema globale. E qui deve intervenire lo Stato. L'ulteriore problema è che l'assenza di punizione rende i decisori meno avversi al rischio - tanto sanno che poi qualcuno ci mette una pezza. Ma finché gli squilibrii persistono i casini continuano. Il colpevole principale della bolla immobiliare è stato Greenspan, che viene invece tuttora osannato come gran guru e miglior banchiere centrale del secolo. Per guadagnarsi questa fame ha lasciato nella merda il suo successore e il mondo.
Capitalism is not a success. It is not intelligent, it is not beautiful, it is not just, it is not virtuous — and it doesn't deliver the goods. In short, we dislike it, and we are beginning to despise it. But when we wonder what to put in its place, we are extremely perplexed.
Solo che si vergognano un pochino. Paulson, quando ha dato l'annuncio, ha parlato di conservatorship. Perfino il mio economista vivente preferito (Paul Krugman) parla di "Deprivatization":
I wish people wouldn’t say that Fannie and Freddie have been “nationalized.” I mean, it’s basically accurate, but it conveys the wrong impression.
The fact is that Fannie Mae was originally a government agency; it was privatized in 1968, not for any good economic reason, but to move its debt off the federal balance sheet (and Freddie was created 2 years later as a competitor.) Private ownership of Fannie and Freddie never made any real sense, and was always a crisis waiting to happen.
So what we’re really seeing now is deprivatization.
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Attenzione: quello che segue è un post finanziario. Può provocare sonnolenza e dermatiti da contatto. Non ingerire. Leggere attentamente le avvertenze. Conservare in luogo fresco e asciutto.
Le due agenzie (non sono banche, come scritto dai scribacchini di repubblica) hanno 5,400,000,000,000 dollari di debiti (circa la metà di tutti i mutui in circolazione in usa). Questi ora vanno ad aggiungersi al debito pubblico americano che prima (ore 20.31GMT) era pari a $ 9,675,471,522,898.85.
La cifra in se non vuol dire tanto, ma è sempre simpatico parlare di trilioni di dollari, mi sento un po' Paperon de Paperoni. Sembra che la vera cifra da sborsare sia sui 200 miliardi (e in Italia si lamentano per quel paio di miliardi in più a causa di Alitalia. Che poveretti!).
Comunque se fallissero sarebbe un casino, specie coi cinesi: la banca centrale ha un bel pacco di obbligazioni Freddie/Fannie, quindi il governo è costretto ad intervenire per ripagare i debiti. In fondo le obbligazioni emesse dai due istituti erano sempre considerate come se avessero una garanzia (implicita) dello Stato. Ora abbiamo la dimostrazione che quella garanzia c'era davvero. L'eventuale fallimento avrebbe provocato il crollo definitivo del mercato immobiliare americano, il probabile fallimento di alcune banche i cui bilanci sono già duramente provati dalla crisi finanziario/immobiliare e non ultimo l'incazzatura dei cinesi, arabi e altri che hanno comprato le obbligazioni. Bel casino.
Il problema, ripetuto ovunque dalla stampa, è la socializzazione delle perdite, mentre gli utili (passati) sono stati intascati dai manager e dagli azionisti. Le due agenzie infatti pagavano dividendi (come si deve quando si tratta di società private quotate) e pagavano qualche milioncino ai CEO (come si deve quando si tratta di società private quotate). La cosa peggiore degli ultimi casini per il capitalismo come filosofia è la mancanza di punizione. Questa è la base del free market: se fai bene sei premiato, se fai un casino sei punito - la distruzione creativa di Schumpeter - il fallimento è il fondamento del capitalismo. Negli ultimi casi mancava la punizione vera. Ok, i manager sono stati licenziati, ma la vera punizione doveva essere il fallimento. Bear Stearn doveva fallire, invece, per evitare problemi peggiori (rischio sistemico, come si dice) lo Stato ha prestato a JP Morgan 30 miliardi di dollari per comprarla. Il problema è quando le società che dovrebbero fallire sono cosi grandi o talmente collegate con altre che il loro fallimento sarebbe eccessivo per il sistema globale. E qui deve intervenire lo Stato. L'ulteriore problema è che l'assenza di punizione rende i decisori meno avversi al rischio - tanto sanno che poi qualcuno ci mette una pezza. Ma finché gli squilibrii persistono i casini continuano. Il colpevole principale della bolla immobiliare è stato Greenspan, che viene invece tuttora osannato come gran guru e miglior banchiere centrale del secolo. Per guadagnarsi questa fame ha lasciato nella merda il suo successore e il mondo.
Capitalism is not a success. It is not intelligent, it is not beautiful, it is not just, it is not virtuous — and it doesn't deliver the goods. In short, we dislike it, and we are beginning to despise it. But when we wonder what to put in its place, we are extremely perplexed.
John Maynar Keynes
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