martedì 9 settembre 2008

Buco nero #2

Pensavate fosse una minchiata il buco nero?

Eh, invece no. Abili hacker viaggiatori del tempo mi mandano la homepage di repubblica di giovedì, quando mancheranno 24 ore alla fine del mondo.



Vi ho avvertito, pure con 3 giorni di anticipo, quindi fate veloci tutte le 100 cose da fare prima di morire o, se siete scansafatiche, solo 10.

Io vado a farmi 1 birra.
O forse 10.
O anche 100.

Fannie & Freddie

Che divertimento vedere gli Usa che NAZIONALIZZANO! Ricordano Chavez.
Solo che si vergognano un pochino. Paulson, quando ha dato l'annuncio, ha parlato di conservatorship. Perfino il mio economista vivente preferito (Paul Krugman) parla di "Deprivatization":

I wish people wouldn’t say that Fannie and Freddie have been “nationalized.” I mean, it’s basically accurate, but it conveys the wrong impression.

The fact is that Fannie Mae was originally a government agency; it was privatized in 1968, not for any good economic reason, but to move its debt off the federal balance sheet (and Freddie was created 2 years later as a competitor.) Private ownership of Fannie and Freddie never made any real sense, and was always a crisis waiting to happen.

So what we’re really seeing now is deprivatization.



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Attenzione: quello che segue è un post finanziario. Può provocare sonnolenza e dermatiti da contatto. Non ingerire. Leggere attentamente le avvertenze. Conservare in luogo fresco e asciutto.

Le due agenzie (non sono banche, come scritto dai scribacchini di repubblica) hanno 5,400,000,000,000 dollari di debiti (circa la metà di tutti i mutui in circolazione in usa). Questi ora vanno ad aggiungersi al debito pubblico americano che prima (ore 20.31GMT) era pari a $ 9,675,471,522,898.85.

La cifra in se non vuol dire tanto, ma è sempre simpatico parlare di trilioni di dollari, mi sento un po' Paperon de Paperoni. Sembra che la vera cifra da sborsare sia sui 200 miliardi (e in Italia si lamentano per quel paio di miliardi in più a causa di Alitalia. Che poveretti!).

Comunque se fallissero sarebbe un casino, specie coi cinesi: la banca centrale ha un bel pacco di obbligazioni Freddie/Fannie, quindi il governo è costretto ad intervenire per ripagare i debiti. In fondo le obbligazioni emesse dai due istituti erano sempre considerate come se avessero una garanzia (implicita) dello Stato. Ora abbiamo la dimostrazione che quella garanzia c'era davvero. L'eventuale fallimento avrebbe provocato il crollo definitivo del mercato immobiliare americano, il probabile fallimento di alcune banche i cui bilanci sono già duramente provati dalla crisi finanziario/immobiliare e non ultimo l'incazzatura dei cinesi, arabi e altri che hanno comprato le obbligazioni. Bel casino.

Il problema, ripetuto ovunque dalla stampa, è la socializzazione delle perdite, mentre gli utili (passati) sono stati intascati dai manager e dagli azionisti. Le due agenzie infatti pagavano dividendi (come si deve quando si tratta di società private quotate) e pagavano qualche milioncino ai CEO (come si deve quando si tratta di società private quotate). La cosa peggiore degli ultimi casini per il capitalismo come filosofia è la mancanza di punizione. Questa è la base del free market: se fai bene sei premiato, se fai un casino sei punito - la distruzione creativa di Schumpeter - il fallimento è il fondamento del capitalismo. Negli ultimi casi mancava la punizione vera. Ok, i manager sono stati licenziati, ma la vera punizione doveva essere il fallimento. Bear Stearn doveva fallire, invece, per evitare problemi peggiori (rischio sistemico, come si dice) lo Stato ha prestato a JP Morgan 30 miliardi di dollari per comprarla. Il problema è quando le società che dovrebbero fallire sono cosi grandi o talmente collegate con altre che il loro fallimento sarebbe eccessivo per il sistema globale. E qui deve intervenire lo Stato. L'ulteriore problema è che l'assenza di punizione rende i decisori meno avversi al rischio - tanto sanno che poi qualcuno ci mette una pezza. Ma finché gli squilibrii persistono i casini continuano. Il colpevole principale della bolla immobiliare è stato Greenspan, che viene invece tuttora osannato come gran guru e miglior banchiere centrale del secolo. Per guadagnarsi questa fame ha lasciato nella merda il suo successore e il mondo.

Capitalism is not a success. It is not intelligent, it is not beautiful, it is not just, it is not virtuous — and it doesn't deliver the goods. In short, we dislike it, and we are beginning to despise it. But when we wonder what to put in its place, we are extremely perplexed.

John Maynar Keynes

lunedì 8 settembre 2008

Bert


"Poche persone riescono ad essere felici se non odiano qualche altra persona, nazione, o fede"


Bertrand Russell










It's Monday


Se il capo vi rompe le bale, imitate il cerebroleso leghista.

domenica 7 settembre 2008

Benny

Cari lettori, come posso allietare questa grigia domenica autunnale (almeno qua, 18 gradi, nuvolo)? Intanto per la vostra gioia sarò nuovamente nel borgo natio venerdì prossimo (12 settembre, arrivo 22h05 - come al solito se qualcuno vuole fare una gita a Ronchi è il benvenuto). Impegni semi-lavorativi: sabato matrimonio del collega precedente inquilino parigio.


Poi lunedì dovrei parlare col personale per organizzare il prossimo passaggio a Cologna (qui sotto il dom colognese).


Sapete cosa mi perdo a causa di questo viaggio?



Il Papa che viene qui proprio quel week-end. Benny, se non hai ancora prenotato l'hotel puoi stare pure da me, tanto io non ci sono. Ma niente orge nazisadomaso con le suore, mi raccomando, che poi i vicini protestano. E non fare lo scemo, se hai freddo comprati un cappello decente. Dai, che poi diventano tutti muslimanni.


Buon lunedì!

The Economist wins Berlusconi lawsuit


In July 2001 Silvio Berlusconi, then prime minister of Italy, launched a lawsuit in Italy alleging that The Economist had defamed him in its article "An Italian Story", which appeared in our April 26th 2001 issue. The magazine cover bore the title: "Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy". We are pleased to announce that the Court in Milan has issued a judgment rejecting all Mr Berlusconi's claims and requiring him to make a payment for costs to The Economist. The full judgment, in Italian, is available here.
The Economist will not be making any further comment.
Mr Berlusconi is once again prime minister of Italy.

sabato 6 settembre 2008

Griffini

Il Corriere delle Cazzate mi informa che da mercoledì i Griffin tornano (su google) con 50 mini puntate.
Di 2 minuti.
Con pubblicità.



Meglio vedere le vecchie puntate.

Ora esco a procacciarmi del cibo. E un caffé.

venerdì 5 settembre 2008

Buchi neri

Presumo che tanti abbiano letto la notizia dellesperimento franco-svizzero che ha provocato alcuni timori (tra cui la fine del mondo). Se non lo avete fatto qui cè il link allarticolo apparso sul quotidiano di riferimento dei giovani intellettuali di sinistra.

Ora mi chiedo e mi domando « ma i scrivi ste robe per inscempiar la gente? » o sono notizie vere?

Chiedo quindi a qualche valido fisico (ce n’è almeno uno che bazzica sto bloggo) di spiegare con parole semplice e possibilmente nel nobile dialetto patoco la teoria e pure la pratica (cioè se riescono nell’intento di creare un buchino nero come funziona poi? Finiamo tutti risucchiati in svizzera a perire tra emmenthal e milka? Dicono che il mondo scomparirebbe in 4 anni, ma a che velocità Mattonaia arriva in Svizzera? E se ci vogliono 4 anni, andando alle Fiji o sull’isola di Pasqua si sopravvive più a lungo che restando in Europa? E la Borsa? Come reagisce la borsa a un buco nero??

Nell'immagine sotto, quello che potrebbe accadere alla Svizzera e al mondo e a te il 10 settembre.

Ps: Chi fosse meno pigro del sottoscritto può leggere la replica del CERN. o di un giornaletto un po' più informato di Repubblica.

giovedì 4 settembre 2008

Paris - London

Venerdi scorso sono andato a Londra con l'Eurostar sotto la Manica (delusione: non si vedono i pesci dal finestrino). Partenza Fantozzi-style. Non per niente ragioniere sono. Arrivo a Gare du Nord raggiungo il check-in. Con mia somma sorpresa c'è anche il controllo passaporti, allora cerco la carta d'identità nel portafoglio, ma lei non c'è. Spiego la situazione a due addetti che mi consigliano di andare a casa a recuperare i documenti e forse mi fanno salire sul treno dopo, se c'è posto. Torno a casa, cerco la carta d'identità ma dopo un sommario sopralluogo non la trovo e prendo il passaporto. Torno alla gare, vado al check-in e mi inbucano nel treno delle 14:15 (dovevo prendere quello delle 12:35). Ciliegina sulla torta: la carta d'identità era nella tasca posteriore dei pantaloni che erano nello zaino.

Comunque sono arrivato a Londra (arrivo a S. Pancras, bella la stazione rinnovata) in 2 ore e 15. Vado verso la City per recuperare la Tesoriera e il suo capo (che tra poco inizia a lavorare col mio capo francese) per un aperitivo. Poi di sera cena libanese (Maroush a Chelsea) e dopo pub. Sabato bellissima giornata, giro su South Bank e poi Camden market. Di sera cena (in ristorante italiano...) e poi party natalizio russo in un club (entrata 15£, consumazione 10£ - e dicono che Parigi sia cara...). Domenica pranzo al St Katharine Docks, simpatico porticciolo vicino a Tower Bridge e poi giro in centro.

Comunque confermo che preferisco vivere a Parigi che a Londra.

Presempio la metro: molto meglio Parigi, la tube è lenta, fa caldissimo e son pure stronzi che il biglietto tipo del turista (corsa singola) costa 4£ (qui 1,4€).

La birra: a Londra cercano di rifilarti ovunque la Peroni in bottiglia. Non capisco questa insana passione inglese per le birre italiane. Nessuno si è premurato di dire agli inglesi che gli italiani fanno il vino buono e che la birra fa cagare? A Parigi hanno le solite birre lager, ma chissenefrega, c'è il vino e pure il pastis...

Pure il municipio parigino è più bello:






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Intanto Amy Winehouse doveva suonare a Parigi al Rock sur Seine. Si è data malata. Anche l'anno scorso doveva suonare, ma pure ha dato buca. Poi ha fatto un concerto riparatore in autunno, arrivando sfatta ubriaca e cantando male meno di un'ora. Chissà se arriverà almeno alla fatidica soglia dei 27 (Jim, Jimi, Janis...).

lunedì 1 settembre 2008

Volare

Corso per interpretare le istruzioni degli aerei

Tropa roba, guardatelo prima di prendere l'aereo.