giovedì 4 settembre 2008

Paris - London

Venerdi scorso sono andato a Londra con l'Eurostar sotto la Manica (delusione: non si vedono i pesci dal finestrino). Partenza Fantozzi-style. Non per niente ragioniere sono. Arrivo a Gare du Nord raggiungo il check-in. Con mia somma sorpresa c'è anche il controllo passaporti, allora cerco la carta d'identità nel portafoglio, ma lei non c'è. Spiego la situazione a due addetti che mi consigliano di andare a casa a recuperare i documenti e forse mi fanno salire sul treno dopo, se c'è posto. Torno a casa, cerco la carta d'identità ma dopo un sommario sopralluogo non la trovo e prendo il passaporto. Torno alla gare, vado al check-in e mi inbucano nel treno delle 14:15 (dovevo prendere quello delle 12:35). Ciliegina sulla torta: la carta d'identità era nella tasca posteriore dei pantaloni che erano nello zaino.

Comunque sono arrivato a Londra (arrivo a S. Pancras, bella la stazione rinnovata) in 2 ore e 15. Vado verso la City per recuperare la Tesoriera e il suo capo (che tra poco inizia a lavorare col mio capo francese) per un aperitivo. Poi di sera cena libanese (Maroush a Chelsea) e dopo pub. Sabato bellissima giornata, giro su South Bank e poi Camden market. Di sera cena (in ristorante italiano...) e poi party natalizio russo in un club (entrata 15£, consumazione 10£ - e dicono che Parigi sia cara...). Domenica pranzo al St Katharine Docks, simpatico porticciolo vicino a Tower Bridge e poi giro in centro.

Comunque confermo che preferisco vivere a Parigi che a Londra.

Presempio la metro: molto meglio Parigi, la tube è lenta, fa caldissimo e son pure stronzi che il biglietto tipo del turista (corsa singola) costa 4£ (qui 1,4€).

La birra: a Londra cercano di rifilarti ovunque la Peroni in bottiglia. Non capisco questa insana passione inglese per le birre italiane. Nessuno si è premurato di dire agli inglesi che gli italiani fanno il vino buono e che la birra fa cagare? A Parigi hanno le solite birre lager, ma chissenefrega, c'è il vino e pure il pastis...

Pure il municipio parigino è più bello:






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Intanto Amy Winehouse doveva suonare a Parigi al Rock sur Seine. Si è data malata. Anche l'anno scorso doveva suonare, ma pure ha dato buca. Poi ha fatto un concerto riparatore in autunno, arrivando sfatta ubriaca e cantando male meno di un'ora. Chissà se arriverà almeno alla fatidica soglia dei 27 (Jim, Jimi, Janis...).

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