Che divertimento vedere gli Usa che NAZIONALIZZANO! Ricordano Chavez.
Solo che si vergognano un pochino. Paulson, quando ha dato l'
annuncio, ha parlato di
conservatorship. Perfino il mio economista vivente preferito (Paul Krugman) parla di
"Deprivatization":
I wish people wouldn’t say that Fannie and Freddie have been “nationalized.” I mean, it’s basically accurate, but it conveys the wrong impression. The fact is that Fannie Mae was originally a government agency; it was privatized in 1968, not for any good economic reason, but to move its debt off the federal balance sheet (and Freddie was created 2 years later as a competitor.) Private ownership of Fannie and Freddie never made any real sense, and was always a crisis waiting to happen.
So what we’re really seeing now is deprivatization.
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Attenzione: quello che segue è un post finanziario. Può provocare sonnolenza e dermatiti da contatto. Non ingerire. Leggere attentamente le avvertenze. Conservare in luogo fresco e asciutto. Le due agenzie (non sono banche, come scritto dai scribacchini di repubblica) hanno 5,400,000,000,000 dollari di debiti (circa la metà di tutti i mutui in circolazione in usa). Questi ora vanno ad aggiungersi al debito pubblico americano che prima (ore 20.31GMT) era pari a
$ 9,675,471,522,898.85.
La cifra in se non vuol dire tanto, ma è sempre simpatico parlare di
trilioni di dollari, mi sento un po' Paperon de Paperoni. Sembra che la vera cifra da sborsare sia sui 200 miliardi (e in Italia si lamentano per quel paio di miliardi in più a causa di Alitalia. Che poveretti!).
Comunque se fallissero sarebbe un casino, specie coi cinesi: la banca centrale ha un bel pacco di obbligazioni Freddie/Fannie, quindi il governo è costretto ad intervenire per ripagare i debiti. In fondo le obbligazioni emesse dai due istituti erano sempre considerate come se avessero una garanzia (implicita) dello Stato. Ora abbiamo la dimostrazione che quella garanzia c'era davvero. L'eventuale fallimento avrebbe provocato il crollo definitivo del mercato immobiliare americano, il probabile fallimento di alcune banche i cui bilanci sono già duramente provati dalla crisi finanziario/immobiliare e non ultimo l'incazzatura dei cinesi, arabi e altri che hanno comprato le obbligazioni. Bel casino.
Il problema, ripetuto ovunque dalla stampa, è la socializzazione delle perdite, mentre gli utili (passati) sono stati intascati dai manager e dagli azionisti. Le due agenzie infatti pagavano dividendi (come si deve quando si tratta di società
private quotate) e pagavano qualche milioncino ai CEO (come si deve quando si tratta di società
private quotate). La cosa peggiore degli ultimi casini per il capitalismo come filosofia è la mancanza di punizione. Questa è la base del
free market: se fai bene sei premiato, se fai un casino sei punito - la distruzione creativa di Schumpeter - il fallimento è il fondamento del capitalismo. Negli ultimi casi mancava la punizione vera. Ok, i manager sono stati licenziati, ma la vera punizione doveva essere il fallimento. Bear Stearn doveva fallire, invece, per evitare problemi peggiori (rischio sistemico, come si dice) lo Stato ha prestato a JP Morgan 30 miliardi di dollari per comprarla. Il problema è quando le società che dovrebbero fallire sono cosi grandi o talmente collegate con altre che il loro fallimento sarebbe
eccessivo per il sistema globale. E qui deve intervenire lo Stato. L'ulteriore problema è che l'assenza di punizione rende i decisori meno avversi al rischio - tanto sanno che poi qualcuno ci mette una pezza. Ma finché gli squilibrii persistono i casini continuano. Il colpevole principale della bolla immobiliare è stato Greenspan, che viene invece tuttora osannato come gran guru e miglior banchiere centrale del secolo. Per guadagnarsi questa fame ha lasciato nella merda il suo successore e il mondo.
Capitalism is not a success. It is not intelligent, it is not beautiful, it is not just, it is not virtuous — and it doesn't deliver the goods. In short, we dislike it, and we are beginning to despise it. But when we wonder what to put in its place, we are extremely perplexed.John Maynar Keynes